Telecom, Sawiris torna in pista con Tim Brasil e sfida Telefonica

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Sawiris punta ancora su TelecomIl Faraone, il magnate egiziano Naguib Sawiris, smuove le acque già agitate di Telecom Italia. In un’intervista al quotidiano brasiliano Folha de Sao Paulo si dice pronto a rilevare Tim Brasil, se la compagnia italiana dovesse vendere. Lo stesso Sawiris, ex numero uno di Wind, aveva incontrato a fine dicembre il ministro delle Telecomunicazioni di Brasilia, Paulo Bernardo, consigliandogli di non operare lo spezzatino di Tim Brasil, in quanto svaluterebbe gli asset separatamente ceduti e conferma che il “break-up” per Telecom non sarebbe una buona operazione.

L’imprenditore ha ricordato di essersi interessato a Tim Brasil anche nel 2007, ma la cosa non andò in porto. E ribadisce il suo interesse per il mercato brasiliano.

Ma Sawiris non punta solo all’asset carioca, bensì pure al controllo della compagnia italiana. Ci ha provato già un anno fa, quando voleva entrare nell’azionariato con un aumento di capitale riservato, ma anche in quel caso l’operazione non ebbe successo per l’opposizione di Telefonica, la quale temette l’ingresso di un socio straniero, magari orchestrato in sintonia con Carlos Slim, magnate messicano e acerrimo rivale degli spagnoli sul mercato sudamericano.

Infatti, l’egiziano si dice disponibile a confermare il suo interesse per Telecom, ma a due condizioni: che non ceda Tim Brasil e che Telefonica esca dall’azionariato. Parole, che hanno il senso di una sfida agli spagnoli e che potrebbero ribaltare le sorti della governance dentro la compagnia, dove l’ad Marco Patuano sarebbe già contrario alla cessione dell’asset e un buon quarto del capitale si è schierato contro Telefonica appena un mese fa in assemblea.

Le dichiarazioni di Sawiris danno manforte agli azionisti contrari a Telco e potrebbero seriamente contribuire a mettere in discussione l’attuale assetto proprietario del gruppo.

Che il mercato sembra crederci, lo dimostrerebbe anche il +0,69% del titolo Telecom stamane a 80 centesimi a Piazza Affari, essendo doppiamente speculativo: per la possibile cessione di Tim Brasil e per la contendibilità del controllo del gruppo.

 

 

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