Telecom, Patuano cerca una soluzione alternativa allo spezzatino di Tim Brasil

L'ad Telecom, Marco Patuano, starebbe studiano la vendita di Tim Brasil ai francesi di Vivendi. Il piano si scontra con lo "spezzatino" voluto da Telefonica.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Marco Patuano contrario a spezzatino Tim BrasilNei giorni scorsi, l’amministratore delegato di Telecom Italia, Marco Patuano, è volato in Brasile, dove ha incontrato vari esponenti del governo di Dilma Rousseff, con i quali ha parlato del caso Tim Brasil, l’asset carioca controllato al 67% e che la compagnia deve vendere per l’insorgere del conflitto d’interessi del suo socio di riferimento, Telefonica.

Poco prima, lo stesso Patuano era stato a Parigi, dove aveva incontrato il finanziere Vincent Bolloré, a capo di Vivendi, la compagnia che a sua volta controlla l’operatore di telefonia fissa in Brasile, Gvt.

Le indiscrezioni vorrebbero che il manager stia studiando un piano di cessione di Tim Brasil a Gvt, gradito alla stessa Roussef, perché consentirebbe la nascita nel paese sudamericano di un operatore integrato fisso-mobile. L’ipotesi dello “spezzatino” o “break-up” non sarebbe stata apprezzata dal governo brasiliano, perché in questo modo gli operatori mobili scenderebbero da 4 a 3, a discapito della concorrenza e, soprattutto, degli utenti di Tim Brasil, che appartengono per lo più alla fascia bassa del mercato carioca.

Perché gli spagnoli vogliono lo spezzatino

Il problema è che allo stato dei fatti, Telefonica sta cercando da mesi di raggiungere un accordo con le compagnie concorrenti per smembrare l’asset controllato dalla compagnia italiana. Gli spagnoli sono a capo di Vivo, primo operatore mobile con una quota di mercato del 28,6%, davanti a Tim Brasil solo di un punto percentuale e, pertanto, essendo saliti in Telco, la holding che controlla Telecom al 22,4%, si ritroverebbero a controllare direttamente e indirettamente i primi due operatori.

Tuttavia, Telefonica non gradirebbe la cessione a un concorrente come Vivendi, perché così rischia di rafforzare un suo competitor. Da qui, la necessità di spezzettare gli asset di Tim Brasil, in modo da ripartirli equamente sul mercato, senza che nessuno se ne avvantaggi particolarmente.

Lo scenario dentro Telecom

Il piano Patuano potrebbe portare, però, a uno scontro con l’azionista di controllo. Già l’ex presidente Franco Bernabè è uscito sconfitto dalla battaglia con Telco, tanto che agli inizi di ottobre si è dimesso dalla carica. Solo se il prossimo board, che dovrà essere rinnovato in aprile, fosse sufficientemente autonomo dagli spagnoli, si aprirebbe la strada di una vendita senza il “break-up”. Per questo, il gioco è nelle mani di Intesa, Generali e Mediobanca, azionisti di minoranza in Telco, che potranno presentare così la lista di maggioranza, a cui spetta i 4/5 dei seggi del cda. 

APPROFONDISCI –

Telecom stretta tra richiesta di riforma governance e cessione Tim Brasil

Perché se Telecom non vende Tim Brasil è un allarme per Telefonica

Il punto dirimente sarà il seguente: la cessione a Vivendi o a un altro operatore di Tim Brasil porterà in cassa un introito maggiore dell’ipotesi spezzatino? Solo se sarà così, si potrebbe riaprire la partita sul destino dell’asset carioca, tranne che non sia la stessa Rousseff a vietare lo smembramento.

Argomenti: Borsa Milano, Telecom Italia

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.