Telecom Italia, oggi il cda della verità. Cosa bisogna attendersi?

Al board si parlerà di scorporo della rete e della vendita Tim Brasil. Occhi puntati sull'aumento capitale mentre le dimissioni di Bernabè allontanano scenario di maxi-aumento

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Telecom ItaliaAlle ore 14.00 di questo pomeriggio, il consiglio di amministrazione di Telecom Italia si riunisce per varare il tanto atteso nuovo piano industriale. Il vertice giunge a una settimana dall’annuncio di Telefonica di essere salita al 66% in Telco, la holding che controlla la compagnia al 22,4%. L’accordo con i soci italiani (Generali, Mediobanca e Intesa) prevede anche l’acquisizione fino al 100% delle azioni dal prossimo gennaio. In sostanza, già oggi Telecom può essere considerata una controllata dagli spagnoli.

 

Dimissioni Franco Bernabè e scorporo rete Telecom Italia

Proprio per questo, sul tavolo di questo pomeriggio ci saranno due temi scottanti, tre se si conteggiano anche le dimissioni di Franco Bernabè. Anzitutto, la questione dello spin-off. Nella lettera inviata alla commissione Industria del Senato, il presidente uscente spiegava qualche giorno fa che uno scorporo coatto della rete sarebbe in contrasto con la legislazione italiana e la normativa europea. Ma lo stesso Bernabè si è sempre detto favorevole allo scorporo, per cui oggi potrebbe anticipare la mossa del governo, proponendo la separazione tra rete e servizio, in modo da evitare uno scontro poco edificante con le istituzioni italiane. Il governo Letta ha fatto capire senza indugi che non intende cedere il controllo della rete a mani straniere, agli spagnoli di Telefonica.

 

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Telecom cessione Tim Brasil, un passo obbligato

C’è poi il tema di Tim Brasil, che dovrà necessariamente essere venduto, perché Telefonica è a capo di Vivo in Brasile e controllando Telecom si troverebbe in posizione monopolistica sul mercato mobile brasiliano. E’ di ieri la notizia che la compagnia carioca Oi e Portugal Telecom si fonderanno. Ad oggi, i lusitani controllano Oi al 25%, dopo che nel 2010 avevano ceduto la loro partecipazione in Vivo a Telefonica. Il nuovo gruppo potrà contare su un fatturato di 12,5 miliardi di euro e 100 milioni di clienti e la fusione comporterà sinergie per 1,8 miliardi. Perché la notizia è importante per Telecom Italia? Perché il riassetto in Brasile è propedeutico all’acquisizione di Tim Brasil. Già nei giorni scorsi si vociferava dell’interesse di Oi per l’asset controllato dagli italiani, ma la compagnia veniva considerata un pò debole finanziariamente per un’operazione del genere. Con la fusione, invece, si candida a rilevare Tim Brasil e ciò rappresenta un’accelerazione del processo di cessione degli asset in Sudamerica da parte di Telecom.

Il ricavato dell’operazione in Brasile potrebbe ammontare da 7 a 9 miliardi, sufficienti a smaltire un pò dei 28,8 miliardi di debiti e a fornire alla compagnia quei 2 miliardi necessari per gli investimenti nella fibra ottica.

 

Aumento capitale Telecom Italia: si, no, forse e a certe condizioni

Resta il giallo sull’aumento di capitale. Si farà, non si farà? Bernabè sarebbe stato propenso per un aumento tra i 3 e i 5 miliardi di euro. La cosa sarebbe stata sgradita a Telefonica, ma caldeggiata dai piccoli azionisti riuniti in Asati. Ma Bernabè esce sconfitto dalla partita in Telco e oggi si presenta dimissionario, sostituito con ogni probabilità da Aldo Minucci, che transiterà Telecom fino al riassetto definitivo, quando dovrebbe essere guidata da Massimo Sarmi, attuale ad di Poste Italiane.

Il mancato aumento, magari nella versione soft, potrebbe causare il declassamento del debito della compagnia a “junk” o “spazzatura” o il monito di Moody’s, anche nel caso in cui si avviasse la cessione di Tim Brasil.

Tra le novità di oggi, infine, c’è la sostituzione del consigliere dimissionario Elio Catania, in quota Intesa SP (Telco), con Angelo Provasoli, presidente Rcs.

 

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