Telecom Italia maglia nera a Piazza Affari: toccati i minimi del 1997

Mentre si sgonfia l'ipotesi Opa su Vodafone, Telecom Italia viene bersagliata dalle vendite dopo il report di Ubs che vede dividendi a rischio nei prossimi anni

di Carlo Robino, pubblicato il

Telecom Italia non riesce ad allontanarsi dal fondo del listino principale di Piazza Affari. Il colosso tlc paga da una parte la secca smentita di Verizon sull’interessamento alla  britannica Vodafone che ieri aveva messo in luce il settore tlc europeo (Telecom Italia in rialzo: si riparla di un deal con 3), e dall’altra la pesate bocciatura di Ubs (Telecom Italia: Ubs abbassa il Rating a Sell, target price abbassato a 0.45 e Telecom Italia sospesa, mercati prendono sulla parola Ubs). Il dimezzamento del prezzo obiettivo sull’azione ordinaria (da 1 a 0,45 euro) e sulla risparmio (da 0,85 a 0,36 euro) operato dal broker svizzero riportano le lancette dell’orologio indietro di ben 16 anni. Infatti è dall’agosto 1997 che non si sperimentavano quotazioni così basse. Per Ubs, Telecom paga in particolare diversi fattori di debolezza: un’eccessiva esposizione a un debole e saturo mercato domestico (il 92% del flusso di cassa operativo al netto delle minoranze), un bilancio deteriorato (rapporto debito netto/ebitda 2012 oltre 2,9 volte), una strategia di allocazione del capitale non corrispondente alla necessità urgente di de-leverage e una struttura di controllo complessa, senza una chiara strategia industriale a lungo termine. In più il quadro generale caratterizzato da una profonda incertezza ha spinto gli esperti svizzeri a ritenere che il dividendo Telecom Italia nei prossimi anni subirà una forte pressione e che già dal prossimo esercizio nessuna cedola potrebbe venire staccata. Su queste basi, Telecom Italia a Piazza Affari cede il 3,35% a 0,5475 euro.

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