Telecom Italia corre in Borsa. Tutti i drivers che spingono agli acquisti

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Telecom sale del 3% a Piazza AffariIl titolo Telecom Italia è in gran spolvero questa mattina a Piazza Affari, arrivando a guadagnare oltre il 3% e attestandosi a 0,6950 euro. Le azioni della compagnia italiana sono state rinvigorite da diverse notizie. La prima riguarda la lettera che la Commissione europea avrebbe inviato all’Agcom, l’autorità garante per le comunicazioni, nella quale la si inviterebbe a rivedere la decisione di questa estate, con la quale l’Antitrust ha tagliato le tariffe di unbundling, bitstream e wholesale line rental, ossia i prezzi ai quali l’ex monopolista affitta la rete agli altri gestori attivi sul mercato italiano.

Tale taglio deprimerebbe l’Ebitda di Telecom per 110 milioni di euro all’anno, anche se bisogna sottolineare che Bruxelles non ha alcun potere di blocco della decisione già assunta dall’Agcom, né si prevede che quest’ultima torni sui suoi passi. Tuttavia, la lettera potrebbe fare da pressione all’Antitrust per quando dovranno essere decise le tariffe per l’accesso alla rete di nuova generazione. In sostanza, si prevede un atteggiamento più favorevole dell’authority verso l’incumbent, anche perché l’orientamento in sede europea sarebbe di non deprimere eccessivamente la redditività dei gestori della rete fissa.

 

In arrivo lo spezzatino brasiliano?

Un’altra notizia considerata positiva per la compagnia arriva dal Brasile. Cade, l’autorità antitrust brasiliana, avrebbe allo studio l’ipotesi di un break-up di Tim Brasil, controllata Telecom, che potrebbe essere suddivisa in due e ceduta agli altri operatori presenti sul mercato carioca. L’ipotesi segue la sanzione comminata a Telefonica e Tim Brasil, in seguito all’aumento della partecipazione della prima in Telco, la holding di controllo di Telecom con il 22,4%.

 

In sostanza, gli spagnoli ora controllerebbero le prime due compagnie mobili del paese, ossia Vivo e Tim Brasil, contravvenendo alle leggi sulla concorrenza. Ma lo spezzatino brasiliano potrebbe essere positivo per Telecom, che pur perdendo un asset redditizio, potrebbe cederlo a premio, ossia facendo valere le sinergie e valorizzando così la quota a 9 miliardi di euro.

Per questo e sulla prospettiva che Telecom cresca sul mercato wireless italiano, Deutsche Bank consiglia di comprare il titolo a 90 centesimi, una ventina in più della quotazione attuale.

 

L’incognita dell’assemblea Telecom e il riassetto azionario

Certo, sulla compagnia pesa il riassetto azionario in corso. Il prossimo 20 dicembre si terrà una prevedibile assemblea degli azionisti infuocata, convocata su richiesta di Findim (5%) di Marco Fossati, che ha ottenuto che all’ordine del giorno sarà discussa la revoca del cda e degli amministratori in quota Telco, considerati in contrasto con gli interessi della stessa Telecom. E’ improbabile che la mozione di Fossati passi, anche perché da sola, Telco rappresenta circa la metà del capitale che presumibilmente si presenterà all’assemblea. Tuttavia, nei giorni scorsi due proxy advisor hanno espresso parere favorevole alla richiesta di Findim e da notare anche le dichiarazioni del consigliere indipendente Luigi Zingales contro il comportamento del cda sul convertendo, la cui operazione di emissione avrebbe favorito Telefonica.

 

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