Telecom Italia, aumento capitale e cessione Tim Brasil: 4 scenari secondo Goldman Sachs

L'potesi più probabile è la cessione di Tim Brasil per la banca d'affari americana, che in questo caso ipotizza un target price di 0,92 euro (0,60 euro il titolo a Piazza Affari). E al Senato, Bernabè dice no allo scorporo coatto della rete

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Telecom TelefonicaGli analisti di Goldman Sachs hanno individuato quattro scenari per il futuro di Telecom Italia, da meno di una settimana scalata da Telefonica, ora al 66% di Telco, la holding che controlla il 22,4% della compagnia.

 

Aumento capitale Telecom Italia: le ipotesi di Goldman Sachs

Il primo scenario è quello dello status quo, ma probabile al 10% per la banca d’affari americana. Nessun aumento di capitale e nessun investimento per stabilizzare l’Ebitda domestico. In questo caso, la compagnia avrebbe molti problemi a rifinanziarsi sui mercati, avendo un debito da 28,8 miliardi alla fine di giugno del 2013, con un picco in scadenza a metà 2014. Telecom sarebbe declassata a high yield. Target price: 0,51 euro.

Secondo scenario: aumento di capitale per 2 miliardi. Telecom non avrebbe in ogni caso i fondi necessari per investire in Italia e stabilizzare l’Ebitda domestico, ma rispetto allo scenario 1 avrebbe un pò di debito in meno, seppur con le stesse difficoltà. Probabilità del 30% e target price a 0,54 euro.

Terzo scenario: aumento di capitale da 4 miliardi. Telecom avrebbe i fondi necessari per migliorare l’Ebitda domestico e per abbattere un pò il debito. Nel breve periodo, il declassamento potrebbe essere evitato e nel frattempo la compagnia potrebbe decidere di separare la rete dal servizio e/o di vendere la partecipazione del 66,7% in Tim Brasil. Il rischio di “downgrade” non sarebbe del tutto evitato. Probabilità: 10% e target price 0,87 euro.

Quarto scenario: cessione Tim Brasil a un prezzo di 5,7 volte superiore all’Ebitda, pari a 7 miliardi per la quota in mano Telecom. Se si aggiungesse un premio del 20% per le sinergie da M&A si arriverebbe anche a 8,3 miliardi o a 9 miliardi, nel caso il premio fosse del 30% sul multiplo. In questo caso, Telecom smaltirebbe una fetta importante del suo debito e avrebbe a disposizione quei 2 miliardi necessari per investire in Italia e migliorare l’Ebitda. Probabilità: 50% e target price 0,92 euro. La stessa Goldman Sachs non nasconde le difficoltà nell’ottenere il prezzo desiderato in tempi celeri, perché tutti i potenziali acquirenti sono molto indebitati.

Intanto, in una lettera inviata alle commissioni Industria e Lavori Pubblici del Senato, il presidente Franco Bernabè ha invitato a tenere conto degli interessi dei piccoli azionisti, che comprese le azioni di risparmio, oggi detengono l’85% del capitale di Telecom. Pertanto, qualsiasi operazione, ha aggiunto il manager, dovrebbe tenere in considerazione i loro interessi.

Al contempo, Bernabè scrive che un eventuale scorporo coatto della rete sarebbe in contrasto con la normativa europea e che la revisione della legge sulle Opa e l’esercizio della “golden share” richiedono un’attenta considerazione.

Prima di entrare in crisi, il governo aveva fatto trapelare l’intenzione di avvalersi della “golden share”, ossia del potere di intervento del Tesoro in merito a un asset strategico, per impedire che la rete finisca in mani straniere. In più, la normativa sulle scalate potrebbe subire una modifica in senso restrittivo, obbligando gli investitori a lanciare un’offerta al raggiungimento di una soglia di capitale inferiore al 30% oggi prevista.

 

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