Telecom Italia: ai minimi dal 1997 sul timore dell’aumento di capitale

Con il rinvio dell'emissione del bond ibrido si rinforza l'idea di un aumento di capitale che potrebbe non essere del tutto negativo per Telco

di Carlo Robino, pubblicato il

Telecom Italia in forte calo a Piazza Affari. Il titolo del colosso tlc in questo momento cede il 2,01% a 0,6095 euro, con scambi oltre il 65% della media giornaliera. Durante la seduta le quotazioni erano scese a 0,6030 euro ovvero il livello toccato nella seconda metà di luglio ai minimi dal settembre 1997. Sul titolo pesano gli ultimi downgrade delle principali agenzie di rating dopo la diffusione dei conti 2012. Nell’ultimo mese Telecom Italia ha così ceduto a Piazza Affari poco più del 20% tanto che Telco, la holding che detiene il 22,5% la società, ieri ha dovuto svalutare a bilancio la propria partecipazione (Telecom Italia: Telco svaluta la partecipazione). Per fare fronte all’enorme indebitamento (28 miliardi secondo le ultime risultanze) la società ha pensato di emettere un bond idrido sessantennale ma l’idea sembra perdere consistenza (Telecom Italia, il bond ibrido finisce già nel cassetto?). L’azienda reduce da alcuni road show ha constatato che per attrarre gli investitori dovrebbe garantire un rendimento compreso fra il 7,5% e l’8%, contro il 7% inizialmente previsto. Per Telecom un’operazione davvero onerosa (3 miliardi di bond ibrido con una componente equity del 50%) tanto che non si esclude la necessità di ricorrere ad un aumento di capitale. Gli analisti di Kepler sono possibilisti: un apporto di nuove risorse potrebbe essere sostenuto da Telco se funzionale a un accordo con la Cassa depositi e prestiti sullo spin off. Per il broker non è detto che l’operazione possa essere negativa per gli azionisti attuali: la diluizione della partecipazione può essere compensata dalla visibilità sulla spin off della rete. 

 

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