Telecom, ecco le proposte al cda di oggi sulla riforma della governance

Telecom Italia riunisce oggi il cda sulla riforma della governance. Ecco gli schieramenti e le proposte.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Telecom, oggi cda su riforma boardSi riunisce oggi il consiglio di amministrazione di Telecom Italia, chiamato ad esprimersi sulla tanto invocata riforma della governance. Discorso molto delicato, viste le nette contrapposizioni degli ultimi mesi tra l’azionista di maggioranza, Telco (22,4%), e i soci più piccoli di minoranza, tra cui Asati (1,5%) e Findim di Marco Fossati (5%).

Le due proposte

Nel dettaglio, oggi il board dovrebbe proporre una riforma del sistema di elezione del cda e della sua composizione. Le indiscrezioni della vigilia vorrebbero che sul tavolo arrivino due proposte alternative. La prima sarà presentata dal consigliere indipendente Lucia Calvosa, che punta a mantenere un cda di 15 membri (oggi sono 11, dopo le dimissioni di Cesar Alierta, Julio Linares, Franco Bernabè ed Elio Catania), con i 2/3 assegnati alla lista di maggioranza dai 4/5 attuali. Aumenterebbe il peso dei consiglieri indipendenti, che passerebbe da 3 a 5. In più, il presidente sarebbe nominato direttamente dall’assemblea, secondo quanto già oggi contempla lo statuto di Telecom.

Una controproposta sarebbe dell’ad Marco Patuano, il quale mirerebbe a dimagrire il board a 11 membri, di cui 3 sarebbero gli indipendenti (come oggi) e otto andrebbero alla maggioranza. Sarebbe salva, quindi, l’assegnazione dei 4/5 alla lista di maggioranza.

La composizione del cda Telecom

Ad oggi, i consiglieri indipendenti sono Lucia Calvosa, Luigi Zingales e Massimo Egidi, a cui si aggiungono Mauro Sentinelli e Jean Paul Fitoussi, espressione questi ultimi di Telco. I restanti sei consiglieri sono Aldo Minucci (presidente dal 6 febbraio scorso, in quota Generali), Renato Pagliaro (Mediobanca, Telco), Gaetano Miccichè (Intesa, Telco), Gabriele Galateri di Genola (Generali, Telco) e Tarek Ben Ammar (Mediobanca, Telco).

Gli schieramenti 

Asati e Findim sono schierati con la proposta di Calvosa, ma è anche vero che le modifiche allo statuto possono essere approvate solo a maggioranza dei due terzi in assemblea, il che implica la necessità che voti favorevolmente Telco, l’azionista di riferimento con il 22,4% del capitale. Per questo, la proposta Patuano potrebbe avere maggiori chance di farcela, sebbene il board potrebbe dividersi.

Asati ha attaccato preventivamente il consiglio, ammonendolo sulla necessità di convocare già ufficialmente l’assemblea per il 16 di aprile, in modo che i piccoli azionisti abbiano il tempo per organizzarsi e raccogliere le deleghe, che dovranno essere presentate entro il 22 di marzo. Pertanto, Asati chiede che il cda non se ne esca oggi con una dichiarazione generica sull’opportunità di rivedere la governance della compagnia.

A giugno scade il patto di sindacato in Telco, una nuova opportunità per la compagnia italiana, visto che in caso di mancato rinnovo, Telefonica (66% della holding) potrebbe liberarsi dal peso del conflitto di interesse in Brasile, essendo a capo di Vivo, oltre che indirettamente anche di Tim Brasil, tramite Telecom.

 

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