T. Rowe Price: Arabia Saudita nell’indice MSCI, riflettori su Ryad

Analisi di Oliver Bell, gestore de ifondi T. Rowe Price Middle East and Africa Equity e T. Rowe Price Frontier Markets Equity, T. Rowe Price

di Enzo Lecci, pubblicato il
Analisi di Oliver Bell, gestore de ifondi T. Rowe Price Middle East and Africa Equity e T. Rowe Price Frontier Markets Equity, T. Rowe Price

Secondo Oliver Bell, gestore de ifondi T. Rowe Price Middle East and Africa Equity e T. Rowe Price Frontier Markets Equity, T. Rowe Price, l’Arabia Saudita ha recentemente ottenuto un upgrade, entrando a far parte dell’indice MSCI EmergingMarkets. Una volta incluso nel benchmark, tra giugno e settembre 2018, il Paese dovrebbe valere all’incirca il 3% dell’indice.
Nei prossimi tre-cinque anni, prevediamo che la componente saudita dell’indice MSCI Emerging Markets potrebbe salire fino al 9-10%. L’ampiamente attesa IPO di Aramco, colosso petrolifero del Paese,porterebbe probabilmente a un raddoppio del peso di Ryad, senza contare che l’Arabia Saudita ha in vista anche 150 miliardi di dollari di potenziali IPO nei prossimi tre-cinque anni,il che aumenterebbe ulteriormente la sua quota del Paese all’interno dell’indice.

Potenziale ancora da sfruttare

Come avvenuto per altri Paesi dopo i recenti upgrade, l’inclusione nell’indice MSCI EM sosterrà probabilmente le azioni saudite nei prossimi anni e oltre, poiché gli investitori globali si affacceranno su un mercato che è quasi esclusivamente di proprietà di investitori nazionali.
Sebbene negli ultimi 18 mesi le autorità saudite abbiano cercato di semplificare il complesso processo con cui gli investitori esteri possono assumere partecipazioni nelle società del Paese nel tentativo proprio di ottenere l’upgrade all’MSCI,la proprietà stranieraè pari ancora solo al 3%del mercato. Il potenziale non sfruttato è enorme, soprattutto considerando che la proprietà straniera media nell’universo EM oggi è del 14,4%.
Siamo stati rialzisti sull’azionario dell’Arabia Saudita per un po’ di tempo, in gran parte per via dell’ambizioso programma di riforme in corso nel Paese, delineato nel cosiddetto progetto “Vision 2030” voluto dal principe ereditario Mohammad Bin Salman, comunemente noto come “MBS”, figlio di Re Salman e apparentemente erede al trono.
Un regno guidato dal trentaduenne MBS sarebbe una prospettiva entusiasmante per la comunità degli investitori, data la sua attenzione su importanti misure di riforma essenziali per sbloccare il sostanziale potenziale economico del Paese. Prima degli sforzi di riforma di MBS, il mondo del business in Arabia Saudita era troppo dipendente dal sistema di sovvenzioni del Governo.

La parte giusta del cambiamento

Da investitori, siamo stati molto attenti a trovare aziende posizionate dalla parte giusta del cambiamento. Abbiamo identificato una serie di interessanti opportunità di investimento all’interno del Paese, principalmente nel settore bancario, dei consumi e della sanità.
Le banche saudite di alta qualità, che continuano a scambiare ai minimi rispetto alle valutazioni storiche, stanno cominciando a sentire i benefici del miglioramento dell’economia, con la crescita dei prestiti in progressivo aumento a mano a mano che gli effetti del maggior prezzo del petrolio cominciano a filtrare.
Le banche saudite beneficiano direttamente anche del ciclo di rialzo dei tassi d’interesse della Federal Reserve. Poiché la valuta saudita, il riyal, è ancorata al dollaro, tradizionalmente i tassi interni imitano qualsiasi azione della Fed, il che potrebbe incrementare gli interessi attivi netti degli istituti di credito. In questo segmento consideriamo come leader la Saudi BritishBank, una filiale di HSBC che attualmente si sta fondendo con la controllata di RBS AlawwalBank. Ciò è dovuto alle sinergie di questa fusione, al suo eccellente team di gestione, ai suoi buffer di bilancio e all’elevato profilo di redditività del capitale netto. Il settore offre inoltre buoni rendimenti del 4-5%, ancorati al dollaro.
Infine, siamo ottimisti anche sulle prospettive del settore sanitario saudita, dato che il Governo comprende la necessità di migliorare il livello di assistenza offerto ai suoi cittadini. C’è una forte necessità per l’esecutivo di aumentare la spesa per i servizi sanitari, come dimostra la scarsa disponibilità di letti d’ospedale. L’Arabia Saudita ha attualmente solo 2,2 posti letto in ospedale ogni 1.000 persone, al di sotto della media globale di 2,5 e molto lontano dalla media di 6,3 in Europa. Riteniamo che aziende come il ben gestito gruppo ospedaliero Al MouwasatMedical saranno in prima linea nella probabile crescita di questo settore.

Argomenti: Borse asiatiche