Strategie income: come orientarsi all’extra rendimento nel lungo termine

Report di Steven Andrew sul perché una strategia ‘income’ può essere considerata una valida scelta quando si cercano extra rendimenti sostenibili nel lungo termine

di Enzo Lecci, pubblicato il

Proponiamo ai nostri lettori questo report di Steven Andrew, gestore del fondo M&G Income Allocation, che spiega perché una strategia income è una valida scelta quando si cercano extra rendimenti sostenibili nel lungo termine.

 

Oggi in tutti i Paesi avanzati abbiamo aspettative di vita molto più lunghe rispetto ai nostri nonni, e di conseguenza, avremo un periodo di pensionamento più lungo da finanziare. Questo trend demografico unito ai bassissimi rendimenti registrati negli ultimi anni dalle ‘tradizionali’ fonti di rendimento, come liquidità e titoli di Stato, comporta esigenze di rendimento diverse rispetto al passato: è sempre più evidente che i metodi di risparmio e investimento comunemente usati non saranno più sufficienti per garantirsi un’adeguata copertura economica degli anni post pensione.

Negli ultimi anni abbiamo imparato che non esistono asset da cui ci si può aspettare un comportamento in linea con lo storico o‘garantito’, e costruire portafogli che rimangano in linea con obiettivi di rendimento stabili nel lungo termine comporta prendere decisioni di investimento complesse: per questo un investimento con questi obiettivi viene sempre più frequentemente delegato alla scelta di fondi income gestiti da gestori professionisti.

 

Come coniugare l’ambizioso obiettivo di ottenere rendimenti gestendo al tempo stesso la volatilità? A mio avviso, la costruzione di un portafoglio diversificato che possa investire in una varietà di asset, tra cui azionario, titoli di Stato e obbligazioni societarie, su tutti i mercati investibili, è una scelta fondamentale. Per noi, il principale driver di performance è l’asset allocation attraverso un approccio top-down all’investimento multi-asset. Una valutazione approfondita dei segnali di valutazione di lungo termine è parte integrante del nostro processo di investimento, per avere una comprensione profonda dell’asset e stabilire il suo fair value. Oltre all’approccio quantitativo, va poi compresa la validità dei segnali di valutazione attraverso una valutazione del contesto macroeconomico per riuscire a individuare i casi in cui la reazione degli investitori ha portato decise oscillazioni degli asset rispetto al loro fair value. Cerco di trarre vantaggio da disallineamenti causati dalle emozioni/reazioni emotive – dovute alle reazioni eccessive agli eventi e al permettere che le emozioni influenzino il giudizio razionale – posizionando il portafoglio per beneficiare dal riallineamento dei prezzi alla neutralità nel medio lungo termine.

 

Le migliori opportunità di investimento

Oggi, gran parte della mia esposizione all’azionario è su Inghilterra e Stati uniti, dove le valutazioni rimangono interessanti, anche dopo la forte performance dell’anno scorso. Inoltre, questi due Paesi vantano una cultura dei dividendi consolidata che porta molte opportunità per ottenere un flusso di rendimento regolare. Oltre a USA e UK, siamo positivi anche sull’azionario di alcuni Paesi asiatici e mercati emergenti come Cina, Singapore, Corea del Sud, Messico e Brasile, dove gli investitori sono ancora  abbondantemente ricompensati rispetto al rischio assunto.

Anche sul fronte obbligazionario, Stati Uniti e Inghilterra sia per quanto riguarda i governativi che le emissioni societarie, sono le nostre preferenze. In particolare, i titoli di Stato a lunga scadenza di USA e UK sono diventati molto più interessanti dopo il sell-offalla metà del 2013, sia rispetto al loro valore storico sia in termini di proprietà di diversificazione potenziale rispetto al sovrappeso del fondo sull’azionario; questo bilanciamento è stato efficace nelle fasi di volatilità sull’azionario che abbiamo visto soprattutto all’inizio dell’anno. Al di fuori di quest’area, sono positivo anche su alcuni titoli di Stato di Paesi emergenti attentamente selezionati, ad esempio quelli di Filippine e Brasile, ma anche  Australia e Nuova Zelanda, dove credo ci siano interessanti opportunità rispetto alle valutazioni correnti.

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