Stacco dividendi 2013: le reazioni dei titoli interessati

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A poco meno di mezzora dal termine delle contrattazioni il Ftse Mib continua ad essere ben al di sotto della parità, scontando principalmente l’effetto stacco delle cedole. Tradizionalmente la fine di maggio è sempre stato un periodo “caldo” per il riconoscimento agli azionisti dei dividendi ma in questo primo giorno della settimana la casualità ha voluto che ben 20 dei 4o titoli del Ftse pagassero oggi la cedola (Stacco dividendi 2013: Unicredit e Intesa Sanpaolo le big del 20 maggio). L’effetto sull’indice principale di Piazza Affari è stato evidente fin dai primi scambi, infatti, come vedremo più avanti, sono state anche le azioni delle società a più intensa capitalizzazione a distribuire gli utili. Ricordiamo che in occasione dello stacco cedola, il riconoscimento del dividendo ai soci implica una flessione del prezzo del titolo pari all’importo del dividendo unitario.

L’effetto stacco cedola sui titoli del Ftse Mib

Il ricco dividendo di Eni (Eni punta al dividendo progressivo. Titolo vola a Piazza Affari) condanna il Cane a sei zampe ad una perdita consistente (-3,00% a 18,41 euro) così come l’ex controllata Snam (Dividendo Snam 2013 a 0,25 euro con saldo a 0,15 euro) che latita sul fondo del Ftse Mib con una flessione del 3,25% a 3,6880 euro per azione. Vista l’entità della cedola reagiscono meglio i titoli finanziari. Intesa Sanpaolo (Trimestrale Intesa Sanpaolo: l’utile batte le attese. Dividendo in possibile crescita) cede l’1,22%, Ubi Banca lascia sul terreno lo 0,85% mentre Unicredit (Dividendo Unicredit 2013 batte le attese, torna l’utile nel 2012), complice positive raccomandazioni (Unicredit: Mediobanca alza il Target Price, rating inalterato), va in controtendenza e guadagna lo 0,37% a 4,336 euro. In questo momento il Ftse Mib cede lo 0,76% a 17.470,92 punti.

 

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