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Sorgenia, oggi cda su proposta di salvataggio delle banche

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Sorgenia, banche verso il controlloSi riunisce oggi il cda di Sorgenia, la società energetica controllata dal fondo Cir della famiglia De Benedetti, che rischia il fallimento, se entro pochi giorni non sarà trovato un accordo con le banche creditrici per il salvataggio. E 18 dei 21 istituti coinvolti hanno presentato un piano, che sarà oggi sottoposto all’esame del board di Sorgenia.

 

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Lo schema è il seguente: 600 milioni degli 1,86 miliardi di crediti vantati sarebbero convertiti in equity. In particolare, 400 milioni, attraverso un aumento di capitale riservato alle banche e i restanti 200 milioni con la sottoscrizione di un prestito convertendo. In più, i creditori si impegnerebbero a versare altri 256 milioni di euro come linee di credito, in modo da favorire la prosecuzione dell’attività aziendale.

Cir, azionista al 53%, dovrà decidere se partecipare all’aumento con risorse proprie o meno. Ad oggi, la famiglia De Benedetti non vorrebbero immettere più di 100 milioni di euro di liquidità, mentre le banche ne vorrebbero almeno 150 milioni. Come ha avvertito il consigliere delegato Giuseppe Castagna della Popolare di Milano, uno degli istituti creditori, se le banche troveranno un compagno di viaggio disposto a partecipare, bene, altrimenti faranno da sole.

 

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Ed è probabile che Cir sceglierà di non partecipare all’aumento, lasciandosi così diluire intorno al 25% di Sorgenia, di fatto trasferendo il controllo in capo alle banche.

La proposta sarà valida, secondo quanto stabilito dai creditrici, qualora il suddetto schema di salvataggio fosse approvato all’unanimità dall’assemblea degli azionisti di Sorgenia e da almeno il 90% degli istituti coinvolti.

Ad oggi, mancano all’appello 3 banche su 21.

 

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