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Sorgenia, niente accordo tra banche e De Benedetti. Si avvicina lo spettro del fallimento

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Famiglia De Benedetti con le spalle al muro su SorgeniaIl vertice mattutino di ieri tra le 21 banche creditrici di Sorgenia non ha esitato alcuna buona notizia per la famiglia De Benedetti, proprietaria della società energetica, tramite la holding Cir, che la controlla al 52,9%. Gli istituti, che vantano 1,86 miliardi di crediti, hanno ribadito la posizione di sempre: Cir ricapitalizzi per 150 milioni di euro e noi faremo la nostra parte con altri 450 milioni, di cui 300 con una conversione di crediti in azioni e i restanti 150 milioni con la sottoscrizione di un prestito convertendo. La più esposta è MPS per 600 milioni. A seguire Intesa con 400 milioni e Unicredit con 170 milioni. 

 

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Alle banche è sembrata insufficiente la disponibilità dei De Benedetti di mettere mano al portafoglio con soli 100 milioni. In assenza di una risposta positiva, gli istituti hanno minacciato chiaramente di assumere il controllo di Sorgenia, attraverso una conversione massiccia di crediti in azioni. In questo caso, la famiglia sarebbe in minoranza.

La proposta dei De Benedetti resta al momento la stessa: Cir partecipa all’aumento di capitale per 100 milioni, mentre le banche per altri 90 milioni, a cui si sommano 400 milioni di conversione di debito in strumenti partecipativi. In questo modo, la holding della famiglia De Benedetti rimarrebbe azionista di maggioranza, mentre le banche entrerebbero nel capitale come azionisti di minoranza. D’altronde, dopo che l’azionista di minoranza attuale, l’austriaco Verbund, si è tirato indietro, Cir considera più che sufficiente la propria offerta.

Qualora lo schema applicato fosse quello minacciato dai creditori, le banche potrebbero decidere di lasciare l’ad Andrea Mangoni al suo posto, procedendo a una rapida cessione degli asset, oltre che a una ristrutturazione del debito.

A tale proposito, di parla di applicare l’articolo 182-bis della legge fallimentare.

Quale che sarà la soluzione, bisogna fare in fretta, dato che Sorgenia ha liquidità disponibile in cassa, sufficiente solo a coprire le attività fino alla fine del mese.

 

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