Sorgenia, le banche mettono De Benedetti con le spalle al muro. Il governo Renzi sarà la soluzione?

La famiglia De Benedetti potrebbe perdere il controllo di Sorgenia, ma avrebbe in mente un piano per salvarsi, attraverso l'"aiuto" del governo Renzi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Impero finanziario De Benedetti scricchiolaLa famiglia De Benedetti è finita nei guai. Dopo avere incassato 350 milioni di euro dalla Fininvest, come risarcimento per la famosa vicenda giudiziaria del lodo Mondadori, le sorti per l’Ingegnere Carlo De Benedetti e la sua dinastia si sono ribaltate. Ieri, le banche creditrici hanno minacciato chiaro e tondo di prendere in possesso Sorgenia, controllata al 52% dalla Cir-Cofide dei De Benedetti, se la famiglia non inietterà nuova liquidità per 150 milioni di euro.

 

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Le distanze tra banche e De Benedetti

Ma Cir non si schioda e non sarebbe disposta ad andare oltre i 100 milioni. Le banche vorrebbero abbattere il debito di 600 milioni nel seguente modo: 150 milioni freschi di ricapitalizzazione, 300 milioni convertiti in azioni e 150 milioni in un bond convertendo a medio-lunga scadenza. Sorgenia risulta indebitata per 1,86 miliardi di euro, di cui 600 milioni sono vantati da MPS. Tra gli altri creditori anche Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Ubi Banca e Bpm.

La famiglia De Benedetti, tuttavia, troverebbe più conveniente azzerare la partecipazione, oggi iscritta a bilancio per 196 milioni, anziché partecipare alla ricapitalizzazione, stando agli analisti di Equita sim. Specie, dopo che il socio austriaco Verbund ha azzerato il valore della sua quota del 45%.

Le banche si confronteranno lunedì prossimo con l’ad Andrea Mangoni e con Rodolfo De Benedetti, ma senza un’intesa sono pronte, loro malgrado, a prendere in possesso la società creata dall’Ingegnere nel 1999 e passata in eredità ai figli.

Nel caso migliore, invece, le banche entreranno nel board di Sorgenia e da lì gestiranno la cessione degli asset, tra cui il 39% di Tirreno Power, gravata a sua volta da 875 milioni di euro di debiti e su cui indaga la Procura di Savona per danno ambientale e omicidio colposo.

 

E se Renzi intervenisse?

Un brutto colpo per l’impero mediatico e finanziario di Carlo De Benedetti, anche se il quotidiano della famiglia storicamente rivale, Il Giornale, ha paventato nei giorni scorsi la possibilità che l’Ingegnere usi la sua vicinanza politica al governo Renzi, spingendolo a creare una “bad bank”, ossia un ente semi-pubblico a cui sarebbero appioppati i debiti delle banche. Una tale ipotesi potrebbe ammorbidire – questa è la lettura tra le righe de Il Giornale – l’atteggiamento dei creditori verso De Benedetti e la sua Sorgenia. 

 

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E il governo Renzi potrebbe essere determinante nel salvare l’impero finanziario del suo più importante sponsor mediatico con la creazione di una “bad company”, ossia di una società energetica, che si accollerebbe il surplus produttivo di Sorgenia, E.ON ed Edipower, in cambio di 250 milioni di euro di sovvenzioni pubbliche previste allo scopo. La soluzione piacerebbe anche alle banche, che potrebbero essere più tranquille con riguardo ai loro crediti.

 

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