Salvataggio MPS, aumento capitale precauzionale e cessione NPL: giochi fatti, conferma di un consigliere di amministrazione

"Tutto pronto per l'Europa": è stato questo il significativo commento di un consigliere di amministrazione di Monte dei Paschi al termine del CdA della banca senese in agenda ieri

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Il salvataggio di Monte dei Paschi è praticamente a portata di mano. Ieri sera è arrivata un’altra importante conferma dell’imminente ufficializzazione dell’operazione di rilancio di quella che un tempo era la terza banca italiana. Al termine del consiglio di amministrazione che si è riunito proprio ieri 30 giugno, un consigliere di amministrazione ha affermato che è praticamente “tutto pronto per l’Europa“. Sarà quindi Bruxelles ad avere l’ultima parola sul lancio di una complessa operazione che metterà in sicurezza Mps. Una volta ottenuto il via libera dell’Europa, sarà il management della banca a comunicare al mercato l’avvio del piano di un piano di salvataggio che, ricordiamolo, include anche un aumento di capitale precauzionale e la cessione di crediti deteriorati.

Tutte le ultime notizie sul salvataggio di Monte dei Paschi che sono state diffuse nel corso dell’ultima settimana sembrano convergere su un’unica ipotesi in relazione alle tempistiche dell’operazione. Con il passo formale compiuto ieri dal consiglio di amministrazione di Mps e il passaggio del dossier nelle mani della Commissione Europea, è probabile che durante la prossima settimana arrivi il via libera di Bruxelles a cui farà poi immediatamente seguito l’annuncio al mercato. Del resto è stato lo stesso ministro dell’Economia Padoan a mostrarsi molto sicuro circa la possibilità che la crisi Mps possa essere risolta nei prossimi giorni “in un modo trasparente e chiaro e in pieno accordo con le istituzioni” (Salvataggio MPS è cosa fatta: aumento capitale precauzionale ora imminente).

Tornando a quello che è stato l’esito del consiglio di amministrazione in agenda ieri, il board di Mps ha preso atto dell‘accordo siglato con Atlante 2 sulla cessione dei crediti non performanti, Il fondo gestito da Questio metterà in campo praticamente tutta la sua dotazione disponibile per cartolarizzare 26 miliardi di crediti deteriorati. Ma che cosa avverrà concretamente? In pratica, in base al programma stilato dagli advisor incaricati Mediobanca e Lazard, la dismissione degli Npl di Mps avverrà ad un prezzo pari al 20-21% del valore nominale dei crediti attraverso una società veicolo.

A quest’ultima spetterà poi il compito di piazzare sul mercato 3,3 miliardi di bond garantiti dallo Stato italiano con le Gacs.

Altri 1,6 miliardi di titoli mezzanine e junior verranno invece acquistati dal fondo Atlante 2. Da quello che è emerso nel corso del consiglio di amministrazione di ieri, non dovrebbero esserci problemi di alcun tipo sulla conclusione dell’operazione. Ricordiamo che alla dismissione degli Npl di Monte dei Paschi dovevano anche partecipare, in affiancamento ad Atlante 2, i fondi Fortress ed Elliott che però si sono poi tirati indietro (Crisi MPS: Atlante 2 farà da sola sugli NPL, Fortress e Elliott non più della partita).

 

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