Salvataggio banche venete: salasso per contribuenti ridotto, piano per recuperare 18 mld di crediti?

SGA potrebbe presto mettersi al lavoro per tracciare un piano per recuperare 18 miliardi di crediti delle banche venete. Sarebbe una buona notizia anche per i contribuenti

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SGA potrebbe presto mettersi al lavoro per tracciare un piano per recuperare 18 miliardi di crediti delle banche venete. Sarebbe una buona notizia anche per i contribuenti

Il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e della Veneto Banca è stato oggetto di feroci critiche basate soprattutto sul ruolo che lo Stato avrà in questa complessa operazione. Come noto, infatti, lo Stato è potenzialmente esposto per 16 miliardi di euro nella complessa operazione che porterà la parte sana delle due banche venete sotto il controllo di Intesa Sanpaolo (Crisi banche venete, fondo Atlante rischia chiusura: scommessa persa dalla finanza tricolore).

Sui costi a carico del contribuente italiano è stato scritto di tutto nel corso degli ultimi mesi. Il messaggio che alla fine è passato è grossomodo questo (a voler essere buoni): per salvare le banche venete, gli italiani saranno chiamati a dare il loro contributo.

Questa immagine degli eventi e di quello che potrebbe avvenire nei prossimi mesi non è più scontata come si poteva pensare fino a pochi mesi fa. Alcune recenti novità, infatti, potrebbero determinare una diminuzione dell’esposizione potenziale dello Stato (e quindi del contributo di chi paga le tasse).

Secondo Il Sole 24 Ore, Sga, società di gestione degli attivi a cui entro fine ottobre dovrebbero finire i 18 miliardi di Npl lordi delle banche venete, sarebbe al lavoro per definire un piano articolato e aperto al coinvolgimento dei privati e finalizzato a costruire per ogni fattispecie il trattamento più efficiente

Dalla riuscita dell’operazione dipendono non solo il destino del sistema industriale del Nord Est, da sempre legato alle banche venete, ma anche l’esborso per i contribuenti italiani che, a conti fatti, sono chiamati a sostenere il salvataggio. In pratica se il piano di recupero che Sga punta a varare, si concretizzasse, cambierebbe il bilancio finale dell’operazione.

Il quotidiano di Confindustria ricorda che il trasferimento dei crediti alla Sga dovrebbe avvenire dopo la pubblicazione di un decreto ministeriale, la cui uscita è prevista per le prossime settimane. Dopo la pubblicazione del decreto la titolarità degli Npl passerà alla società controllata dal Tesoro. Stando alle ultime indiscrezioni, Sga potrebbe coinvolgere partner privati per i dossier di dimensioni medio-piccole e optare per una gestione diretta delle pratiche più consistenti.

Per quanto riguarda le prime è scontato il coinvolgimento di Intesa Sanpaolo mentre è possibile quello di Fonspa. Ci sarebbero poi altri nomi come quello di Banca Finint e Banca Ifis, istituti da sempre attivi nella gestione degli Npl e molto radicati nel Nord Est.

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