Rivoluzione in Ubi Banca: esclusi soci con meno di 250 azioni. Bergamaschi protestano

Serviranno almeno 250 azioni per essere iscritti al libro soci di Ubi Banca. 20 mila azionisti rischiano la cancellazione.

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Ubi-Banca rivoluziona la governanceIl consiglio di sorveglianza di Ubi Banca ha recepito “ex lege” una norma (non obbligatoria), con la quale si modificano due articoli dello statuto dell’istituto e che prevede la decadenza automatica dallo status di socio di quanti non posseggano almeno 250 azioni e le mantengano per potere votare in assemblea ed essere iscritti  al libro soci. In via transitoria, tenuto conto del carattere mutualistico di Ubi Banca, si legge nel comunicato redatto dal cds, è dato tempo ai soci di provvedere al reintegro delle azioni minime fino alla data del prossimo 19 aprile. Per le altre modifiche statutarie, si legge, si è ancora in attesa del via libera della Banca d’Italia. 

Nella fattispecie, trattasi del requisito del 5% minimo di capitale per potere presentare candidature assembleari, della facoltà assegnata ai soci di portare in assemblea fino a 4 deleghe e del voto a distanza.

L’articolo sul requisito delle azioni minime è stato modificato senza passare per l’assemblea, trattandosi del recepimento di una norma.

Il carattere di questa modifica e delle altre presumibilmente in arrivo, però, si configurano come una vera rivoluzione per Ubi Banca e la sua governance, in quanto pongono fine al principio esasperato di una testa, un voto e assegnano maggiore importanza al capitale detenuto dai soci.

A conti fatti, servono 1.500 euro esatti per potere essere iscritti al libro soci e votare in assemblea, tenuto conto che il titolo Ubi Banca ha chiuso ieri sera a 6 euro. Un investimento alla portata anche dei soci più piccoli, ma che ugualmente porterà a uno sconvolgimento della governance, visto che molti azionisti hanno venduto quasi tutti i titoli in loro possesso e sono rimasti con una sola azione, quantità minima per partecipare all’assemblea.

Dentro a Ubi Banca, poi, coesistono due tipi di azionariato, ereditati dalla fusione: uno più finanziario, delle spa del bresciano; l’altro popolare, del bergamasco. I bergamaschi lamentano che con le nuove regole, dal libro soci potrebbero essere cancellati 20 mila azionisti.

 

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