Rivoluzione in Telecom, ecco cosa ha deciso il cda

Il cda di Telecom ha comunicato le sue decisioni in tema di riforma della governance e si tratta di novità rivoluzionarie per la compagnia italiana.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Telecom, cda propone rivoluzione governanceE’ andata forse oltre le previsioni la riunione del cda Telecom, chiamato ieri ad esprimersi sulla riforma della governance. Per usare le parole di Gaetano Miccichè, consigliere in quota Intesa Sanpaolo, all’uscita dal board, sarà “un bel cda con il contributo di tutti”.

Il consiglio di amministrazione ha raccomandato la sua riduzione da 15 a 13-11 consiglieri, di cui la maggioranza dovrebbe essere composta da personalità indipendenti. Non solo. Il prossimo presidente sarà scelto dall’assemblea, secondo quanto già contemplato dallo statuto, e non più dal cda stesso, tra i consiglieri indipendenti. Per questo, il mandato di Aldo Minucci, eletto presidente lo scorso 6 febbraio, scadrà il 16 di aprile, quando avverrà l’elezione del nuovo cda, contestualmente a quella del suo successore in assemblea. Quest’ultimo sarà scelto tra una rosa di nomi presentata sia da Telco, la holding di controllo con il 22,4%, sia dagli azionisti di minoranza.

Viene fissata allo 0,5% la soglia minima di capitale richiesto per presentare le candidature. All’interno della lista, il cda raccomanda che la maggioranza dei consiglieri debba godere dei requisiti di indipendenza, secondo i criteri previsti dal Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana. I requisiti di indipendenza, si legge nel comunicato, devono essere più sostanziali che formali e assicurare l’autonomia del prossimo cda sia rispetto al management, sia dagli azionisti. Il board durerà per tre esercizi, fino alla fine dell’anno 2016.

Dunque, la svolta c’è stata, anche se spetterà adesso all’assemblea approvare o meno le raccomandazioni del cda. E la maggioranza richiesta per le modifiche è dei due terzi, ragion per cui decisivo sarà l’ok di Telco. 

Ma i piccoli azionisti possono cantare vittoria, almeno per ora. Un pò tutte le loro richieste sono state accolte all’unanimità, segno che si avverte nel board l’esigenza di una gestione discontinua dall’operato del management fino ad oggi. E’ una vittoria sia dei piccoli azionisti riuniti in Asati (1,5%), sia di Marco Fossati, che con la sua Findim (5%) ha fatto tremare per la prima volta Telco nell’assemblea del 20 dicembre scorso, convocata su sua richiesta per chiedere la revoca del cda.

 

 

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