Rimborsi Veneto Banca Popolare di Vicenza: prendere o lasciare, ammontare non salirà

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Il Tesoro ha fatto sapere che i rimborsi agli azionisti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza non subiranno incrementi. Obiettivo è mettere al riparo le due banche venete da possibili cause

La possibilità che i rimborsi a favore degli azionisti di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza possano essere incrementati è ridotta al lumicino. Ad affermarlo è stato il Corriere della Sera secondo il quale il Tesoro ha chiarito che i rimorsi non saranno rivisti al rialzo.

Le due banche venete, quindi, alle prese con un non semplice cammino che dovrebbe concludersi con una fusione, procederanno con i ristori sulla base di quanto già stabilito. L’obiettivo è chiudere le transazioni con gli azionisti, in modo tale da non rischiare nel futuro cause da parte di chi contesta vendite illecite di azioni. Secondo il Corriere della Sera, si tratterebbe di una esposizione potenziale pari miliardi di euro, “che impedirebbe allo Stato di entrare nel capitale, perché in base alle norme Ue sugli aiuti di Stato non si possono coprire con soldi pubblici perdite pregresse o attese”.

Proprio per questo è assolutamente necessario che le offerte di transazione proposte dalle due abbiano successo con incassando il via libera di almeno l’80% dei circa 169 mila soci di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Solo dopo la definitiva chiusura di questa vicenda. Montebelluna e Vicenza potranno pensare alla fusione.

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