RCS, l’asta sull’inoptato si tinge di giallo. Tra gli acquirenti spunta il nome di Cairo

di , pubblicato il

RCS inoptatoDiventa un giallo l’asta per la cessione delle azioni Rcs rimaste inoptate in sede di aumento di capitale. Se nella prima seduta di mercoledì era stato venduto solo l’1% dell’11% post-aumento, ieri in un sol colpo è stato venduto il restante 10%. Ad avere rastrellato i titoli sono stati quattro broker, tra cui Equita e Intermonte, oltre a un paio di sgr.

 

Scalata Fiat Rcs sempre in primo piano

Gli intermediari avrebbero agito per conto di diversi soggetti, di cui, tuttavia, si sconosce l’identità. E in una battaglia per la conquista del controllo del gruppo editoriale italiano non è cosa da poco. Smentisce di avere a che fare con l’operazione Fiat, salita già dal 10% al 20,135% e che punta a diventare azionista di controllo. Ma una smentita arriva anche dall’imprenditore Diego Della Valle, oggi all’8,81%, che contende a Fiat il controllo e che pure aveva annunciato di poter rastrellare tutti i titoli, in modo da salire alla stessa quota del Lingotto. Si è ipotizzato persino ad acquisizioni di matrice straniera, come di Rupert Murdoch, tirato in ballo in questi giorni per i suoi rapporti sempre più stretti con John Elkann, o di Alex Springer. Ma anche questi ultimi hanno smentito. Lo stesso ha fatto Andrea Bonomi, di Investindustrial.

L’unico contattato dalla stampa ad essersi trincerato dietro un eloquente no comment è stato, invece, Urbano Cairo, a capo della Cairo Communications, già patron del Torino Calcio e che all’inizio dell’anno ha rilevato anche La7. Nelle scorse settimane, l’imprenditore piemontese con trascorsi da manager in Fininvest fino al 1995, aveva esternato il suo interesse per il Gruppo Rizzoli, cosa che lo ha fortemente indiziato dell’acquisizione di ieri.

Ma circola anche un’altra ipotesi meno suggestiva. Qualcuno, magari un hedge fund, potrebbe avere acquistato tutto l’inoptato, al fine di realizzare un’operazione di puro arbitraggio. Il titolo in borsa, infatti, vale 1,27 euro (sceso da 1,31 euro), mentre si può acquistare in fase di aumento di capitale a 1,235 euro, con le opzioni a soli 2 centesimi, che consentono di ottenere ben tre titoli. A conti fatti, su 15 milioni di diritti, il guadagno teorico sarebbe di 1,3 milioni e si concretizzerebbe tale, successivamente al prossimo martedì, quando l’asta per l’inoptato si sarà conclusa formalmente. Certo, il rischio di dovere rivendere le azioni a un prezzo più basso esiste e questo provocherebbe una perdita, anche se non dissanguante.

Infine, un’ipotesi non meno realistica consiste nella possibilità che qualche fondo, per conto terzi, abbia deciso semplicemente di togliere dal mercato quelle azioni, in modo che non andassero in mani sgradite. Si tratterebbe di un’operazione di puro annullamento delle azioni potenzialmente in circolazione.

Ne sapremo di più certamente entro il 24 luglio, data ultima per comunicare alla Consob eventuali partecipazioni rilevanti oltre il 2%. Al contrario, gli acquisti da parte dei grandi soci attuali devono essere comunicati entro il 16 del mese.

 

Rcs vende Dada a Orascom

Intanto, si apprende che Rcs ha venduto la controllata Dada a Orascom TMT Investments del magnate egiziano Naguib Sawiris. Il closing è stato fissato per la prima decade di agosto ed è stato riconosciuto un enterprise value di 83 milioni, corrispondente a un equity value di 55 milioni. Alla chiusura dell’operazione, l’acquirente dovrà lanciare un’Opa sul 100% del capitale di Dada. Il beneficio finanziario netto per Rcs è stato calcolato in 58 milioni di euro, stando ai valori della posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno 2013.

Argomenti: , ,