Rcs e Rai Way, le mire di casa Berlusconi passano dal governo Renzi

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La famiglia Berlusconi dovrà sperare in RenziNel giro di poche settimane sono giunte numerose notizie sul fronte delle società che fanno a capo alla famiglia Berlusconi. In seguito alla condanna definitiva subita dall’ex premier nell’estate del 2013, egli ha perso i requisiti di onorabilità necessari per detenere quote superiori al 10% in una banca, per cui Bankitalia ha intimato a Fininvest, oggi al 34% di Mediolanum, di vendere la quota eccedente il 10% e convogliarla temporaneamente in un trustee, senza potere venderla prima del prossimo 9 gennaio 2016.

I legali di casa Berlusconi hanno fatto ricorso al Tar del Lazio, che si esprimerà in aprile. Intanto, però, Fininvest ha collocato sul mercato il 5% della banca.

Nel frattempo, poi, non è passata inosservata la cessione di D+ in Spagna e l’11% di Mediaset Premium a Telefonica per 100 milioni di euro, mentre si parla di trattative in corso con l’arci-nemico di Sky, che fa capo al magnate australiano Rupert Murdoch.

Sono di questi giorni le voci di un interessamento di società asiatiche al Milan, con offerte ventilate fino a 1 miliardo di euro per rilevare l’intera partecipazione, anche se dalle parti dell’ex premier è arrivata una secca smentita su ipotetiche trattative in corso.

Quel che è certo, invece, è che più di una settimana fa è stato ceduto il 7,79% di Mediaset ad alcuni fondi per un incasso complessivo di 377 milioni. La quota di Fininvest nel gruppo televisivo è scesa così al 33,4%. Il ricavo di questa operazione, a quanto pare, è destinato ad essere utilizzato per le due acquisizioni in vista da parte dell’impero finanziario di Arcore.

Se finora si è discusso di cessioni, la Mondadori, guidata da Marina Berlusconi, ha lanciato, invece, un’offerta per rilevare il ramo libri di Rcs. Se l’operazione dovesse andare in porto, l’editore Berlusconi controllerebbe il 40% del mercato e raggiungerebbe un fatturato di 800 milioni all’anno. Di queste ore, infine, l’OPAS lanciata da EI Towers su Rai Way, finalizzata al controllo di almeno i due terzi di quest’ultima. Si tratta di una società controllata da Mediaset, che vorrebbe comprarsi le torri di trasmissione della Rai, suo concorrente diretto.

 

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L’intreccio politico

I dossier Mondadori e Rai scuoteranno la politica italiana. Nei giorni scorsi, il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha espresso la preoccupazione del governo per un’operazione – quella dei libri – che porterebbe a un’eccessiva concentrazione del mercato in una sola mano. Anche dal PD, il partito del premier Matteo Renzi, sarebbero giunti segnali negativi. In attesa di conoscere le reazioni sul caso EI Towers – Rai Way, non è difficile immaginare come l’operazione finanziaria si trasformerà in breve tempo in una partita politica, che potrebbe vedere il presidente di Forza Italia interessato a giocare nel suo doppio ruolo di leader dell’opposizione e di capo dell’impero economico di famiglia.

Il governo avrebbe, infatti, gli strumenti per bloccare le due operazioni, in particolare, quella relativa a Rai Way, detenuta per il 65,073% dalla Rai, che risponde a sua volta al governo, che nei fatti è il suo azionista, tramite il Tesoro. Inoltre, il ministero dello Sviluppo economico potrebbe non autorizzare più l’erogazione del servizio pubblico sulle attività relative a Rai Way, una volta che il loro controllo passasse nelle mani di un privato. Basterebbe, comunque, semplicemente che il governo non aderisse alla cessione della quota Rai in Rai Way per annullare l’operazione.

Da qui, l’intreccio evidente tra sfera politica e quella finanziaria. Come potrebbe accettare il governo Renzi di subire gli attacchi della sua stessa maggioranza, se avallasse la cessione delle torri Rai al concorrente Mediaset? E’ evidente che potrebbe decidere di acconsentire a tale operazione solo in cambio di un risultato politico ad esso favorevole almeno quanto il probabile contraccolpo negativo. La moneta di scambio sarebbe per caso la fine delle (brevi) ostilità tra Forza Italia e PD in Parlamento, in cambio del via libera a EI Towers e dietro la promessa che l’esecutivo non porrà i bastoni tra le ruote nemmeno sul caso Mondadori – Rcs?

 

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