Rcs a picco: spaccatura fra i soci all’indomani del cda

Il board ieri ha approvato i risultati 2012 e messo a punto lo schema di ricapitalizzazione da 600 milioni. Su questa operazione Della Valle contesta il cda mentre Merloni rassegna le dimissioni

di Carlo Robino, pubblicato il

Il cda di Rcs Mediagroup si è riunito ieri per approvare i risultati dell’esercizio 2012 ma l’attenzione era tutta rivolta verso l’atteso aumento di capitale fino a 600 milioni di euro. Seppur mitigata da un miglioramento di 92,4 milioni di euro dell’indebitamento finanziario netto, la perdita da 509,3 milioni richiede al più presto l’apporto di nuovi mezzi finanziari nella società editoriale. Azionisti concordi sulla necessità dell’operazione ma decisamente su lunghezze d’onda diverse sulla modalità. Infatti il patron di Tod’s, Diego Della Valle, titolare di una quota dell’8,69% e senza rappresentanza nel cda, ha fatto sapere che il previsto aumento da 400 milioni penalizzerebbe oltremodo gli azionisti che non volessero aderire all’operazione. Della stessa opinione anche Paolo Merloni che in più ha messo in evidenza le condizioni maggiormente favorevoli concesse alle banche per rifinanziare il debito da 575 milioni di euro rispetto alle condizioni concesse agli azionisti. Per queste ragioni e in forte disaccordo con gli orientamenti espressi dal cda, l’imprenditore marchigiano, unico rappresentate insieme a Carlo Pesenti del patto di sindacato che controlla il gruppo con un 58%, ha rassegnato le sue dimissioni dal board. Ora tutto viene rinviato al prossimo consiglio 28 aprile: si cercherà di allargare l’attuale quota di adesione all’operazione (44% del capitale) anche perchè l’aumento per i primi 400 milioni dovrà essere completato entro luglio per non compromettere la continuità aziendale. Intanto sulla scorta di queste tensioni il titolo Rcs a Piazza Affari cede l’1,98% a  7,195 euro per azione.

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