Quanto durerà la crisi del Covid 19 ?

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Nel presente articolo, Luca Giusti, Trader sistematico su Opzioni e Futures dal 2002, senza avere la pretesa di individuare con precisione il momento in cui la crisi Covid19 finirà, prova a proiettare la durata dei vari Bear Market verificatisi dal 1929 al 2018 per stimare quale possa essere la durata della crisi indotta da questo nuovo virus.

Nel presente articolo, Luca Giusti, Trader sistematico su Opzioni e Futures dal 2002, senza avere la pretesa di individuare con precisione il momento in cui la crisi Covid19 finirà, prova a proiettare la durata dei vari Bear Market verificatisi dal 1929 al 2018 per stimare quale possa essere la durata della crisi indotta da questo nuovo virus.

Troverai sicuramente qualche sciamano in grado di indicarti la data esatta in cui S&P500 registrerà il minimo di questa crisi innescata dalla diffusione del Covid 19 (dichiarata dall’OMS ormai una Pandemia)… quindi qual’è il contributo che può dare un trader sistematico a questa discussione? Quello di macinare (e presentarvi) qualche numero…

E proprio mentre stavo lavorando su TradeStation ed Excel per estrapolare un pò di dati mi sono imbattuto in alcune tavole che condivido volentieri perché raccontano in maniera “fredda” cosa è successo nelle precedenti recessioni (perché di questo stiamo parlando ormai).

L’indice S&P500 ha ritracciato ormai i massimi del 19 Febbraio 2020 del 30% (grafico mensile, qui sotto). 

Nel grafico ho riportato anche dove si collocano (in punti indice) i ritracciamenti del 40, 50 e 60%, per darvi modo di comprendere (visivamente) di cosa stiamo parlando, rapportato al Drawdown delle precedenti recessioni in America. Nella crisi dei mutui suprime del 2007 l’indice era arrivato a perdere, dai massimi, quasi il 57% in 500 giorni, mentre nel 2000, in occasione della bolla delle dot com,  poco meno del 50% in 929 giorni. Nella tabella qui sotto le trovate elencate tutte (la fonte è il sito di Ben Carlson). 

 

Se proiettassimo oggi, la durata di alcuni di questi mercati orso, ecco dove andremmo a finire (es. se fosse come la crisi dei mutui subprime, per attendere un minimo dovremmo attendere la metà del 2021).

E’ comunque opportuno sottolineare come il movimento che ha portato gli indici azionari su questi livelli, sia stato il più veloce della storia, ovvero quello che ha impiegato meno giorni per scendere di questa magnitudo. La ripartenza potrebbe essere più rapida che nelle precedenti occasioni, dato che non stiamo parlando di guerre o di distruzione della capacità produttiva, ma di una “pausa”. Sono tanti i fattori che potrebbero accelerare o rallentare questo processo di ritorno alla normalità: il successo delle misure per il contenimento della diffusione del virus, il sostengo di Europa e USA alle attività che sono state sospese, la disponibilità di un vaccino o di una terapia efficace…

In periodi di crisi, il Dollaro torna ad assumere il ruolo di valuta rifugio, come si vede nel grafico qui sotto, con la proiezione della variazione percentuale registrata nelle precedenti crisi rispetto alla situazione di oggi.

Anche Oro gioca un ruolo durante le fasi di recessione: la media (di colore azzurro) mostra come le quotazioni salgano, anche se bisogna rilevare che solitamente la salita anticipa di diversi mesi l’inizio di ognuna di queste recessioni prese in esame qui nel grafico.

Se la prima domanda è quanto ancora si potrebbe scendere, la seconda domanda è quanto tempo impieghiamo per uscirne… e in questa tabella trovate una risposta ad entrambe. 

Interessante anche questa analisi, che mostra come le quotazioni delle società dell’Indice S&P500 si siano disallineate dagli utili effettivamente realizzati. La stessa cosa era successa nel 2001 ma non nel 2008, mentre in questo grafico si vede la situazione quando l’S&P500 era sui massimi.

Diamo un’occhiata anche a quello che è successo su alcune Valute, sui Metalli e sui Bond nella precedente crisi dell’autunno 2008. La linea verticale che ho disegnato sui grafici qui sotto, fa riferimento al 1 Gennaio 2009 (2 mesi e mezzo dopo l’inizio del movimento ribassista di metà settembre 2008, con il fallimento di Lehman Brothers): ci sono alcuni elementi che potrebbero farci pensare che questa volta sarà più veloce (temporalmente) che nel 2008. 

Queste Valute (AUD, CAD, NZD, GBP…) hanno registrato un massimo in quei giorni (contro USD, che si conferma sembra una valuta rifugio nelle crisi, ma qui anche contro EUR) per poi scendere già con una certa decisione.

L’ultima candela del grafico (mensile) sembra mostrare una dinamica simile anche in questa occasione, anche se è passato appena 1 mese dall’inizio del movimento…

Anche sui Metalli osserviamo una dinamica simile: nel 2008 erano scesi da Settembre a Dicembre per poi salire con una certa decisione… e anche oggi si ripete una dinamica simile. Osservare un massimo sulle valute indicate sopra e una ripartenza dei Metalli potrebbe essere una indicazione che non manca molto al minimo sui mercati azionario (che nel 2008 era arrivato a Marzo).

Anche su Obbligazionario (qui l’ETF TLT-20y) osserviamo oggi qualcosa di simile a quello che avevamo visto alla fine del 2008 (in concomitanza della linea verticale girigia)…

Ed infine l’indice VIX, tornato sugli stessi livelli dell’autunno 2008 (…ma questo non significa che non possa andare oltre, fate attenzione: non c’è un “tetto” massimo oltre cui non possa salire, e la statistica basata sulle gaussiane o i calcoletti con le deviazioni standard, in questi momenti, potete anche metterli da parte). 

Questa tabella invece mostra in termini percentuali il movimento necessario per recuperare ogni volta quel drawdown. Nel 2018, per recuperare quel ritracciamento del -19.8% è servito un +24.7%, mentre nella crisi del 1929, per recuperare un -86.2% c’è voluto un + 625.5%.

Luca Giusti è un trader sistematico su Opzioni e su Futures dal 2002. Laurea in Economia, Dottorato di Ricerca in Direzione Aziendale, fondatore del progetto QTLab (Quantitative Trading LAB) in Svizzera, dove sviluppa metodologie di trading quantitativo. E’ advisor di due istituzionali e collabora con una software house (Da Vinci Fintech) con cui sviluppa piattaforme di analisi di dati finanziari, di backtest di stategie in Opzioni e di analisi di Portafogli (StrategyLAB e OptionLAB). Autore del libro “Trading Meccanico”, edito da Hoepli, Socio Ordinario Professional e docente del Master SIAT, è al suo secondo mandato come membro del comitato scientifico di questa associazione. E’ il docente dei corsi di QTLab sui Trading System e sull’Operatività con le Opzioni. Dal 2008 è relatore all’ITForum e al Tol EXPO di Borsa Italiana, è stato speaker al convegno internazionale IFTA 2017, relatore per TradeStation a Dubai nel 2016 su dei corsi di Trading Sistematico, e speaker in un convegno del CME Group a Londra nel 2019

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