Privatizzazioni parziali di Eni, Enel e STM entro dicembre. Ma c’è un buco di 2 miliardi

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Padoan, ecco le privatizzazioni entro l'annoIl governo avrebbe messo in cantiere la parziale cessione di quote in Eni, Enel e STM entro il mese di dicembre. L’obiettivo per il Tesoro è di incassare 9 miliardi di euro, contro gli 11 miliardi messi in conto ad aprile, quando si stimava una crescita del pil dello 0,8% per quest’anno, quando gli analisti nazionali e internazionali ritengono adesso che non si andrà realisticamente oltre il +0,2-0,3%.

Preso atto delle difficoltà nel procedere con le privatizzazioni, dopo il caso deludente dell’IPO di Fincantieri, avrebbe preso corpo definitivamente di rinviare al 2015 la quotazione del 40% di Poste Italiane e del 49% di Enav, tramite cui si stimava di incassare tra i 5 e i 6 miliardi di euro.

 

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In alternativa, però, il Tesoro punta a fare cassa dalle grosse società miste. Per questo, avrebbe intenzione di cedere il 5% di Enel, il 4,34% di Eni e di cedere la metà della partecipazione detenuta in STM Holding, che controlla a sua volta il 27,64% di STM. A tale proposito, sarebbe allo studio di trasferire la quota pubblica al Fondo strategico italiano (Fsi), controllato dalla Cdp. L’altra metà, detenuta indirettamente dal Tesoro, pari al 13,8% di STM, varrebbe 800 milioni.

Alla fine delle cessioni, il Tesoro continuerebbe a detenere il 26,24% di Enel e la Cdp (80% della quale in mano al Tesoro) controllerebbe ancora il 25,76% di Eni.

Più che di privatizzazioni, quindi, possiamo parlare di piccole cessioni sul mercato di quote detenute in società a forte controllo pubblico.

Un modo per fare cassa, senza mollare la presa sugli asset tra i più capitalizzati in Italia. Resta lo scostamento di 2 miliardi, rispetto all’obiettivo di aprile, che potrebbe comportare la necessità per il Tesoro di reperire altrove le risorse mancanti.

 

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