Popolare di Vicenza vara l’aumento e punta a Veneto Banca

Banca Popolare di Vicenza ha varato un aumento di capitale da un miliardo, finalizzato a superare i test europei e a rilevare qualche istituto del Nord-Est.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

BpVi vara aumento da un miliardoIl consiglio di amministrazione di Banca Popolare di Vicenza ha varato ieri un aumento di capitale da un miliardo di euro, dopo che erano stati già chiesti ai soci altri 100 milioni. L’obiettivo è il superamento senza sorprese dell'”asset quality review” della BCE e degli stress-test dell’Eba, in corso d’anno.

L’istituto, calcola il direttore generale Samuele Sorato, avrebbe oggi un Core Tier1 del 9%, ma volendo puntare a figurare tra le banche più solide del Bel Paese, che godono di un ratio medio intorno all’11%, intende avvalersi di un altro miliardo di capitale, che dovrebbe portare il Core Tier1 al 12,5%.

L’aumento di capitale della Popolare di Vicenza avverrebbe in due tempi: entro giugno sarà lanciato un aumento da 700 milioni riservato ai soci attuali; nei mesi successivi si completerà con un aumento di altri 300 milioni, dedicati agli investitori esterni, ai quali sarà concesso un anno di tempo per potere entrare nel capitale della banca.

Ma la ricapitalizzazione non è finalizzata al solo superamento degli esami europei. Il presidente Gianni Zonin punta a creare un polo bancario del Nord-Est, mettendo le mani su Veneto Banca, in modo da rimediare al colpo inferto all’autonomia degli istituti nel Triveneto, in seguito all’acquisizione di Banca Antonveneta da parte di MPS. In alternativa, la Popolare di Vicenza potrebbe valutare anche l’acquisizione di Banca Etruria.

Nel caso in cui fosse Veneto Banca l’oggetto delle mire di Vicenza, dovrebbero essere tagliati circa 200 sportelli, per evitare inutili sovrapposizioni e si calcola che i dipendenti licenziati ammonterebbero a un migliaio. A ciò si aggiunge la necessità di eliminare la doppia direzione generale, con a rischio chiusura la sede di Montebelluna, dove lavorano 600 impiegati.

Zonin ha rassicurato che non intende lanciare un’OPA ostile su un’altra banca cooperativa. Dal canto suo, Veneto Banca potrebbe varare un aumento di 500 milioni, per rafforzarsi e tenere lontane le ambizioni dei vicentini. Ma con la scadenza in aprile del mandato dell’ad Vincenzo Consoli è probabile che Zonin formalizzi l’offerta.

 

 

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