Popolare di Bari nella bufera: indagini e ipotesi di reato pesantissime, tremano i soci. Cosa sta succedendo?

La Procura della Repubblica accende un faro sulla Banca Popolare di Bari e ad avere paura è l'economia della zona più dinamica del Sud Italia

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La Procura della Repubblica accende un faro sulla Banca Popolare di Bari e ad avere paura è l'economia della zona più dinamica del Sud Italia

Un nuovo fronte caldo rischia di aprirsi (o si è già aperto, dipende dal punto di vista) tra le banche italiane. Secondo alcune indiscrezioni di stampa lanciate da La Repubblica, tutto il vertice della Banca Popolare di Bari sarebbe finito sotto inchiesta. Prima di scendere nel dettaglio delle indagini che sarebbero state avviate dalla Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, è bene aver ben chiaro quello di cui si sta parlando. La Banca Popolare di Bari è il più grande istituto di credito del Sud Italia e vanta ben 70mila soci. Molto alto anche il numero dei dipendenti che arriva a 3500 unità distribuiti, tra l’altro, nelle 369 filiali ad oggi attive.

Per quello che riguarda il peso dell’istituto, la Banca Popolare di Bari è la tredicesima banca per dimensione in Italia e vanta un attivo pari a 13 miliardi e una raccolta totale per complessivi 10 miliardi. La quota di mercato in mano all’istituto è dell’1,3%. In attuazione del noto decreto sulla conversione delle banche popolari in Spa, anche la Popolare di Bari avrebbe dovuto trasformarsi ma il processo è finito in stand by in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale.

Abbiamo preferito mettere subito in evidenza questi numeri perchè non si sta parlando di banca di provincia ma di un istituto molto radicato nelle zone più produttive del Mezzogiorno. A voler fare un paragone possiamo dire che la Popolare di Bari rappresenta per la Puglia e per le regioni affini quello che Veneto Banca e Popolare di Vicenza sono (anzi sono state) per il Triveneto.

Ma cosa sta succedendo nella Popolare di Bari? Secondo le indiscrezioni di stampa, a seguito delle rivelazioni di un ex funzionario dell’istituto, la Procura barese avrebbe aperto un’inchiesta contestando al presidente Marco Jacobini, ai suoi due figli Gianluca e Luigi (rispettivamente condirettore generale e vice), al responsabile della linea contabilità e bilancio Elia Circelli e al dirigente dell’ufficio rischi Antonio Zullo accuse pesantissime come associazione per delinquere, truffa, ostacolo all’attività della Banca d’Italia e false dichiarazioni nel prospetto informativo depositato alla Consob. Il faro degli investigatori sarebbe stato accesso per vicende avvenute tra il 2013 e il 2016. Secondo quanto scritto da La Repubblica, dalle carte emergere un quadro preoccupante di “gestione irregolare, bilanci in perdita, prestiti anomali, aggravati dalla acquisizione di Tercas, la vecchia Cassa di Teramo”.

Ovviamente le notizie sull’inchiesta sulla Banca Popolare di Bari stanno impensierendo sia i dipendenti che i soci dell’istituto anche perchè il rischio che la banca pugliese di ritrovi in una situazione non molto diversa da quella di Monte dei Paschi e delle banche venete è considerato molto alto.

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