Piazza Affari chiude ai massimi dalla Brexit: è questo l’effetto Referendum?

Forti acquisti sul Ftse Mib che torna ai livelli di giugno 2016: a fare da traino sono tutte le banche. Bene anche A2A

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Forti acquisti sul Ftse Mib che torna ai livelli di giugno 2016: a fare da traino sono tutte le banche. Bene anche A2A

Il Ftse Mib ha chiuso la seduta odierna con una progressione del 4,15% salendo ai livelli massimi dal giugno 2016. Il rally del paniere di riferimento di Piazza Affari è stato sostenuto dalla performance molto forte del settore bancario. Tutte le quotate del comparto, infatti, hanno tagliato il nastro di chiusura con rialzi molto sostenuti. In particolare, Banca Popolare di Milano ha guadagnato il 9,03%, Banco Popolare ha chiuso avanti del 9,02%, Ubi Banca ha messo in cassaforte il 9,7%, Intesa SanPpaolo l’8,16% e Unicredit il 12,81%.

Acquisti molto forti anche tra le utility con A2A avanti del 6,40% grazie anche alle notizie in arrivo dalla Germania (A2A vola in Borsa: boom volumi su decisione Corte Costituzionale tedesca). Vistosi verdi anche su Snam e su Terna con la prima avanti del 4,58% e la seconda a +4,56%.

L’andamento odierno di Piazza Affari è stato la dimostrazione che il mercato non è minimamente preoccupato degli scenari che le dimissioni di Renzi potrebbero innescare. Ricordiamo a tal riguardo che domani ci sarà il voto di fiducia sulla legge di bilancio al Senato. Come già annunciato ieri, dopo la votazione di domani, il premier Matteo Renzi salirà al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni nelle mani del presidente Sergio Mattarella.

 

Forte accelerazione per Piazza Affari che si sta avvicinando alla chiusura con il Ftse Mib in progressione del 3,5% a quota 17.648 punti. Per il paniere di riferimento della Borsa di Milano si tratta del livello massimo dal 24 giugno scorso, data della Brexit.

A lanciare in avanti il Ftse Mib sono i titoli del settore bancario con Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano avanti del 7%, Bper Banca in progressione del 5,75%, Intesa Sanpaolo avanti del 6,74%, Ubi Banca a +8,05% e Unicredit avanti del 9%. I forti acquisti che stanno interessando tutti i bancari hanno ovviamente determinato una raffica di sospensioni per eccesso di rialzo. In asta, in particolare, sono finite Bper Banca, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Ubi Banca.

Più staccata Monte dei Paschi che comunque è riuscita a passare in positivo e adesso avanza dell’1% nonostante le incertezze sull’aumento di capitale (Aumento capitale MPS verso rinvio? Morelli a rapporto dalla BCE).

 

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