Piano industriale FCA al 2022: prime indicazioni su debito e target

FCA riduce notevolmente la progressione in avanti dopo le prime indicazioni sul piano industriale al 2022

di Enzo Lecci, pubblicato il
FCA riduce notevolmente la progressione in avanti dopo le prime indicazioni sul piano industriale al 2022

E’ in corso in queste ore la presentazione del piano industriale di FCA al 2022, l’ultimo piano che vedrà Sergio Marchionne alla guida del Lingotto. Il manager, nelle prime battute del suo intervento ha affermato che il debito industriale di FCA è stato azzerato e che a giugno la posizione finanziaria netta della società sarà addirittura in positivo. Proprio questi due target erano in cima alla lista dei progetti di Marchionne. Il manager a tal riguardo ha affermato che l’azzeramento del debito rappresenta “una pietra miliare per la storia di Fiat Chrysler Automobiles” che è stata raggiunta grazie a una strategia “disciplinata e rigorosa per eliminare il debito netto industriale”.

Per quello che riguarda le strategie future di FCA, uno dei brand che sarà oggetto di forte valorizzazione sarà Jeep. A tal riguardo Marchionne ha affermato che “l’obiettivo è quello di consolidare il marchio Jeep nell’arco del piano, proteggendo la brand equity e i margini, ma restando fedeli al Dna del brand”. Di conseguenza Jeep punterà ad elettrificare i propri modelli e a migliorare la connettività. Nei prossimi 5 anni, ha già chiarito Marchionne, il marchio entrerà in 3 nuovi segmenti ossia UV piccoli (al di sotto del Renegade), pick up di medie dimensioni e grandi SUV.

Per quello che riguarda i prossimi target, Marchionne ha invece affermato che gli obiettivi al 2022 sono ambiziosi e pongono le basi per una nuova fase di crescita e redditività. Secondo il manager si tratta di un percorso che passerà attraverso i cambiamenti in atto nel settore dell’auto, sia da un punto di vista tecnologico che normativo, ma che non rappresentano una minaccia per il gruppo.

Il titolo FCA dopo le prime indiscrezioni sul piano industriale una progressione dello 0,14%, in forte calo rispetto all’andamento che era emerso in avvio di seduta.

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