Piano Industriale Banco Popolare 2014-2016: tutti i dettagli e i target

Ecco a cosa punta Banco Popolare nei prossimi anni. Centrale sarà l'aumento di capitale

di Enzo Lecci, pubblicato il

Gruppo-banco_popolareIl nuovo Piano Industriale di Banco Popolare  2014-2016, con proiezione inerziale estesa al 2018, delinea una banca più focalizzata sull’attività di sviluppo commerciale, con maggiori gradi di flessibilità nella gestione delle risorse sul territorio, con un più ampio accesso ai servizi e prodotti bancari attraverso una forte innovazione nei canali diretti e nuovi modelli di relazione con il cliente, con una crescita di masse gestite nei segmenti di clientela ad alta redditività (private ed affluent).

 

Piano industriale Banco Popolare: le aree di intervento

  •  interventi a sostegno della redditività nel breve termine: a) normalizzazione del “costo del credito”, supportata dal rafforzamento delle risorse di rete a presidio del monitoraggio e della gestione dei crediti problematici; b) miglioramento della redditività commerciale, grazie alla crescita della raccolta indiretta, della raccolta diretta e degli impieghi sui segmenti delle famiglie e delle piccole e medie imprese ed al miglioramento della “forbice” tra tassi medi attivi e passivi; c) riduzione del costo del funding istituzionale; d) costante presidio del profilo di costi e di efficienza operativa;
  • interventi di discontinuità strutturale di medio termine: a) innovazione nel modello retail, rafforzando il percorso intrapreso con l’adozione del modello distributivo di rete “Hub&Spoke” operativo da metà febbraio 2014 e facendo evolvere la relazione bancaria dal patrimonio ai bisogni del cliente, aumentandone il livello di “comodità” percepita con forti investimenti nella multicanalità, riducendo l’attività amministrativa in carico alla filiale; b) sviluppo del comparto del wealth management (affluent, private, fabbriche prodotto nel risparmio gestito) inserendo nuove risorse per rafforzare il segmento, riducendo i tempi di vendita investendo nella “dematerializzazione”, avviando un’adeguata azione di marketing.

 

Il nuovo programma di innovazione che sarà messo a regime in arco piano mira a sostenere la crescita della base clienti di ulteriori 250.000 clienti, a raggiungere il cliente più frequentemente con una più ampia gamma di prodotti veicolata su più canali di vendita. Gli obiettivi saranno raggiunti grazie ad investimenti in tecnologia che aiuteranno a liberare almeno 500 unità parte delle quali da destinare alle attività commerciali.

 Lo scenario macroeconomico di riferimento al 2016 rispecchia le principali indicazioni pubblicate da primarie ed autorevoli fonti esterne, con un profilo sicuramente conservativo. Per il periodo 2017-2018 tali fonti sono state integrate con elaborazioni interne basate su parametri di mercato correnti e con alcune ipotesi formulate dal management. Un eventuale più rapido miglioramento del ciclo economico ed un più elevato livello dei tassi di mercato rispetto a quelli attesi avrà effetti positivi sul livello dei target economici indicati.

 

Lo scenario prevede una progressiva normalizzazione delle principali variabili macroeconomiche, in particolare:

– prodotto interno lordo: in progressiva, ancorché moderata, ripresa rispetto alla flessione registrata nel 2013 (-1,8%), fino a raggiungere nel 2016 una variazione positiva pari all’1,6% anno/anno;

– tassi di mercato monetario: Euribor 3 mesi in crescita da 22 bps medi del 2013 a 56 bps medi del 2016;

– tasso BCE: intonazione ancora espansiva della politica monetaria fino al 2015 con tasso di rifinanziamento stabile a 25 bps ed in crescita a 50 bps nel 2016.

– le rettifiche su crediti sono attese in progressiva costante flessione

 

Coerentemente con questo scenario, le proiezioni economiche prevedono:

– proventi operativi pari a 3,8 miliardi nel 2016 e 4,1 miliardi nel 2018 (3,6 miliardi nel 2013);

– oneri operativi sostanzialmente stabili, pari a 2,2 miliardi nel 2016 e nel 2018 (in linea con il 2013);

-rettifiche su crediti in diminuzione e pari a 700 milioni nel 2016 e a 662 milioni nel 2018 (dato 2013: 1.691 milioni);

– costo del credito in flessione da 185 bps del 2013 a 70 bps nel 2016 e a 65 bps nel 2018; ? Utile netto atteso pari a 609 milioni nel 2016 ed a 787 milioni nel 2018;

– Cost/Income in calo dal 62,9% del 2013, al 57,5% nel 2016 ed al 54,6% nel 2018;

– ROTE (Return On Tangible Equity) pari a circa il 7,5% nel 2016 ed a circa il 9%nel 2018;

Le proiezioni economiche sul 2018 sono di tipo inerziale e quindi, a titolo prudenziale, non includono particolari benefici derivanti da nuove azioni di discontinuità né considerano pienamente il contributo positivo derivante dal previsto rialzo dei tassi di interessi.

 

Aumento capitale Banco Popolare

L’aumento di capitale e gli effetti delle altre operazioni deliberate dal Consiglio di Amministrazione (fusione per incorporazione del Credito Bergamasco e Banca Italease nel Banco Popolare), consentiranno di portare la struttura patrimoniale del Gruppo su livelli allineati alle best practice di sistema in vista anche dell’avvio dell’Unione Bancaria Europea.

 

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