Oro, perchè il prezzo e la domanda stanno crollando?

Crolla la domanda di oro nel primo trimestre. Il calo per investimenti non è compensato dall'aumento delle richieste per gioielli. Quotazioni spot sotto 1.400 dollari, -18% da inizio anno

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

I dati del World Gold Council di maggio sul primo trimestre del 2013 indicano un netto calo della domanda di oro, scesa del 13% a 963 tonnellate, il 5,6% in meno della media degli ultimi cinque anni. In termini di valore scambiato, il calo è stato del 16% a 50,5 miliardi di dollari, ma superiore del 19% sulla media quinquennale.

Nel dettaglio, la domanda di oro per investimenti è crollata del 49%, a causa del deflusso di metallo degli Etf e dei prodotti di investimento simili per 176,9 tonnellate, contro una media di 89,2 tonnellate degli ultimi cinque anni e di 53,2 tonnellate del primo trimestre del 2012. Cresciuta, invece, la domanda di lingotti e monete d’oro a scopo di investimento del 10% da 342,5 a 377,7 tonnellate. In totale, la domanda per investimenti è scesa a 200,8 tonnellate.

Per fortuna, a compensare parzialmente la caduta ci ha pensato la domanda per scopi di consumo e tecnologici, con la gioielleria cresciuta del 12% a 551 tonnellate e le richieste per uso tecnologico del 4% a 102 tonnellate. E a trainare questa tipologia di domanda sono stati soprattutto Cina e India, i maggiori consumatori di oro, pari insieme al 62% di questo mercato.

 

Prezzo dell’oro sotto ai 1400 dollari all’oncia

E dire che il calo delle quotazioni di aprile è stato solo successivo alla dinamica del primo trimestre. Il rafforzamento del dollaro sui mercati forex ha certamente spinto al ribasso il prezzo dell’oro, attualmente ben al di sotto della soglia dei 1.400 dollari all’oncia, in zona 1.370 dollari, sebbene distante ancora dai minimi di 1.321 raggiunti il mese scorso. Tanto che valori così bassi hanno risvegliato l’appetito di un consumatore come l’India, che ad aprile ha importato il 138% in più di oro e argento a quota 7,5 miliardi di dollari di controvalore.

 

Alcuni motivi alla base dello scarso appeal dell’oro

Tuttavia, resta l’incognita sul futuro delle quotazioni, visto che il finanziere George Soros, uno che di tendenze del mercato se ne intende, ha ridotto per il secondo trimestre consecutivo la sua quota in SPDR Gold Trust – il più grande Etp al mondo di oro – del 12%, dopo averla tagliata del 55% nell’ultimo trimestre del 2012. Gioca al ribasso, poi, il calo del prezzo del greggio di queste settimane, che lascia intravedere un abbassamento dell’inflazione, come si nota pure dai dati ultimi in Europa e negli USA, oltre che in Giappone, pur in presenza di politiche monetarie molto accomodanti.

Non ultimo, il timore che le banche centrali dell’Eurozona possano in parte dismettere le loro riserve di oro per ripianare i debiti spinge le quotazioni del metallo giallo verso il basso (Usare le riserve auree per abbassare i costi di finanziamento?).

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