Webuild, nel primo semestre ricavi adj. in calo a € 2,2 miliardi

di , pubblicato il

Il Consiglio di Amministrazione di Webuild, nella riunione tenutasi in data 29 luglio 2020, ha approvato la Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2020 nonché esaminato i “dati consolidati adjusted” al fine di comparare l’andamento gestionale su base omogenea.

CONTESTO DI RIFERIMENTO
Nel corso dei primi sei mesi del 2020 si è assistito ad una repentina flessione del quadro macroeconomico globale a seguito della diffusione della pandemia di Covid-19. Tra le misure adottate, dai vari Governi dei paesi colpiti, per contenere l’emergenza sanitaria, si annovera la chiusura di diverse attività produttive non essenziali (lock-down) oltre al divieto di circolazione e quarantene che hanno determinato gravi ripercussioni sull’attività economica e sul sistema produttivo.
In relazione a tale situazione di emergenza, il Gruppo ha tempestivamente adottato tutte le necessarie misure di gestione e contenimento dello sviluppo pandemico, che, seppure con inevitabili rallentamenti e, in alcuni casi, sospensioni dei lavori, hanno consentito di proseguire la gestione dei progetti in corso.
Le priorità del Gruppo sono state e continuano ad essere la tutela della salute dei propri dipendenti e partners, il mantenimento della continuità del business e la mitigazione degli impatti finanziari.
In tale contesto, il Gruppo Webuild ha continuato ad operare portando avanti progetti di rilevanza strategica e sociale, svolgendo un ruolo fondamentale per il rilancio degli investimenti infrastrutturali del Paese.
In particolare:

* È proseguita la ricostruzione del Ponte di Genova, cantiere in cui, a partire dal mese di marzo 2020, sono stati compiuti importanti sforzi organizzativi per contrastare gli impatti negativi legati all’emergenza. Grazie all’impegno di oltre 1.000 persone, è stato quindi possibile completare la struttura del ponte in sicurezza, in tempi mai sperimentati prima e con la massima attenzione alla qualità dell’opera.

* È altresì proseguita l’operazione di investimento in Astaldi, la cui realizzazione è uno snodo fondamentale del Progetto Italia. Tale operazione, attraverso un percorso complesso e lungo circa due anni, ha visto il primo grande traguardo ad aprile scorso allorché i creditori si sono riuniti per discutere la proposta concordataria, approvata poi nell’adunanza di creditori con il 69,4% dei voti favorevoli, e conclusosi positivamente con il decreto irrevocabile e con efficacia immediata, di omologa del concordato preventivo in continuità di Astaldi, pubblicato dal Tribunale di Roma lo scorso 17 luglio 2020. Un percorso a valle del quale Webuild, entro il 2020, diventerà il socio di maggioranza della nuova Astaldi attraverso un aumento di capitale, dando vita così ad un Gruppo che oggi rappresenta una delle più grandi aziende europee del settore, con un portafoglio ordini construction di circa € 33,8 miliardi, circa 70.000 persone a livello globale, in quasi 110 progetti in corso nel mondo, oltre 13.500 km costruiti di ferrovie e metro, 80.000 km di strade, quasi 1.000 km di ponti, 313 dighe ed impianti idroelettrici.

* È stato inaugurato il nuovo cantiere della Strada Statale Jonica, per un valore di € 980 milioni, progetto chiave per lo sviluppo della mobilità nel Sud Italia, nonché riavviati i lavori del Nodo Ferroviario di Genova, opera del valore di € 120 milioni, importante per il rilancio della Liguria.

Inoltre, nel corso del primo semestre 2020, il Gruppo ha consolidato il proprio posizionamento tra le aziende leader nella sostenibilità ricevendo dalle principali agenzie di rating che valutano le pratiche ambientali, sociali e di governance (ESG – Environmental Social Governance):
* il rating “A” da MSCI ESG Research (Morgan Stanley Capital International’s),
* il livello “Advanced” da parte di Vigeo Eiris,

a conferma della validità della strategia di sostenibilità adottata, fondata su una visione di lungo periodo e orientata alla creazione di valore condiviso per azionisti, investitori, dipendenti, clienti e comunità. La condotta responsabile è una delle leve strategiche per Webuild che, assieme al core businessfocalizzato sulla realizzazione di infrastrutture per la mobilità sostenibile, l’energia idroelettrica, l’acqua e i green buildings, pone il Gruppo in una posizione di mercato privilegiata per la propria capacità di contribuire concretamente all’avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) definiti dalle Nazioni Unite e alla lotta al climate change.


L’integrazione delle tematiche ESG nelle strategie di business del Gruppo si è arricchita, inoltre, con la recente adozione di una nuova politica di remunerazione, che lega l’erogazione di incentivazioni salariali di lungo periodo (Piano LTI 2020-2022) al raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità.

****

DATI ECONOMICI CONSOLIDATI ADJUSTED AL 30 GIUGNO 2020
I risultati del primo semestre 2020 sono stati impattati, a seguito del diffondersi della pandemia di Covid-19, dalle restrizioni istruite da clienti e governi che hanno determinato una riduzione della produzione inizialmente in Italia ed in Europa e nei mesi successivi anche in America Latina e Medio Oriente. In diversi casi le attività hanno subito alcune settimane di fermo cantiere utilizzate per adeguare i cantieri alle nuove misure richieste da autorità governative o locali, determinando di conseguenza una riduzione complessiva della produzione e della marginalità.
Alla data odierna tutte le attività, salvo alcune limitate eccezioni, sono pressoché ripartite sebbene non tutte abbiano ripreso i livelli produttivi antecedenti ai periodi di fermo cantiere. È previsto un ritorno a pieno regime di produzione nel secondo semestre 2020.

I Ricavi relativi al primo semestre 2020 sono pari a € 2.213,1 milioni rispetto ai ricavi del primo semestre 2019 pari a € 2.709,9 milioni. I principali contributi alla formazione dei ricavi del periodo sono riferibili ad alcuni grandi progetti tra cui, in particolare, quelli del Gruppo Lane, i lavori dell’Alta Velocità/Alta Capacità ferroviaria relativa alla linea Milano – Genova, le commesse attive in Etiopia, i lavori in Australia per la progettazione, costruzione e manutenzione della linea metropolitana di Perth e per la realizzazione dei lavori di ingegneria civile e elettromeccanica dell’impianto idroelettrico di Snowy 2.0., i lavori in Arabia Saudita tra cui la progettazione e la costruzione della nuova linea della metropolitana di Riyadh, nonché il progetto di realizzazione della diga di Rogun in Tagikistan.

L’EBITDA del primo semestre 2020 è pari a € 110,9 milioni (€ 238,6 milioni), mentre l’EBIT è pari a € 35,3 milioni (€ 137,8 milioni).
Negli ultimi mesi, sono state avviate discussioni con i committenti per concordare alcuni aspetti di gestione contrattuale con particolare riferimento alla definizione dei ritardi conseguenti ai fermi cantiere e alle correlate inefficienze e per avviare l’iter di riconoscimento dei costi aggiuntivi conseguenti alla situazione di crisi e ad oggi gravanti quasi per intero sul gruppo Webuild.

La gestione finanziaria evidenzia oneri finanziari netti per circa € 48,6 milioni rispetto a € 26,8 milioni del primo semestre 2019. Tale voce comprende:
– oneri finanziari per € 76,8 milioni (€ 58,0 milioni);
– risultato della gestione valutaria negativo, pari a € 14,5 milioni (positivo per € 9,0 milioni) principalmente riconducibili all’andamento delle valute dei paesi in America Latina fortemente influenzate dalla crisi sanitaria; parzialmente compensati da
– proventi finanziari per € 42,6 milioni (€ 22,2 milioni).

L’incremento degli oneri finanziari è principalmente riconducibile alla valutazione di alcuni crediti finanziari in essere al 30 giugno 2020.

La gestione delle partecipazioni ha contribuito con un risultato negativo di € 10,5 milioni (positivo per € 10,8 milioni).

Il risultato prima delle imposte è negativo e si attesta a € 23,9 milioni in diminuzione rispetto al periodo di confronto (positivo per € 121,8 milioni). Le imposte sul reddito ammontano a € 26,6 milioni (€ 47,3 milioni). Il decremento delle imposte è dovuto principalmente alla riduzione del risultato prima delle imposte e alla dinamica dei risultati delle varie società partecipate nei Paesi in cui operano.

Dalle tabelle allegate al comunicato stampa originale si apprende dunque che la perdita adjusted attribuibile ai soci della controllante è nel semestre di 48,26 milioni di euro circa a fronte di un utile nel corrispondente periodo del 2019 pari a 63,28 milioni.

****

DATI FINANZIARI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2020
La posizione finanziaria netta delle attività continuative del Gruppo al 30 giugno 2020 è negativa e pari a € 1.098,5 milioni che si confronta con € 1.103,7 milioni del 30 giugno 2019 ed € 631,4 milioni di fine 2019. La variazione rispetto al 2019 è principalmente ascrivibile all’assorbimento di cassa per far fronte all’incremento del capitale circolante avvenuta nel corso del primo semestre 2020 a seguito del diffondersi della pandemia di Covid-19 che ha generato un rallentamento della produzione e degli incassi da committenti.

L’indebitamento lordo si attesta a € 3.107,5 milioni in aumento di circa € 837,4 milioni rispetto al valore del 31 dicembre 2019 pari a € 2.270,1 milioni principalmente per effetto del pieno utilizzo delle linee Revolving Credit Facility con contestuale aumento delle disponibilità liquide presenti nella Corporate, che a 30 giugno 2020 ammontano a circa € 750 milioni.

L’indebitamento lordo, al netto del debito di Beyond S.r.l. (società costituita nel corso del 2019, nell’ambito del “Progetto Italia”) pari a circa € 149,7 milioni, si attesterebbe a € 2.957,8 milioni.

Il rapporto Posizione Finanziaria netta/Patrimonio netto (basato sulla posizione finanziaria netta delle attività continuative) al 30 giugno 2020, su base consolidata, è pari a 0,78. ****

NUOVI ORDINI E PIPELINE COMMERCIALE
Il portafoglio ordini totale risulta pari a € 33,9 miliardi, di cui € 27,4 miliardi relativi alle costruzioni e € 6,3 miliardi alle concessioni. Il totale dei nuovi ordini acquisiti ed in corso di finalizzazione da inizio anno ammonta a circa € 1,9 miliardi. In aggiunta, Webuild risulta come miglior offerente per addizionali € 0,2 miliardi di gare. Nel primo semestre 2020 l’attività commerciale del Gruppo, nonostante il rallentamento del settore dovuto al diffondersi del Covid-19, ha segnato un sostanziale incremento dei volumi di offerte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nei primi mesi dell’anno si è assistito ad un costante slittamento in avanti delle date di gara fino ad un totale ad oggi di ca. € 10 miliardi di opportunità uscite dall’anno in corso e spostate al 2021 (prevalentemente in Europa e Stati Uniti).

Per quanto riguarda il presidio delle geografie, i volumi di offerta sono risultati concentrati in Europa, Asia Pacific e Stati Uniti. Certamente importante è stata la performance in Australia dove l’importo delle gare a cui si è partecipato risulta, nel solo primo semestre dell’anno, già il doppio dell’intero valore del 2019. Questo dovuto anche al fatto che nel paese non si sono registrati grossi effetti dovuti alla pandemia in termini di opportunità di business. A causa del diffuso ritardo o blocco nelle aggiudicazioni di progetti da parte di molti clienti dovuto alla pandemia Covid-19, è cresciuto anche il numero e valore dei contratti ancora in attesa di aggiudicazione (“Awaiting outcomes”) pari ad oltre € 11 miliardi.

Sono proseguite inoltre le attività per avviare i lavori per la realizzazione della linea ad alta velocità DallasHouston in Texas. A maggio del 2020, la tredicesima Corte d’appello del Texas si è pronunciata a favore di Texas Central, società di sviluppo del treno ad alta velocità, sancendone lo status di ferrovia operativa e il suo diritto di esproprio dei terreni lungo il percorso ferroviario e quello di accesso alle proprietà per svolgere le indagini relative alla progettazione dell’opera, lunga 379 chilometri.

Inoltre,sempre nello stesso mese è stata pubblicata la dichiarazione di impatto ambientale sul progetto, un passo fondamentale per il completamento dell’iter autorizzativo.

La pipeline complessiva delle attività commerciali del Gruppo è di circa € 39,6 miliardi.

****

OUTLOOK 2020
Gli impatti straordinari legati alla pandemia Covid-19 hanno iniziato ad aver effetti indiretti sulla produzione dei cantieri operativi del Gruppo nei primi mesi dell’anno in Italia ed in Europa, e nei mesi successivi in America Latina e Medio Oriente.

Rimangono confermati i driver di crescita di medio-lungo periodo che si fondano sui seguenti pilastri strategici:

* Progetto Italia: completamento dell’operazione Astaldi con acquisizione del controllo entro la fine del 2020;

* Diversificazione geografica: incremento della presenza del Gruppo in aree geografiche chiave, come Italia, Nord America e Australia e crescita in nuove aree ad alto potenziale, come l’Europa e i paesi nordici;

* Focus Settoriale: sui progetti infrastrutturali complessi dove il Gruppo ha la maggiore expertise quali Sustainable Mobility, Clean Hydro Energy and Clean Water;

* Proseguire il processo di razionalizzazione dei costi: ottimizzazione dei costi di struttura e dei progetti con una maggiore efficienza operativa e sinergie di costo dalle integrazioni.

Per la seconda parte del 2020 è ragionevole prevedere:

* Book to bill medio del Gruppo pari ad una volta i ricavi dell’anno (1x);

* Il completamento dell’acquisizione di Astaldi che è atteso rafforzare i risultati patrimoniali, economico e finanziari di fine anno;

* Posizione finanziaria netta in miglioramento.

Gli obiettivi, fissati in un momento di grande incertezza potranno, essere suscettibili a cambiamenti legati all’andamento imprevedibile di un ulteriore possibile sviluppo della pandemia Covid-19.

Infine, importante sottolineare gli effetti finanziari derivanti dall’articolo 207 del Decreto-Legge n. 34/2020 (Cosiddetto “Decreto rilancio”) convertito con modificazioni dalla Legge n. 77 del 17 luglio 2020, approvata dal Parlamento italiano, che consente l’ottenimento di anticipazioni contrattuali fino al 30%, nei limiti e compatibilmente con le risorse annuali stanziate per ogni singolo intervento anche in favore di appaltatori che hanno già usufruito di anticipazioni contrattualmente previste o che abbiano già iniziato a fornire la prestazione senza ricevere anticipo.

Il Gruppo, non appena il contesto esterno si normalizzerà, presenterà un Piano Industriale triennale.

(GD – www.ftaonline.com)

Argomenti: