Wall Street limita le perdite grazie a Morgan Stanley e Walgreens, S&P 500 -0,15%

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La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ribasso penalizzata dall’impennata globale di contagi da Covid-19 e dalle nuove misure restrittive. Il Dow Jones ha perso lo 0,07%, l’S&P 500 lo 0,15% e il Nasdaq Composite lo 0,47%.
All’andamento negativo hanno contribuito anche le dichiarazioni di mercoledì del ministro del Tesoro Steven Mnuchin che giudica poco probabile un accordo sui nuovi piani di stimolo prima delle elezioni presidenziali del prossimo 3 novembre, e l’inattesa crescita delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione.
Wall Street ha recuperato terreno nella seconda parte della seduta grazie ai brillanti risultati trimestrali di Morgan Stanley (titolo +1,34%) e Walgreens. La banca d’affari ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 2,717 miliardi di dollari, in crescita del 25% rispetto al terzo trimestre 2019. L’utile per azione si è attestato a 1,66 dollari, ampiamente superiore alle attese degli analisti (consensus 1,28 dollari).
Tra gli altri titoli in evidenza Alcoa Corporation -5,42%. Il produttore di alluminio ha comunicato risultati relativi al terzo trimestre segnati da perdite nette ridotte da 221 milioni, pari a 1,19 dollari per azione, a 49 milioni, e 26 centesimi. Su base rettificata il rosso si è attestato a 1,19 dollari contro gli 1,38 dollari attesi dagli analisti. Nei tre mesi i ricavi sono calati da 2,57 a 2,37 miliardi di dollari, contro i 2,23 miliardi del consensus. A deprimere il titolo è stato però un debole outlook sulle consegne per il quarto trimestre.
Walgreens Boots Alliance +4,82%. Il distributore farmaceutico ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre fiscale l’utile per azione adjusted si è attestato a 1,02 dollari su ricavi per 34,7 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,96 dollari su ricavi per 34,4 miliardi.


United Airlines Holdings -3,82%. La compagnia aerea ha comunicato risultati relativi al terzo trimestre segnati da un rosso di 1,8 miliardi, pari a 6,33 dollari per azione, contro profitti netti per 1,0 miliardi, e 3,99 dollari, del pari periodo del 2019. Su base rettificata la perdita è pari a 8,16 dollari per azione, contro i 7,53 dollari del consensus di FactSet. Nei tre mesi i ricavi sono crollati del 78% annuo (84% per quelli generati dal traffico passeggeri) a 2,49 miliardi di dollari, contro i 2,50 miliardi stimati dagli analisti.
Sul fronte macroeconomico le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 9 ottobre si sono attestate a 898 mila unità, superiori alle attese (825 mila unità) e al dato della settimana precedente (845 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 2 ottobre) si attesta a 10,018 milioni, inferiore a 11,183 milioni della rilevazione precedente (attese 10,700 milioni).
I prezzi alle importazioni nel mese di settembre sono aumentati dello 0,3% su base mensile dopo l’incremento dell’1% della rilevazione precedente, rivisto da +0,9%. Le attese degli analisti erano per un incremento dei prezzi dello 0,3% su base mensile. Rispetto all’anno precedente si è rilevata una flessione pari all’1,1% dal -1,4% del periodo settembre 2018-2019. I prezzi delle esportazioni sono aumentati dello 0,6%, dopo l’incremento dello 0,5% rilevato ad agosto. Rispetto a un anno fa i prezzi delle esportazioni sono diminuiti dell’1,8% dopo essere scesi del 2,8% nel periodo settembre 2018-2019.
La Fed di Philadelphia poco fa ha pubblicato l’indice relativo all’attività manifatturiera nel proprio distretto di competenza. A ottobre il dato si è attestato a 32,3 punti, in forte progresso dai 15 di settembre e molto migliore delle attese degli analisti fissate a 14 punti.
L’indice Empire State Manufacturing di New York che misura l’andamento delle attività manifatturiero dell’omonimo stato a ottobre è sceso a 10,5 punti, dai 17 punti della rilevazione di settembre e a fronte di attese degli operatori poste a 15 punti.

(RV – www.ftaonline.com)

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