Wall Street apre in rialzo

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La Borsa di New York ha aperto la seduta in rialzo sulle aspettative di ulteriori misure a sostegno dell’economia dopo l’aumento record delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Il Dow Jones guadagna l’1,5%, l’S&P 500 l’1,6% e il Nasdaq Composite l’1,2%.
Tra i titoli in evidenza Micron Technology +4%. Il produttore di chip ha presentato risultati relativi al secondo trimestre del suo esercizio, segnati dal crollo dei profitti netti da 1,62 miliardi, pari a 1,42 dollari per azione, a 405 milioni, e 36 centesimi. Su base rettificata l’eps si è attestato a 45 centesimi a fronte di ricavi in declino del 17,8% annuo a 4,80 miliardi. Il consensus di FactSet era invece per 37 centesimi e 4,69 miliardi rispettivamente. Micron ha notato come l’epidemia di coronavirus, che costringe milioni di persone a rimanere isolate a casa, stia spingendo la domanda di pc e quindi di chip.
Expedia -1%. Goldman Sachs ha tagliato il rating sul titolo dell’agenzia di viaggi online a “sell” da “neutral”.
Signet Jewelers +25%. Il gruppo dei gioielli ha annunciato una trimestrale superiore alle attese.
H.B. Fuller +2,5%. Il produttore di adesivi ha comunicato risultati relativi al primo trimestre del suo esercizio segnati da profitti netti in calo da 12,2 milioni di dollari, pari a 24 centesimi per azione, a 9,9 milioni, e 19 centesimi. Su base rettificata l’eps è rimasto invariato a 34 centesimi, a fronte di ricavi in declino da 672,9 a 646,6 milioni di dollari. Il consensus di FactSet era invece per 33 centesimi e 649,7 milioni rispettivamente.
Sul fronte macroeconomico le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 21 marzo si sono attestate a 3,283 milioni unità, superiori alle attese (1,648 milioni unità) e al dato della settimana precedente (282 mila unità).

Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione (calcolato al 14 marzo) si attesta a 1,803 milioni, superiore ai 1,702 milioni della rilevazione precedente. Il Bureau of Economic Analysis ha confermato un incremento del Pil del quarto trimestre 2019 del 2,1%, pari alle attese, e alla lettura del terzo trimestre. L’indice dei prezzi al consumo del PIL, che misura il cambiamento di prezzo di tutti i beni e servizi inseriti nel PIL e rappresenta una misura chiave dell’inflazione, è cresciuto del +1,4% t/t (dato annualizzato), a fronte di un incremento del 1,5% nel terzo trimestre.La stima del PIL pubblicata oggi si basa su dati di fonte più completi di quelli disponibili per la “seconda” stima pubblicata il mese scorso. Nella seconda stima, anche l’incremento del PIL reale è stato del 2,1%. Nella terza stima, una revisione al rialzo delle spese per consumi personali (PCE) è stata ampiamente compensata da revisioni al ribasso della spesa del governo federale e degli investimenti fissi non residenziali
A febbraio le scorte all’ingrosso (preliminare) hanno fatto segnare una flessione dello 0,5% superiore alle attese, fissate al -0,2%. Nel mese di gennaio le scorte erano diminuite dello 0,4%.
Nel mese di febbraio la bilancia commerciale di beni (stima preliminare) ha segnato un deficit pari a 59,9 miliardi di dollari, in contrazione rispetto al disavanzo di 65,9 mld del mese precedente risultando superiore alle attese fissate su un deficit di 64,5 mld. Le esportazioni sono cresciute di 0,7 miliardi di dollari a 136,5 miliardi e le importazioni sono diminuite di 5,3 miliardi di dollari rispetto al mese precedente, a 196,4 miliardi.

(RV – www.ftaonline.com)

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