UniCredit: con incentivi Tesoro acquisizione MPS più vicina

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UniCredit (-0,8% a 8,44 euro) potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di acquisire Banca MPS (+1%). Lo scrive MF evidenziando il fatto che il CEO Jean Pierre Mustier sembra tentato di approfittare delle proposte del Tesoro, primo azionista di Rocca Salimbeni con il 68%. Ricordiamo che a inizio settimana Reuters ha riferito che secondo fonti vicine alla situazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze sta iniziando a pensare allo scorporo dei rischi legali in capo a MPS. Si ipotizza il trasferimento dei rischi a un soggetto statale (quindi una sorta di nazionalizzazione) unitamente agli accantonamenti attualmente appostati in bilancio a copertura dei rischi stessi. Ricordiamo che le richieste danni verso la banca senese ammontano a circa 10 miliardi di euro con accantonamenti pari a circa 1,2 miliardi.

Oltre a questo resta d’attualità l’ipotesi di un nuovo aumento di capitale da circa 1,5 miliardi di euro. Ricordiamo infine le indiscrezioni della scorsa settimana sulla possibilità di computare a capitale le DTA (imposte differite) fuori bilancio trasformandole in crediti fiscali (che per MPS sono pari a 3,7 miliardi). Tutte queste ipotesi avrebbero un unico scopo: rendere MPS appetibile per un compratore (UniCredit in primis) e permettere quindi al MEF di uscire dal capitale della banca senese entro fine 2021, come concordato con le autorità UE in occasione della ricapitalizzazione del 2017 classificata come aiuto di Stato temporaneo.

L’analisi del grafico di UniCredit mette in evidenza il rimbalzo partito a fine ottobre dopo il test del minimo pluriennale di maggio a 6,0120 euro. Le quotazioni si sono portate a ridosso degli ostacoli a 8,50-8,60, prospettando la possibilità di un attacco ai massimi allineati di giugno e luglio a 9,35-9,40.

Una vittoria su questi ultimi riferimenti determinerebbe il completamento del potenziale doppio minimo in formazione da maggio, una figura rialzista che potrebbe proiettare il titolo verso 11,20, 12,00 e infine sui massimi di febbraio a 14,40 circa. Segnali di debolezza sotto 7,60, prologo a un approfondimento verso 7,10-7,20 almeno.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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