TIP: risultato consolidato pro forma negativo per 26,7 milioni nel primo semestre

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Il Consiglio di Amministrazione di Tamburi Investment Partners S.p.A. (“TIP” – tip.mi), investment/merchant bank indipendente e diversificata quotata al segmento Star di Borsa Italiana S.p.A., riunitosi il 10 settembre 2020, ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2020 e i risultati al 31 marzo.

RISULTATI AL 30 GIUGNO 2020
A causa, principalmente, di una svalutazione di ulteriori circa 17,7 milioni dovuta all’andamento in borsa del titolo Hugo Boss e di circa 2 milioni per il titolo Fagerhult, ma anche del recepimento dei risultati negativi per 17,3 milioni di alcune collegate, essenzialmente Alpitour e OVS, TlP presenta il peggior rendiconto pro forma (cioè quello che segue i criteri più logici per la nostra attività) della propria storia. I primi però sono semplici adeguamenti a corsi borsistici e tutti sappiamo cosa sia successo sulle borse nei mesi scorsi. I secondi riflettono un andamento economico, ma che va riferito – auspicabilmente – ad un periodo circoscritto. La realtà industriale, come sanno tutti coloro che conoscono TIP, è ben diversa. Le partecipate principali sono tutte società leader nei rispettivi settori, poco indebitate e pertanto a nostro avviso in grado di fronteggiare anche la crisiCovid da posizioni di forza. Tra l’altro anche i mercati azionari, dopo il 30 giugno, sono sensibilmente migliorati. Quello che nessuno sa è cosa succederà nei prossimi mesi. I media continuano a diffondere informazioni distorcenti sulla pandemia, ingigantendo i dati sui contagi ma quasi sempre ignorando sia che gli effetti del virus sulla salute si stanno notevolmente attenuando, sia il fatto che le precauzioni ed i protocolli adottati in tutto il mondo stanno limitando di molto la letalità. Non passa giorno che non ci siano annunci su vaccini in arrivo, in test, pronti e talvolta anche già con primi effetti positivi, ma questo al momento non diminuisce la paura della gente.

Come già sperimentato più volte nella storia, nei periodi di oggettiva decadenza come l’attuale, la gente ha voglia, sembra quasi aver bisogno, di aver paura. E ciò continua a generare scarsi consumi, bassi investimenti e pertanto effetti negativi sull’economia. Le città continuano ad essere vuote, i negozi deserti, il ridicolo dibattito sulle scuole cui si sta assistendo anche in Italia dimostra da una parte l’incapacità della classe politica di saper imporre una linea, dall’altra dà voce a frange di opinionisti più inclini a continuare a drammatizzare ed anche a proporre altre illogiche frenate all’attività economica che a suggerire gestioni corrette – seppur prudenti – dei rapporti con i cittadini. Di certo i focolai e i contagi all’interno delle imprese sono stati limitatissimi. Se poi effettivamente le conseguenze del virus sono quelle osservate nelle ultime settimane la luce in fondo al tunnel sembra già evidente. A chi la vuol vedere. Per cui il nostro auspicio è che l’economia continui il recupero già palesatosi in giugno, che le aziende consolidino le proprie posizioni e che piano piano si riconquisti una “quasi” normalità. Conforta il fatto che Conte e Macron abbiano annunciato che faranno di tutto per evitare nuovi lockdown. Va perciò capito – e qui tutti siamo al buio – come sarà la nuova configurazione della società con uno smart working che oggettivamente cambierà molto delle abitudini di tutti, con una propensione alle spese che nessuno è in grado di prevedere, con dei sicuri shift di attenzione e di priorità da parte di molti. In questi mesi TIP è stata comunque costantemente in contatto con i responsabili delle partecipate, sia al fine di monitorare le possibili conseguenze dell’epidemia sulle stesse, sia per supportare azioni orientate, oltre a garantire sicurezza e salute, a preparare il terreno per le nuove sfide. In questo contesto TIP ha purtroppo terminato il primo semestre 2020 con un risultato negativo pro forma di 26,7 milioni, rispetto ad un utile pro forma di 42 milioni al 30 giugno 2019.
Il conto economico redatto secondo l’IFRS 9 chiude il semestre con circa 15 milioni di perdita. Il patrimonio netto consolidato al 30 giugno era di circa 835 milioni, dopo aver distribuito dividendi per 14,3 milioni, effettuato acquisti di azioni proprie per oltre 27 milioni e beneficiato dell’esercizio dei warrant per circa 67 milioni, rispetto ai circa 782,7 del 30 giugno 2019 ed ai 902,5 milioni del 31 dicembre 2019. Resta pertanto solidissimo. Il risultato pro forma del periodo ha beneficiato di plusvalenze di circa 7,7 milioni realizzate sul disinvestimento della quota in Ferrari. La quota di risultato delle partecipazioni collegate, riassumibile in una perdita di 19,3 milioni, è stata influenzata dai risultati di Alpitour e OVS, cioè le società che hanno maggiormente subito l’impatto del lock-down. A tali perdite hanno fatto fronte i buoni risultati di altre società, in particolare Interpump e BE. I dividendi incassati nel periodo sono stati di 3,4 milioni, in diminuzione rispetto ai 5,5 milioni del primo semestre 2019. I ricavi per attività di advisory nel periodo sono stati di circa 2,6 milioni di euro rispetto a circa 5,3 milioni nel primo semestre 2019, mentre i costi operativi hanno avuto nel periodo un andamento in linea con quello del primo semestre 2019; gli oneri per gli amministratori esecutivi sono invece diminuiti in modo molto sostanziale in quanto correlati alle performance pro forma della società. Nel corso dei primi sei mesi del 2020 è stato completato l’impiego delle liquidità rivenienti dall’introito del bond emesso a dicembre. Come sempre si è proceduto ad effettuate anche investimenti di “copertura”, data la notevole mole di asset in portafoglio. Ciò ha consentito di beneficiare dei cali borsistici nei primi mesi dell’anno con la realizzazione di plusvalenze per oltre 5 milioni. Gli interessi attivi, le variazioni di fair value e le differenze cambio sono ammontati a circa 6,4 milioni. Gli interessi passivi e gli altri oneri finanziari hanno inciso per oltre 9 milioni. Sono inoltre proseguiti gli acquisti di azioni proprie per oltre 27 milioni, di azioni Prysmian, per circa 23,7 milioni, OVS per circa 2,2 milioni e FCA, per circa 17,8 milioni.
In marzo tutte le azioni Prysmian detenute da TIP sono state cedute alla controllata Clubtre. La posizione finanziaria netta consolidata del Gruppo TIP al 30 giugno 2020 era negativa per circa 316 milioni di euro, rispetto ai circa 300 milioni al 31 dicembre 2019. Nel 2020 il prezzo delle azioni TIP ha subito, anche se in misura meno marcata di molti altri titoli, il calo causato dalle conseguenze del virus, anche se permane sorprendentemente depresso. Il consueto grafico del titolo TIP al 4 settembre 2020 evidenzia, sul quinquennio trascorso, una buona performance del titolo, +72,9%; il total return per i soci di TIP nei cinque anni – rispetto a tale data – è stato del 79,7%, con una media annua del 15,9%.

EVENTI RILEVANTI SUCCESSIVI AL 30 GIUGNO 2020
Nel mese di luglio 2020 TIP ha sottoscritto un aumento di capitale di ITH S.p.A., la controllante di SESA S.p.A., incrementando la propria quota di partecipazione in ITH dal 14,95% al 20,64%. L’operazione è finalizzata a rafforzare ulteriormente la partnership tra TIP ed i soci di controllo di SESA per procedere nel processo di progressive aggregazioni, finalizzate ad un’ulteriore crescita delle proprie quote di mercato in Italia ed alla graduale penetrazione in Europa. E’ proseguito l’acquisto di azioni proprie con un ulteriore buy back – al 31 agosto – per 5,2 milioni ed in data odierna è stato deliberato il mandato a terzi – sempre con modalità interamente delegata – per proseguire negli acquisti fino ad ulteriori 20 milioni di azioni. Nel mese di luglio è stato inoltre rinnovato il margin loan di Clubtre per 100 milioni con scadenza nel mese di luglio 2023. In data 10 settembre TIP ha annunciato il varo di una nuova iniziativa, denominata progetto ITACA EQUITY, che mira a colmare un rilevante spazio a nostro avviso esistente nell’ambito dell’equity dedicato alle aziende distressed, ai turnaround e alle cosiddette special situations. La peculiarità principale dell’operazione sta nell’aver individuato tre partner di altissimo livello in questo specifico segmento: Sergio Iasi, Angelo Catapano e Massimo Lucchini che deterranno il 60% del capitale di una società specializzata nel promuovere – ma anche di effettuare direttamente, con mezzi propri adeguati – investimenti in capitale di rischio in aziende che attraversino periodi di difficoltà finanziarie e di necessità di riorientamento sia strategico che organizzativo. TIP acquisirà il residuo 40% ma più che altro consentirà ai family office che tradizionalmente hanno partecipato ai club deal promossi da TIP (da Interpump a Datalogic, da Moncler a Eataly, da Prysmian a Betaclub e a Roche Bobois, per finire ai “club dei club” come TIPO ed ASSET ITALIA) di valutare se prender parte anche a questo progetto, analizzarne le proposte concrete e se del caso investire in ogni singola operazione, secondo lo schema societario già collaudato con Asset Italia. Si ritiene che l’iniziativa – per l’Italia un unicum di competenze professionali ed esperienze di investimento – possa mobilitare adesioni per numerose centinaia di milioni. TIP, a seconda delle adesioni che perverranno dai family office che aderiranno, ha previsto di dedicare a questo progetto tra i 50 ed i 100 milioni.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Dal punto di vista del conto economico 2020 l’auspicio principale è che con il 30 giugno sia terminata la falcidia sia in termini di svalutazioni necessarie in funzione dei corsi di borsa di alcuni titoli, sia il recepimento di perdite e che pertanto il secondo semestre possa riportare quella positività che ha sempre caratterizzato i bilanci di TIP. Più in generale, in un contesto ancora incerto, del quale devono ancora chiarirsi le conseguenze, TIP è soddisfatta del portafoglio partecipazioni che ha e pertanto mantiene, come massima priorità, la volontà di continuare ad investire sulle partecipate stesse in ottica di ulteriore rafforzamento strategico. Il progetto ITACA servirà a penetrare il segmento delle situazioni problematiche, completando la gamma di offerte al mercato italiano dei capitali in un momento nel quale c’è bisogno come non mai di dare certezza ad imprese promettenti e ad imprenditori vogliosi di uscire dalle crisi più forti di prima. Inoltre è sempre viva l’analisi di dossier di nuove operazioni sul segmento tipico dell’attività di TIP e di Asset Italia in modo tale da poter essere pronti – viste anche le ingenti liquidità a disposizione – con nuove operazioni quando qualche spiraglio sulla attendibilità dei budget ci convincerà.

(RV – www.ftaonline.com)

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