Settimana “inside” per il Ftse Mib

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Settimana “inside” per il Ftse Mib. L’indice Ftse Mib ha oscillato nell’ultima settimana tra i 16674 e i 17613 punti, rimanendo all’interno dell’intervallo disegnato nella precedente tra i 16551 e i 17678 punti. di norma questo comportamento, di non uscire dal range stabilito nell’unita’ temporale precedente, e’ tipico delle situazioni di incertezza o di attesa, in sostanza quando il mercato cerca spunti sulla direzione da seguire.

La situazione economica globale resta difficile, la Cina per la prima volta dopo decenni non ha fissato un target di crescita per l’anno in corso (forse per evitare di darne uno troppo basso), negli Stati Uniti i disoccupati sono saliti ai livelli massimi dalla Grande Depressione, a circa 39 milioni (ma in Cina nelle aree urbane sarebbero secondo Fitch 130 milioni), in Europa si e’ trovato un accordo sui 500 miliardi di euro del cosiddetto “Recovery fund” ma in molti ritengono che questa cifra sia insufficiente per contrastare gli effetti della crisi, tuttavia i mercati guardano avanti e sembrano convinti che la ripresa possa avere una velocita’ simile a quella che ha avuto la fase di contrazione, il famoso, e sperato, rimbalzo a “V”.

A sostenere le speranze delle borse c’e’ anche il tema del vaccino, proprio venerdi’ Anthony Fauci ha fatto dei commenti positivi su quello che sta sviluppando Moderna, ritenuto “quite promising”, molto promettente, in misura superiore a quanto sperato in precedenza.

E’ evidente che in questo momento il timore di danni se non irreparabili almeno duraturi all’economia globale, e di conseguenza anche a quelle locali, e’ in qualche modo bilanciato da una speranza, anche se per il momento con poche evidenze, che gia’ nei prossimi mesi si possano vedere dei miglioramenti, con le borse che hanno quindi assunto un andamento laterale (a parte alcuni panieri, quello del Nasdaq in primis, sostenuti dalle performance stellari di alcuni giganti high tech) in attesa di capire quale dei due scenari acquistera’ maggiore credibilita’.

Da un punto di vista grafico e’ difficile anticipare la direzione di uscita da questa fase di stasi: l’ultimo segnale inviato dal Ftse Mib e’ stato di debolezza, la violazione il 4 maggio della linea crescente disegnata dai minimi di marzo, ma la mancata accelerazione successiva al taglio al ribasso del supporto rende meno preoccupante la sua comparsa.

Discese fino in area 16380/400 potrebbero dimostrarsi ininfluenti per il mantenimento della speranza di una nuova fase di ascesa, sotto i 16380 punti diverrebbe invece probabile la ricopertura del gap del 24 marzo con base a 15789, ultimo supporto prima del ritorno sui minimi di marzo a 14153 punti.

Sopra 17600 invece atteso il test del massimo del 30 aprile, posto a 18303 punti, poi di area 18460, dove si colloca il 38,2% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del ribasso dal top di febbraio. Resistenza successiva a 19820, 50% di ritracciamento, livello rilevante anche in ottica di medio periodo.

(AM – www.ftaonline.com)

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