Seduta da dimenticare a Piazza Affari. Il Covid-19 pesa sugli indici, Ftse Mib -2,77%

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Piazza Affari in forte calo al termine della seduta odierna con i principali indici che sono riusciti ad alleviare parzialmente le perdite proprio nel finale. Il FTSE MIB segna -2,77%, il FTSE Italia All-Share -2,75%, il FTSE Italia Mid Cap -2,38%, il FTSE Italia STAR -1,73%.
BTP e spread in netto peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,70% (chiusura precedente a 0,64%), lo spread sul Bund 129 bp (da 121) (dati MTS).
Dopo due ore dall’apertura di Wall Street i principali indici sono in rosso: S&P 500 -0,67%, NASDAQ 100 -0,98%, Dow Jones Industrial -0,48%.
Mercati azionari in grande difficoltà a causa dell’impennata globale di contagi da COVID-19 e delle nuove misure restrittive in arrivo in alcuni Paesi europei. Sui mercati pesano anche le dichiarazioni di Steven Mnuchin: lo U.S. Secretary of Treasury (il ministro del Tesoro USA) ha detto infatti che è improbabile che un accordo su nuovi piani di stimolo venga raggiunto prima delle elezioni presidenziali del 3 novembre prossimo.
Il dato sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione in Usa nella settimana terminata il 9 ottobre ha mostrato un incremento a 898 mila unità, superiori alle attese (825 mila unità) e al dato della settimana precedente (845 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 2 ottobre) si attesta a 10,018 milioni, inferiore a 11,183 milioni della rilevazione precedente (attese 10,700 milioni).
La Fed di Philadelphia ha invece pubblicato l’indice relativo all’attività manifatturiera nel proprio distretto di competenza. A ottobre il dato si è attestato a 32,3 punti, in forte progresso dai 15 di settembre e molto migliore delle attese degli analisti fissate a 14 punti.
A Milano sotto pressione gli industriali: Pirelli -4,32%, CNH Industrial -2,16%, Buzzi Unicem -3,44%, Leonardo -3,99%.

I titoli del comparto si confermano particolarmente sensibili alle notizie riguardanti le prospettive di crescita dell’economia mondiale (COVID-19 e stimoli USA).
Male i bancari: Intesa Sanpaolo -4,93%, Mediobanca -3,95%, UniCredit -3,28%. Lo spettro di un possibile nuovo lockdown peggiora le prospettive per l’economia italiana, con conseguenti effetti negativi facilmente prevedibili per quanto riguarda la qualità del credito delle banche. Resiste Banco BPM -0,03% grazie alle indiscrezioni di stampa secondo cui si stanno intensificando i contatti con Credit Agricole in vista di una possibile integrazione BPM-Credit Agricole Italia.
La flessione di borsa e BTP penalizza il risparmio gestito: Poste Italiane -5,0%, Azimut -3,69%, Banca Mediolanum -2,24%, Banca Generali -2,7%.
DiaSorin -1,2% riesce a limitare i danni confermando la solidità del rally partito a inizio settembre. Il recupero del titolo è coinciso con la seconda ondata di contagi da COVID-19: la cosa non sorprende in quanto DiaSorin è attiva nella produzione di test per il virus.
Forti vendite anche su MARR -4,33%. Il gruppo leader in Italia nella distribuzione specializzata di prodotti alimentari alla ristorazione extra domestica potrebbe essere tra i più penalizzati in caso di un nuovo lockdown: il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, commentando le parole del virologo Andrea Crisanti (misure restrittive saranno inevitabili a Natale) non ha escluso l’ipotesi, asserendo che gli ultimi provvedimenti sono tesi a scongiurare un nuovo lockdown ma molto dipenderà dal comportamento dei cittadini.

(AC – www.ftaonline.com)

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