Piazza Affari tonica, focus sui bancari. FTSE MIB +1,92%

di , pubblicato il

Piazza Affari tonica, focus sui bancari. FTSE MIB +1,92%.

Mercati azionari europei brillanti. Wall Street in progresso: subito dopo la chiusura delle borse europee S&P 500 +1,3%, NASDAQ Composite +1,9%, Dow Jones Industrial +1,0%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,92% (performance settimanale +0,79%), il FTSE Italia All-Share a +1,87%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,86%, il FTSE Italia STAR a +1,49%.

Euro sotto il massimo dal 18 agosto contro dollaro a 1,0112 toccato in mattinata. EUR/USD al momento quota 1,0040 circa.

BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 4,01% (chiusura precedente a 3,92%), lo spread sul Bund 231 bp (227) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA le scorte all’ingrosso finali relative al mese di luglio hanno fatto segnare una crescita dello 0,6% m/m, sotto il +0,8% del consensus e il +1,8% di giugno.

Ancora tonici i bancari dopo il rally di ieri in scia alla decisione della BCE di incrementare i tassi ufficiali di ben 75 bp, un rialzo di entità mai vista prima.

Lo scenario di crescita dei tassi è positivo per le banche in quanto consente loro di beneficiare dell’ampliamento dello spread tra tassi attivi e passivi e quindi di incrementare il margine d’interesse. Inoltre secondo indiscrezioni sono state avviate le trattative tra governo e Commissione Europea per il rinnovo del GACS, il sistema di garanzie statali per le cartolarizzazioni di crediti deteriorati. L’indice FTSE Italia Banche ha chiuso a +3,84%. Intesa Sanpaolo +5,33%, Unicredit +1,77%, Banco BPM +3,18%, BPER Banca +3,10%.

Molto bene FinecoBank +5,02% grazie anche ai dati della raccolta di agosto che si è attestata a 343 milioni di euro, confermando la solidità del percorso di crescita della Banca anche in un mese storicamente caratterizzato dalla stagionalità estiva e da un netto aumento delle imposte pagate dalla clientela rispetto allo scorso anno.

Petroliferi in recupero grazie al rimbalzo del greggio: il barile risale la china dai minimi da gennaio toccati ieri. Il future novembre sul Brent segna 91,80 $/barile (da 87,25), il future ottobre sul WTI segna 86,05 $/barile (da 81,20). Bene Eni +0,86% e Saipem +1,17% ma la performance migliore è di Tenaris +4,98%. Il titolo sembra approfittare delle prospettive di incremento dei siti produttivi in Paesi che si candidano a sostituire la Russi come fornitore di greggio all’Europa. É il caso della Guyana che da inizio anno ha portato al 49% del totale le esportazioni verso l’Europa, contro il 16% del 2021. Secondo Reuters a breve la Guyana annuncerà una gara per nuovi campi offshore di gas e petrolio. Notizie positive per Tenaris che è attiva nella produzione di tubi per oleodotti e gasdotti.

A2A, +4,91% a 1,1215 euro, in forte rialzo all’indomani del Focus Infrastructure & Energy all’interno della Italian Sustainability Week organizzata da Borsa Italiana. Le indicazioni offerte dal management di A2A sono state confortanti sia per quanto riguarda i margini nel secondo semestre sia per l’andamento dei ricavi dalla base clienti (non prevede un peggioramento del delinquency rate). Equita conferma la raccomandazione buy e il target a 1,83 euro anche alla luce della marcata sottoperformance rispetto al settore da inizio anno (-38% contro -23%).

Telecom Italia, +2,82% a 0,1970 euro, rimbalza dal minimo storico a 0,1900 euro toccato ieri in scia alle indiscrezioni sulle divergenze tra gli azionisti Vivendi e CDP sulla valutazione di NetCo, la divisione da integrare con Open Fiber per creare la rete unica. I francesi si basano sui calcoli dell’advisor Rothschild pari a 31 miliardi di euro, mentre CDP sembra intenzionata a fare un’offerta (a fine settembre o inizio ottobre) di circa 20. Intanto sembra pronto a partire il processo di selezione del partner di minoranza di TIM Enterprise (attività commerciali nel mercato Enterprise, digital companies Noovle, Olivetti e Telsy e asset relativi ai data center).

Forte ribasso per Piovan -4,60% dopo i risultati in chiaroscuro del primo semestre: i ricavi si sono attestati a 238,1 milioni di euro, +63,1% a/a (+4,4% a parità di perimetro). L’EBITDA è salito 14,8% a 26,7 milioni (ma -6,1% a parità di perimetro). Il risultato netto si è attestato a 15,2 milioni contro i 14,4 del primo semestre 2021.

Tinexta -1,96% inverte la rotta e precipita in territorio negativo. Il titolo aveva iniziato la seduta in modo positivo dopo che Il Sole 24 Ore ha scritto dell’avvio di contatti preliminari con Dedagroup per un’eventuale aggregazione. Dedagroup è attiva nel settore software e sta valutando tra le opzioni anche quella della quotazione in Borsa.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

Argomenti: , , , , , , , , , , , ,