Piazza Affari sui minimi da ottobre, sale lo spread: rischio rallentamento globale per coronavirus. FTSE MIB -3,58%

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Piazza Affari sui minimi da ottobre, sale lo spread: rischio rallentamento globale per coronavirus. FTSE MIB -3,58%.

Mercati azionari europei in forte ribasso. Wall Street negativa: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -2,4%, NASDAQ Composite -1,6%, Dow Jones Industrial -2,8%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -3,58%, il FTSE Italia All-Share a -3,47%, il FTSE Italia Mid Cap a -2,83%, il FTSE Italia STAR a -2,06%.

Borse in crisi con l’espansione del coronavirus nel mondo e il rischio che questo possa provocare una recessione globale. Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che il virus ha un potenziale pandemico: niente panico ma i governi devono avviare azioni per prevenire l’infezione.

BTP in netta flessione, lo spread balza in avanti. Il rendimento del decennale segna 1,13% (ma in mattinata ha toccato l’1,20%, chiusura precedente a 1,08%), lo spread sul Bund segna 174 bp (in mattinata ha toccato i 180, chiusura precedente a 163) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: indice fiducia consumatori Univ. Michigan in febbraio a 101 punti da 99,8 (atteso 100,9); indice PMI Chicago (manifatturiero) febbraio a 49 punti da 42,9 (atteso 45,9 punti); indice core dei prezzi al consumo PCE gennaio +0,1% m/m da +0,2% m/m, (atteso +0,2%); spese personali gennaio +0,2% m/m da +0,4% R (atteso +0,3%). In Germania: variazione n° disoccupati febbraio -10.000 unità da -4.000 unità (atteso +3.000 unità); inflazione preliminare febbraio +1,7% a/a da +1,7% (atteso +1,7%). In Italia: inflazione prelim. febbraio +0,0% m/m da +0,1% m/m, +0,4% a/a da +0,5% a/a (atteso +0,5%).

I petroliferi perdono terreno in scia alla flessione del greggio. Il future maggio sul Brent è sceso sotto i 49 $/barile (minimi da luglio 2017), il future aprile sul WTI sotto i 44 $/barile (minimi da dicembre 2018).

Tenaris -2,95%, Saipem -1,44% ed Eni -5,10%, dopo aver archiviato il 2019 con risultati in flessione e inferiori alle attese per quanto riguarda il quarto trimestre. Lo scorso esercizio si è chiuso con utile operativo adjusted a 8,6 miliardi di euro, -24% a/a, e utile netto adjusted a 2,88 miliardi, -37% a/a. Nel quarto trimestre la produzione giornaliera si è attestata a 1,921 milioni di barili/giorno (consensus 1,925 milioni), l’utile operativo adjusted a 1,81 miliardi di euro, -40% a/a (consensus 1,99) e l’utile netto adjusted a 546 milioni, -62% a/a (consensus 680 milioni). Il risultato netto del quarto trimestre segna una perdita di 1,89 miliardi. Il cda ha approvato la proposta di distribuzione di un dividendo pari a 0,86 euro per azione di cui 0,43 già distribuiti a settembre (da 0,83 a valere sull’esercizio 2018).

In netto calo Telecom Italia -5,10%: nessuna nuova notizia significativa è emersa dopo che ieri il cda “è stato aggiornato sul progetto finalizzato a valutare possibili forme di integrazione delle reti in fibra ottica di TIM e Open Fiber”. Il board ha “preso atto positivamente della offerta non vincolante presentata dal fondo KKR per affiancare in esclusiva TIM nello sviluppo della rete in fibra”.

Male anche i bancari: l’indice FTSE Italia Banche termina a -4,4%, l’EURO STOXX Banks a -4,7%. UniCredit -3,87%, BPER Banca -4,74%, Intesa Sanpaolo -3,93%.

Ancora sotto pressione Atlantia -4,84%. Sul titolo, oltre al possibile rinvio del cda per l’approvazione dei conti 2019, pesa probabilmente l’effetto negativo della riduzione degli spostamenti autostradali causato dall’emergenza coronavirus. Ieri Repubblica ha scritto che il gruppo dei Benetton, che controlla Autostrade per l’Italia, in assenza di una definizione del dossier della revoca delle concessioni, potrebbe chiedere alla Consob un rinvio di due mesi dell’approvazione dei conti 2019 e della guidance per l’attuale esercizio. Al momento il cda di Atlantia è in calendario il 23 marzo, ma senza una risposta del governo alla proposta presentata dal gruppo la scorsa settimana tutto è in in forse.

Perdono terreno le utility, penalizzate dal balzo di rendimenti e spread in scia al rischio di peggioramento del quadro macroeconomico sotto l’effetto del coronavirus. A Piazza Affari Snam -5,87%, Hera -5,74%, A2A -4,92%, Enel -4,30%.

Juventus FC +0,18% volatile, chiude poco sopra la parità dopo essersi mossa in netta controtendenza con il mercato in mattinata. Il club bianconero, nell’annunciare ufficialmente che il match con l’Inter di domenica sera si giocherà con l’Allianz Stadium a porte chiuse in ottemperanza al decreto per il contenimento dell’emergenza coronavirus, ha anche fatto sapere che “vista la peculiarità della situazione nazionale – sta valutando iniziative a favore degli acquirenti” dei biglietti, ferme restando le norme che ne regolano la vendita e l’utilizzo.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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