Piazza Affari scivola in rosso. Scende lo spread ma rendimenti in salita. FTSE MIB -1,04%

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Piazza Affari scivola in rosso. Scende lo spread ma rendimenti in salita. FTSE MIB -1,04%.

Mercati azionari europei in netto calo nel finale. Wall Street contrastata: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,3%, NASDAQ Composite +0,3%, Dow Jones Industrial -0,9%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,04%, il FTSE Italia All-Share a -0,94%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,33%, il FTSE Italia STAR a +0,56%.

BTP in peggioramento, bene lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,16% (chiusura precedente a 1,10%), lo spread sul Bund 146 bp (da 151) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo in Germania: inflazione preliminare agosto -0,1% m/m da -0,5% (atteso -0,2%). In Italia: inflazione preliminare (NIC) agosto +0,3% m/m da -0,2% m/m; nel secondo trimestre del 2020 il PIL è diminuito del 12,8% rispetto al trimestre precedente e del 17,7% nei confronti del secondo trimestre del 2019. La stima preliminare della variazione congiunturale del Pil diffusa il 31 luglio 2020 era stata del -12,4% mentre quella tendenziale del -17,3%.

I bancari invertono nettamente la rotta dal verde di metà mattinata: l’indice FTSE Italia Banche segna -1,49%. Deboli BPER Banca -3,32%, UniCredit -2,33% e Mediobanca -2,10%, che per buona parte della seduta si era ben destreggiata: la scorsa settimana la BCE ha autorizzato la Delfin di Leonardo Del Vecchio a superare la soglia del 10% e quindi salire fino al 20% nel capitale di Piazzetta Cuccia. Del Vecchio attualmente ha il 9,9% circa di Mediobanca e, in base a rumor di qualche settimana fa, vorrebbe portare la propria partecipazione al 13-14 per cento.

Atlantia -3,75% perde terreno. Per MF un accordo con Cdp sul controllo di Autostrade dovrebbe arrivare entro settembre, mentre Il Fatto Quotidiano ipotizza, qualora non fosse possibile trovare la quadra, una revisione della concessione con meno profitti per la holding dei Benetton.

In ultima istanza resterebbe sul tavolo la strada della revoca della concessione.

Eni -2,03% accelera al ribasso in scia al greggio: il future novembre sul Brent segna 45,80 $/barile (massimo a fine mattinata 46,50), il future ottobre sul WTI segna 43,00 $/barile (massimo a fine mattinata 43,60).

Anche Telecom Italia -0,50% vira in rosso nel finale. Oggi il cda dovrebbe dare il via libera creazione di FiberCorp (la rete secondaria) e la vendita del 37,5% della stessa a KKR per 1,8 miliardi di euro. Successivamente dovrebbe essere approvato il memorandum di intesa con Cdp per la creazione di AccessCo, la società che dovrebbe creare la rete unica in fibra integrando FiberCop con Open Fiber.

Performance monstre per Tiscali +38,64% in scia alla firma con Telecom di “un Memorandum of Understanding per definire i termini di una partnership strategica avente ad oggetto lo sviluppo del mercato ultra-broadband attraverso la partecipazione commerciale di Tiscali al progetto di co-investimento FiberCop”.

DiaSorin +3,91% rimbalza dopo il -13% accumulato nelle due sedute finali della scorsa settimana. Sul titolo pesa l’autorizzazione concessa dalla FDA americana ad Abbott Laboratories per l’utilizzo d’emergenza di un test antigenico rapido per la diagnosi del Covid-19. Il test ha un prezzo molto basso (5 dollari) e secondo Equita potrebbe spingere al ribasso i margini degli altri test Covid-19 sia sierologici che molecolari. Secondo le stime degli analisti nel 2020 circa il 33% dei ricavi di DiaSorin arriverà dai test Covid sierologici e molecolari: è evidente quindi che pressioni concorrenziali in questo segmento potrebbero avere un impatto notevole sui conti del gruppo.

Brunello Cucinelli +2,32% torna a guadagnare terreno dopo il balzo visto in avvio venerdì, poi seguito da un brusco dietrofront (chiusura a -0,69%), in scia ai risultati del primo semestre. I ricavi sono scesi di quasi il 30% a/a a causa dell’impatto dell’emergenza coronavirus. L’utile netto al 30 giugno 2020 è negativo per 47,7 milioni di euro, rispetto ai +25,0 milioni al 30 giugno 2019.

Il gruppo vede “dal 1° luglio una significativa inversione di tendenza che dovrebbe portarci nel terzo trimestre un fatturato in crescita rispetto all’anno passato e un progressivo ritorno ad un sano livello di marginalità. Questa tendenza la immaginiamo anche per l’ultimo trimestre. Quindi immaginiamo un 2020 con un fatturato in leggero calo intorno al 10% rispetto al 2019. Nel 2021, essendo stata molto forte la raccolta ordini per la Primavera Estate 2021, torniamo ad immaginare un fatturato in crescita intorno al 15% rispetto al 2020”.

SeSa +1,63% in buona forma a ridosso del massimo storico a 75,50 euro toccato giovedì scorso (top odierno a 75,30), dopo l’annuncio della partnership della controllata Computer Gross con PM Service per lo sviluppo di business nel settore delle tecnologie innovative per la sostenibilità ambientale e l’efficientamento energetico. L’accordo prevede anche l’acquisizione progressiva di una partecipazione di maggioranza nel capitale di PM Service.

Fincantieri +0,08% riduce i guadagni nel finale: il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha firmato il decreto attuativo che rende operativa la garanzia di Sace a copertura del 70% del prestito da 1,15 miliardi di euro siglato da Fincantieri con un pool di banche italiane.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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