Piazza Affari sale con i finanziari. FTSE MIB +1,45%

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Piazza Affari sale con i finanziari. FTSE MIB +1,45%.

Mercati azionari europei in progresso. Wall Street positiva: subito dopo la chiusura delle borse europee S&P 500 +0,5%, NASDAQ Composite +0,8%, Dow Jones Industrial +0,2%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,45% (performance settimanale -1,98%), il FTSE Italia All-Share a +1,57%, il FTSE Italia Mid Cap a +2,89%, il FTSE Italia STAR a +2,76%.

Euro sotto il massimo da giovedì 22 settembre contro dollaro a 0,9853 toccato in mattinata poco dopo l’uscita del dato sull’inflazione dell’eurozona: EUR/USD al momento segna 0,9790.

BTP in netto miglioramento, stabile lo spread. Il rendimento del decennale segna 4,50% (chiusura precedente a 4,63%), lo spread sul Bund 240 bp (240) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA in agosto il Pce Price Index (personal consumption expenditure, spesa per consumi personali, metrica privilegiata dalla Federal Reserve per l’inflazione) è cresciuto del 6,2% annuo contro il 6,4% della lettura finale di luglio (6,8% in giugno) e il 6,6% stimato dagli economisti; l’indice sulla fiducia dei consumatori elaborato dell’Università del Michigan è calato a settembre a 58,6 punti da 59,5 punti di agosto.

Gli economisti avevano previsto un dato stabile a 59,5 punti; ISM-Chicago ha comunicato che lo Chicago Business Barometer, meglio noto come indice PMI Chicago (fiducia dei responsabili degli acquisti di aziende manifatturiere e non manifatturiere dell’area di Chicago), a settembre si è attestato a 45,7 punti, in forte ribasso rispetto ai 52,2 di agosto a ben al di sotto dei 51,8 del consensus. Nell’eurozona, secondo quanto comunicato su base preliminare da Eurostat, in settembre il tasso d’inflazione è salito al 10,0% annuo dal 9,1% di agosto (8,9% in luglio), contro il 9,7% del consensus. In Italia, secondo quanto comunicato su base preliminare dall’Istat, in settembre il tasso d’inflazione è salito all’8,9% annuo dall’8,4% di agosto (7,9% in luglio), contro l’8,7% del consensus.

Brusca accelerazione al rialzo nel finale di seduta per Banca Generali +19,12% su indiscrezioni secondo cui la controllante Generali +1,26% sta prendendo in considerazione l’ipotesi di acquisire le attività di asset management del gruppo USA Guggenheim Partners. L’operazione verrebbe finanziata con la vendita di Banca Generali alla controllante Mediobanca +5,89%.

Ottima performance per i bancari italiani: l’indice FTSE Italia Banche segna +3,16% contro il +1,9% dell’EURO STOXX Banks. Intesa Sanpaolo +2,89%, FinecoBank +3,71%, Unicredit +2,63%. Quest’ultima ha siglato con Allianz +1,2% un accordo quadro e due contratti di acquisto di azioni relativi alle rispettive attività in Croazia, con l’intenzione di semplificare le loro partecipazioni dirette e indirette nel Paese.

Seduta brillante per Telecom Italia +4,22% su indiscrezioni del Corriere della Sera secondo cui CDP riunirà la prossima settimana il cda: possibile il varo dell’offerta per la rete del gruppo telefonico.

Industriali in netto recupero dopo il forte calo accumulato nelle due sedute precedenti. L’indice FTSE Italia Industria segna +2,16%. In evidenza Prysmian +4,63%, Interpump +3,21%, Iveco +3,01%, Pirelli & C +2,75%. In controtendenza Leonardo -1,73%.

Bella reazione per MFE A +4,93% e MFE B +9,29% (a 0,4542 euro) ma non sufficiente ad annullare le perdite accumulate nelle quattro sedute precedenti in scia ai risultati semestrali: ricavi sostanzialmente stabili ma EBIT e risultato netto in forte calo rispetto allo spesso periodo del 2021: 112 milioni contro 198,7 il primo e 84,6 milioni contro 226,7 il secondo. Le prospettive non sono buone: la raccolta pubblicitaria “nei prossimi mesi potrebbe comunque risentire di una prevedibile contrazione di spesa e consumi di imprese e famiglie per fronteggiare i rincari energetici”. Ieri Barclays ha ridotto il target su MFE B a 0,35 euro.

Saras +8,35% in forte rialzo all’indomani della notizia relativa a SardHy Green Hydrogen, joint venture con Enel Green Power per lo sviluppo di idrogeno verde in Sardegna. La società è tra i beneficiari italiani dei 5,2 miliardi di euro di sovvenzioni pubbliche approvate dalla Commissione Europea nell’ambito di IPCEI Hy2Use.

Il progetto SardHy Green Hydrogen prevede l’installazione di un elettrolizzatore da 20 MW nel sito industriale di Sarroch. L’impianto, alimentato esclusivamente da energia rinnovabile di Enel Green Power sarà destinato a produrre idrogeno verde diretto alla raffineria di Saras con lo scopo di ridurre il “carbon footprint” dei processi di raffinazione.

Buona reazione per Webuild +5,46% a 1,2550 euro: ieri il titolo aveva toccato a 1,1550 euro il minimo da inizio 2021. Il gruppo è però ottimista sulle prospettive 2022. In una nota stampa rende noto che nei primi nove mesi dell’anno i nuovi ordini acquisiti si attestano a 9,4 miliardi di euro, “inclusi i progetti per cui risulta migliore offerente e gli incrementi registrati su contratti già in essere”. Nell’intero 2021 furono pari a 11,3 miliardi. L’andamento del business “lascia prevedere per il 2022 risultati commerciali significativamente migliori della guidance”. La guidance attuale prevede book to bill >1,0x medio nel periodo 2022-2024, ricavi a 7,0 – 7,5 miliardi di euro, EBITDA margin a 7,0-7,5 per cento e mantenimento di una posizione finanziaria netta positiva (cassa netta).

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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