Piazza Affari positiva con bancari e industriali, Atlantia sotto pressione. FTSE MIB +0,41%

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Piazza Affari positiva con bancari e industriali, Atlantia sotto pressione. FTSE MIB +0,41%.

Mercati azionari europei in verde. Wall Street positiva: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,7%, NASDAQ Composite +0,4%, Dow Jones Industrial +0,8%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,41% (performance settimanale +6,21%), il FTSE Italia All-Share a +0,41%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,67%, il FTSE Italia STAR a +0,27%.

BTP e spread incerti. Il rendimento del decennale segna 0,64% (chiusura precedente a 0,66%), lo spread sul Bund 118 bp (da 117) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) preliminare novembre 77 punti da 81,8 (atteso 82); indice prezzi alla produzione ottobre +0,1% m/m da +0,4% m/m (atteso +0,2%). Nell’eurozona: 2a stima PIL trim3 +12,6% t/t (da -11,8%, atteso +12,7%), -4,4% a/a (da -14,8%, atteso -4,3%); bilancia commerciale settembre a +24,8 mld di euro da +14,7 mld (attese +22 mld).

Pirelli +4,50% rimbalza dopo la netta flessione di ieri in scia ai dati del terzo trimestre 2020, periodo andato in archivio con risultati in calo rispetto allo stesso periodo del 2019 ma in alcuni casi migliori rispetto alle attese degli analisti. Il gruppo ha rivisto la guidance 2020, e anche qui troviamo luci e (soprattutto) ombre: in particolare peggiora la previsione sul price/mix a circa +1,5% (circa +2% il precedente target) e sul margine EBIT adjusted, atteso ora fra circa 11,5% e 12% (fra circa 12% e 13% la precedente indicazione). Complessivamente l’outlook di mercato 2020 migliora grazie a Primo Equipaggiamento in Apac e Nord America, mentre lo scenario è più incerto sull’Europa a causa delle recenti misure anti-Covid-19.

CNH Industrial +4,38% tocca i massimi da inizio marzo nel tentativo di estendere il rally partito a fine ottobre e alimentato dai risultati del terzo trimestre.

I ricavi da attività industriali sono in rialzo del 4% a/a mentre l’utile netto adjusted scende del 29% a/a a 156 milioni di dollari. Il gruppo ha migliorato la guidance per l’esercizio 2020: i ricavi sono ora attesi in calo del 10-15 per cento dalla precedente indicazione di un calo del 15-20 per cento, mentre il Free cash flow delle attività industriali stimato tra +0,4 e +0,7 miliardi di dollari, dalla precedente indicazione di un dato negativo.

Poste Italiane +3,33% estende il rally e sale sui massimi da metà giugno. Il titolo approfitta ancora dei dati trimestrali positivi e superiori alle attese comunicati ieri mattina. Ricavi trim3 a 2,6 miliardi di euro (+0,8% a/a), EBIT a 479 milioni (+4,2% a/a). Il cda ha deciso un acconto sul dividendo di 0,162 euro per azione (+5% a/a) relativo ai risultati 2020.

Bene i bancari (FTSE Italia Banche +1,30%) con BPER Banca +3,77% in evidenza. E’ stato sottoscritto con Intesa Sanpaolo +0,88% un “accordo integrativo con l’obiettivo di completare la definizione delle filiali e di procedere all’individuazione delle risorse umane da includere nel perimetro del Ramo oggetto di acquisizione (ex filiali UBI, ndr). Il perimetro del Ramo risulta, pertanto, costituito da 486 Filiali dotate di autonomia contabile e radicamento dei rapporti giuridici con la clientela (7 in più rispetto a quanto già stabilito dalle Parti), e da 134 cosiddetti Punti Operativi funzionali al presidio commerciale della clientela delle Filiali, privi di autonomia contabile”.

Acquisti su Azimut Holding +2,00% che ieri ha comunicato i risultati dei primi nove mesi con ricavi consolidati pari a 728,5 milioni di euro (rispetto a € 724,3 milioni nei 9M19), reddito operativo pari a 291,5 milioni (rispetto a € 279,5 milioni nei 9M19), utile netto pari a 230,2 milioni (rispetto a € 246,5 milioni nei 9M19). Confermato l’obiettivo di 300 milioni di euro di utile netto per il 2020.

Atlantia -4,87% perde terreno su indiscrezioni di stampa secondo cui la cordata CDP-Blackstone-Macquarie sta pensando di ritirarsi dalle trattative per l’acquisizione di Autostrade per l’Italia. Dopo i recenti arresti domiciliari per l’ex a.

d. Giovanni Castellucci il rischio legale a carico di AspI potrebbe essere diventato insostenibile. Il fardello dei possibili risarcimenti è uno degli elementi più complessi della trattativa in quanto l’entità dello stesso ha un effetto diretto (ovvero diminutivo) sul prezzo che CDP-Blackstone-Macquarie intendono pagare. Inoltre le ultime vicende giudiziarie consentono ai 5 Stelle di tornare a cavalcare il loro classico cavallo di battaglia: la revoca della concessione autostradale.

La Doria +2,73% guadagna terreno all’indomani della pubblicazione dei risultati al 30 settembre. Ricavi in aumento del 18,9% a/a a 633,4 milioni di euro, EBITDA a 56,5 milioni, in incremento del 40,5% a/a, utile netto a 36,6 milioni, in sensibile progresso rispetto ai 19,1 milioni dei primi nove mesi 2019, in parte positivamente influenzato dalla presenza di proventi su cambi. Secondo il management “è prefigurabile per il 2020 un forte incremento del fatturato e della marginalità rispetto all’esercizio 2019 e alle previsioni”.

Esprinet +12,55% balza in avanti e tocca i massimi dal 2015 in scia alle eccellenti performance commerciali registrate nel terzo trimestre: ricavi pari a 1.124 milioni di euro, +26% a/a (in accelerazione dopo il +4% nel trim1 e il +9% nel trim2). L’EBITDA adjusted è pari a 17,7 milioni di euro, +76% a/a, mentre l’utile netto balza a 9,8 milioni di euro rispetto a 1,8 milioni di euro nel trim3 2019. Questi dati evidenziano una netta accelerazione rispetto al primo semestre e hanno pertanto indotto il management a rivedere al rialzo la guidance 2020: i ricavi sono ora previsti a oltre 4,4 miliardi di euro (da oltre 4,3 miliardi) e l’EBITDA adjusted a oltre a 62 milioni (da 56-61 milioni).

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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