Piazza Affari poco sopra la parità. Brillano Telecom e Ferragamo, in rosso le utility. FTSE MIB +0,1%

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Piazza Affari poco sopra la parità. Brillano Telecom e Ferragamo, in rosso le utility. FTSE MIB +0,1%.

Il FTSE MIB segna +0,1%, il FTSE Italia All-Share +0,1%, il FTSE Italia Mid Cap +0,3%, il FTSE Italia STAR +0,4%.

BTP e spread incerti. Il rendimento del decennale segna 1,09% (chiusura precedente a 1,08%), lo spread sul Bund 149 bp (da 151) (dati MTS).

Mercati azionari europei in verde: EURO STOXX 50 +0,4%, FTSE 100 +0,0%, DAX +0,5%, CAC 40 +0,4%, IBEX 35 +0,1%.

Circa mezz’ora prima dell’apertura di Wall Street i future sui principali indici americani sono incerti: S&P 500 +0,0%, NASDAQ 100 +0,2%, Dow Jones Industrial -0,1%.

Telecom Italia +4,6% in ottima forma. I sindacati Slc, Fistel e Uilcom (le sigle del settore telecomunicazioni di Cgil, Cisl e Uil) in una nota congiunta si dichiarano a favore del progetto di realizzazione di una rete a banda larga unica sotto il controllo dell’ex monopolista, purchè aperta ad altri investitori e con un governo societario capace di garantire la concorrenza e l’accesso di tutti gli operatori. Oggi Repubblica scrive che il governo ha dato l’ok all’ingresso del fondo KKR in FiberCop, la società in cui verrà scorporata la rete secondaria (quella che va dagli armadi su strada alle utenze finali). Il cda di Telecom potrebbe accettare l’offerta di KKR da 1,8 miliardi di euro per il 37,5% di FiberCop nel cda di lunedì prossimo. L’operazione potrebbe essere propedeutica alla realizzazione di una rete unica in collaborazione con Open Fiber. In tal senso il Corriere della Sera scrive che Cdp (che controlla Open Fiber insieme a Enel) potrebbe entrare in FiberCop: si stanno definendo modalità e governance. Il Messaggero riferisce di un diritto di veto a favore di Cdp su decisioni strategiche e scelte di investimento riguardanti la rete unica (che sarebbe comunque controllata da Telecom).

Mediobanca +2,7% eguaglia a 7,4340 euro il massimo dal 21 luglio. A breve scadono i 90 giorni di tempo di risposta da parte della BCE alla richiesta della Delfin di Leonardo Del Vecchio a salire fino al 20% nel capitale di Piazzetta Cuccia. La richiesta risale infatti a fine maggio. Del Vecchio attualmente ha il 9,9% circa di Mediobanca e, secondo indiscrezioni, vorrebbe portare la propria partecipazione al 13-14 per cento: si tratterebbe dalla prima volta nella storia dell’istituto fondato nel 1946 che un singolo socio detiene più del 10%. Oggi La Stampa scrive che l’ok della BCE è atteso per domani.

Atlantia +0,3% in territorio positivo grazie a quanto riferito oggi dal Sole 24 Ore, in vista del cda straordinario del 3 settembre convocato per esaminare e approvare il progetto di scissione dell’88% di Autostrade per l’Italia (tramite vendita con gara internazionale o quotazione in borsa). Il quotidiano riferisce che nell’ultima settimana ci sono state aperture nelle trattative con Cdp: quest’ultima vorrebbe entrare in AspI tramite un aumento di capitale riservato con successiva quotazione in borsa. Ultimamente sarebbe emersa la possibilità di scindere AspI e collocare una quota a Cdp: il nodo da sciogliere è la valutazione di AspI, valutazione che dipende anche dal piano economico finanziario di quest’ultima.

Performance negative per le utility: Terna -1,8%, Hera -1,6%, Snam -1,2%, Italgas -1,2%, Enel -0,7%. Secondo indiscrezioni il presidente della Fed Jerome Powell potrebbe annunciare, nel suo intervento di domani al Jackson Hole Symposium, una politica monetaria più accomodante: possibile quindi che il mercato inizi scontare un incremento dei rendimenti con conseguente effetto negativo su obbligazioni e titoli azionari correlati.

Lieve calo per Intesa Sanpaolo -0,2% che ieri ha emesso un’obbligazione perpetua in due tranche da 750 milioni di euro ciascuna, di tipo Additional Tier 1, entrambe richiamabili. La tranche richiamabile a marzo 2028 ha cedola 5,5%, mentre la tranche richiamabile a settembre 2031 ha cedola 5,875%. La domanda si è attestata complessivamente a circa 6,5 miliardi.

Salvatore Ferragamo, +7,0% a 12,03 euro, accelera al rialzo grazie al report di Jefferies: la raccomandazione sul titolo è stata migliorata da hold a buy con target incrementato da 11 a 15 euro. Visione decisamente controcorrente degli analisti dell’investment bank americana: a loro avviso l’emergenza coronavirus ha acuito le difficoltà del gruppo fiorentino e questo potrebbe dare il via a “una qualche forma di azione correttiva” consistente, come un cambio di proprietà o un’azione forte sui costi e sul mix di ricavi per recuperare redditività.

Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: negli USA alle 16:30 scorte settimanali petrolio (EIA).

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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