Piazza Affari poco sopra la parità. Bene Atlantia, negativo il settore auto. Spread in calo. FTSE MIB +0,07%

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Piazza Affari poco sopra la parità. Bene Atlantia, negativo il settore auto. Spread in calo. FTSE MIB +0,07%.

Mercati azionari europei in verde. Wall Street positiva: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,6%, NASDAQ Composite +0,9%, Dow Jones Industrial +0,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,07% (performance settimanale +2,79%), il FTSE Italia All-Share a +0,04%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,00%, il FTSE Italia STAR a +0,51%.

BTP e spread in netto miglioramento. Il rendimento del decennale segna 0,71% (chiusura precedente a 0,77%), lo spread sul Bund 123 bp (da 129) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: ad agosto scorte all’ingrosso sotto le attese +1,4% m/m da +4,8% (consensus +2%). Nel Regno Unito: PIL agosto a +2,1% m/m da +6,6% m/m (atteso +4,6% m/m); produzione manifatturiera agosto +0,7% m/m da +6,9% m/m (atteso +3%). In Francia: produzione industriale agosto +1,3% m/m da +3,8% m/m (atteso +1,7%). In Italia: produzione industriale agosto +7,7% m/m da +7% m/m (atteso +1,3% m/m).

Atlantia +3,57% guadagna terreno in vista dell’ultimatum del governo (domani) per l’avvio del processo di revoca della concessione in capo ad AspI. Secondo indiscrezioni di stampa nelle ultime ore si è intensificato il carteggio tra il gruppo dei Benetton e l’esecutivo: sembra ieri AspI si sia dichiarata “disponibile a sottoscrivere il testo dell’accordo inviato il 23 settembre senza alcuna modifica e con la sola eliminazione della condizione di efficacia di cui all’articolo 10”, ovvero quello che impone il passaggio del controllo a Cdp. Condizione difficile da accettare per il governo, ma qualche spiraglio di dialogo pare si sia aperto.

Settore auto in flessione: il rifinanziamento del programma di incentivi alla rottamazione non è stato inserito nel testo di conversione in legge del Decreto Agosto approvato mercoledì dal Senato.

Il passaggio del decreto alla Camera potrebbe però far rientrare il rifinanziamento, soprattutto alla luce delle aspre critiche di Federauto e Unrae. Pirelli -3,46%, Brembo -3,40%, FCA -1,39%, Sogefi -0,52%.

Acquisti sul risparmio gestito grazie al report positivo sul settore di Goldman Sachs. In evidenza Azimut Holding +2,07% grazie ai dati sulla raccolta pubblicati ieri. A settembre 2020 il gruppo ha realizzato una raccolta netta positiva per 581 milioni di euro, raggiungendo così quota 3,6 miliardi da inizio anno. Il dato di settembre ha beneficiato del consolidamento di Genesis Investment Advisors: al netto del consolidamento delle masse da quest’ultima il dato sarebbe stato positivo per circa 250 milioni.

Deboli le utility. Enel -0,30% è tra i 13 attivi nella fornitura di energia elettrica e gas sul mercato libero sui quali l’antitrust ha aperto un’istruttoria contestando la mancata trasparenza nell’indicazione delle condizioni economiche di fornitura.

Molto bene CNH Industrial, +2,58% a 7,1480 euro: Mediobanca migliora il giudizio sul titolo da neutral a outperform e incrementa il target da 7,00 a 8,90 euro.

Sale STM +2,70% e tocca i massimi da febbraio. Sulla performance del titolo hanno influito i dati trimestrali superiori alle attese di NXP (+3,9% al NASDAQ) e le voci di acquisizione di Xilinx (+10,4%) da parte di AMD (-4,0%).

Banca MPS -4,12% scende sui minimi da fine maggio. Secondo il Sole 24 Ore sta prendendo corpo l’ipotesi di rinvio del termine ultimo fissato al 2021 per l’uscita del Tesoro dal capitale di Rocca Salimbeni (ha circa il 68%). I tentativi di ricerca di un compratore (Unicredit in primis, ma pare sia stato fatto un sondaggio anche su Credit Agricole) per ora non hanno avuto successo. L’eventuale slittamento oltre il 2021 dovrebbe ovviamente essere autorizzato dalla Commissione Europea. Ricordiamo che in base agli impegni presi in occasione della ricapitalizzazione autorizzata dalla UE come aiuto di Stato temporaneo, entro fine anno il Tesoro dovrebbe indicare il percorso di uscita dal capitale di MPS, percorso da completare entro il 2021.

Brunello Cucinelli -2,05% inverte la rotta dopo un buon avvio in scia ai dati del terzo trimestre del 2020, periodo che ha visto il ritorno della crescita dei ricavi. In base ai dati preliminari le vendite nel periodo luglio-settembre si sono attestate a 173,8 milioni di euro, +3,6% a/a. Il dato da inizio anno si porta quindi a 379 milioni di euro, in pesante calo del 17,5% a/a ma in netto miglioramento dal -29,6% del primo semestre. Il dato trimestrale è leggermente migliore rispetto alle attese degli analisti di Mediobanca (171,3 milioni) ed Equita (172 milioni), e in linea con quanto previsto da quelli di Banca Akros. Per l’intero 2020 il gruppo del cachemire conferma la stima di calo dei ricavi intorno al 10% (meglio del -12/13% previsto da Equita). Inoltre Brunello Cucinelli rende noto di aver terminato la raccolta ordini Primavera Estate 2021 con ottimi risultati: confermata la previsione di un 2021 “anno del riequilibrio”, con una crescita dei ricavi intorno al 15%”.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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