Piazza Affari negativa nonostante il tentativo di reazione. FTSE MIB -0,41%

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Ancora una seduta negativa per la borsa italiana nonostante la reazione vista nell’arco della mattinata. Gli indici sono tornati a perdere terreno nel pomeriggio con il FTSE MIB che ha chiuso a -0,41% ed il FTSE Italia All-Share -0,34%, mentre il FTSE Italia Mid Cap +0,32% ed il FTSE Italia STAR +0,42% si sono mantenuti sopra la parità.
BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 1,41% (chiusura precedente a 1,37%), lo spread sul Bund 143 bp (da 140) (dati MTS).
Indici azionari americani leggermente negativi dopo due ore circa di scambi. Nel primo pomeriggio la National Association of Realtors ha reso noto che i nuovi cantieri residenziali sono cresciuti a dicembre passando a 1702mila unita’ da 1678 mila unità (+1,4%). Il dato superiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 1650 mila unità. Aumentano del 9,1% le Licenze edilizie a 1873 mila unità (consensus 1701 mila unità) da 1717 mila unità.
A Milano proosegue il ribasso di Telecom Italia -3,02% che tocca i minimi dal 19 novembre, ovvero da prima dell’uscita allo scoperto di KKR con la manifestazione d’interesse non vincolante e indicativa per un’eventuale OPA a 0,5050 euro per azione. Ieri si è tenuta una riunione informale in cui il d.g. Pietro Labriola (a breve probabile nuovo a.d.) ha illustrato al cda il piano per la riorganizzazione del gruppo. Il piano prevede la scissione in due società: rete e servizi. Secondo indiscrezioni il progetto di Labriola è stato apprezzato dal board. Se venisse approvato, l’OPA di KKR difficilmente potrebbe andare in porto: per questo il titolo perde terreno.
Deboli i titoli del comparto bancario. Unicredit perde lo 0,96%, Intesa Sanpaolo -1,59%, BPer Banca -1,08%.


Prysmian -2,27% negativa dopo la notizia delle ispezioni effettuate dall’autorità della concorrenza tedesca (FCO) presso alcuni siti del Gruppo in Germania. L’FCO, si legge nel comunicato di Prysmian, ha avviato un’indagine “relativamente ad un asserito coordinamento per la determinazione del sovrapprezzo metalli applicato come standard dall’industria in Germania. Prysmian sta cooperando con l’autorità”.
Amplifon -0,53%, debole in scia al report di Citigroup: target ridotto da 49,00 a 42,70 euro. Il titolo ha comunque recuperato terreno dai minimi di seduta a 38,32 euro, chiudendo a quota 39,74.
Buzzi Unicem -0,83% dopo essere stato ben oltre la parità in avvio di scambi, all’indomani dell’accordo con Italgas (invariata) “per lo sviluppo di uno studio di fattibilità relativo alla realizzazione di impianti Power to Gas in combinazione con sistemi di cattura CO2 (carbon capture) presso gli stabilimenti produttivi di Buzzi Unicem”. In particolare, lo studio valuterà la possibilità di produrre e utilizzare, negli stabilimenti Buzzi Unicem ritenuti maggiormente idonei al progetto, metano sintetico ottenuto dalla combinazione di idrogeno verde prodotto dagli impianti di Power to Gas con parte della CO2 rilasciata nei processi produttivi.
Segni positivi nel settore lusso dopo i recenti cali. Il comparto è sostenuto dalla svizzera Richemont che nel quarto trimestre 2021 ha realizzato ricavi pari a 5,66 miliardi di euro (5,08 miliardi il consensus di FactSet), +32% a/a e +38% sul quarto trimestre 2019, prima dello scoppio della pandemia. Moncler +3,22%, Brunello Cucinelli +2,04%, Tod’s 2,24%.
In verde i petroliferi grazie all’estensione del rally del greggio: toccati i massimi da ottobre 2014 in scia all’interruzione dell’oleodotto Kirkuk-Ceyhan tra Turchia e Iran dovuto a un’esplosione. I future marzo 2022 segnano per il Brent 89,0 $/barile, per il WTI 86,6 $/barile. Eni +1,13%, Tenaris invariata, Saipem +3,74%.

(AC – www.ftaonline.com)

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