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Piazza Affari in rosso. Vendite su Unicredit, petroliferi e auto. Sale lo spread. FTSE MIB -1,1%

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Piazza Affari in rosso. Vendite su Unicredit, petroliferi e auto. Sale lo spread. FTSE MIB -1,1%.

Il FTSE MIB segna -1,1%, il FTSE Italia All-Share -1,0%, il FTSE Italia Mid Cap -0,3%, il FTSE Italia STAR +0,2%.

BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,57% (chiusura precedente a 0,54%), lo spread sul Bund 108 bp (da 104) (dati MTS).

Mercati azionari europei in rosso: EURO STOXX 50 -1,1%, FTSE 100 -1,2%, DAX -1,2%, CAC 40 -1,1%, IBEX 35 -0,8%.

Circa mezz’ora prima dell’apertura di Wall Street i future sui principali indici americani sono negativi: S&P 500 -0,9%, NASDAQ 100 -0,9%, Dow Jones Industrial -1,0%.

Unicredit -2,5% accelera al ribasso su indiscrezioni secondo cui il cda di Banca MPS -3,0% in programma oggi potrebbe dare l’ok all’apertura della data room ai potenziali interessati a un’integrazione. Ricordiamo che il Tesoro (principale azionista della banca senese con il 64% circa da dismettere entro il 2021) ha individuato Unicredit quale acquirente ideale e sta, sempre secondo i rumor, facendo il possibile per agevolare l’operazione (DTA, ulteriore ripulitura bilancio da NPL, sterilizzazione cause legali, aumento di capitale), ma i 5 stelle remano contro. Dal canto suo Unicredit è alle prese con la scelta del successore di Jean Pierre Mustier, a.d. uscente: al momento la lista dei papabili è di ben 12 soggetti che dovrebbero essere ridotti a massimo 5 nel cda di mercoledì.

Vendite sui petroliferi: il greggio arretra dai massimi da febbraio 2020 toccati tra venerdì sera e questa notte. Il future marzo sul Brent segna 55,25 $/barile (da 56,30 circa), il future febbraio sul WTI 51,80 $/barile (da 52,70 circa). Eni -1,5%, Tenaris -2,3%, Saipem -2,4%.

Debole FCA -1,7% nonostante la decisione di S&P di migliorare il rating BB+ a BBB-.

Il gruppo è tra quelli che venerdì hanno annunciato un taglio della produzione per il mese di gennaio a causa della carenza di semiconduttori: si tratta di una conseguenza del rimbalzo della domanda di chip connesso all’emergenza Covid. FCA interverrà sulla produzione degli stabilimenti di Toluca in Messico e Brampton in Canada.

In rosso anche gli altri titoli del settore auto: Pirelli -1,6%, Ferrari -1,8%, Brembo -3,5%.

Sale Unipol +1,0% a 4,0640 euro: Mediobanca riavvia la copertura sul titolo con giudizio outperform e target a 4,40 euro.

In verde FinecoBank (+0,9% a 13,72 euro) che riduce i guadagni dopo aver toccato in avvio a 13,9950 euro il nuovo massimo storico grazie ai dati record sulla raccolta a dicembre: +1,6 miliardi di euro (+119% rispetto a 721 milioni di dicembre 2019). Il 2020 si è chiuso con raccolta netta a 9,3 miliardi (+59% rispetto a 5,8 miliardi del 2019).

Positiva STM +0,7% a 33,22 euro: Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione buy e incrementa il target da 33 a 37 euro. Il titolo si conferma in buona forma dopo il balzo di venerdì, quando ha toccato in avvio i massimi da maggio 2002 grazie ai dati preliminari sui ricavi del quarto trimestre 2020: 3,24 miliardi di dollari, in aumento del 21,3% t/t e 580 punti base al di sopra del valore più alto del range previsto dalla guidance indicata a ottobre e migliori delle attese degli analisti. I ricavi per l’anno 2020, sempre su base preliminare, hanno raggiunto i 10,22 miliardi di dollari, pari a un aumento del 6,9% rispetto al 2019.

Netto calo per Maire Tecnimont -3,6%: Mediobanca peggiora radicalmente il giudizio sul titolo portandolo a underperform da outperform.

Cattolica Assicurazioni in rosso -2,9%. Venerdì scorso l’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha comunicato l’esito dell’ispezione conclusa il 24 luglio 2020 avente a oggetto, in particolare, gli assetti di governance, il funzionamento del sistema monistico e la valutazione dei rischi immobiliari con riferimento al 2018, al 2019 e ai primi mesi del 2020. Le risultanze sono sfavorevoli ed è stato quindi avviato un procedimento sanzionatorio: nonostante il percorso recentemente intrapreso (la trasformazione in SpA) dovrà essere realizzata “una significativa discontinuità nell’assetto di governance”.

L’IVASS ha chiesto in particolare: un profondo ricambio dei componenti dell’organo amministrativo in occasione della trasformazione in SpA (che avrà efficacia dal 1 aprile 2021) con rafforzamento del sistema di governance; un rapido completamento dell’aumento di capitale con la sua seconda tranche (per 200 milioni euro). L’IVASS ha quindi richiesto l’elaborazione di un piano di rimedio sotto la responsabilità dell’Amministratore Delegato, piano che dovrà essere approvato dal cda. Quest’ultimo formulerà le sue considerazioni nei termini previsti di sessanta giorni.

Gli appuntamenti macroeconomici di oggi: alle 15:40 intervento Lagarde (BCE).

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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