Piazza Affari in netto ribasso. Vendite su UniCredit, Pirelli e Tenaris. Bene lo spread. FTSE MIB -1,34%

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Piazza Affari in netto ribasso. Vendite su UniCredit, Pirelli e Tenaris. Bene lo spread. FTSE MIB -1,34%.

Mercati azionari europei negativi. Wall Street poco sotto la parità: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,2%, NASDAQ Composite -0,1%, Dow Jones Industrial +0,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,34%, il FTSE Italia All-Share a -1,24%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,44%, il FTSE Italia STAR a -0,43%. L’oro ha toccato a 2070 $/oncia il nuovo massimo storico, al culmine di un rally partito martedì pomeriggio dopo l’esplosione a Beirut.

BTP e spread in miglioramento. Il rendimento del decennale segna 0,99% (chiusura precedente a 1,03%), lo spread sul Bund 152 bp (da 155) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: richieste settimanali sussidi disoccupazione 1,186 mln da 1,435 mln R (atteso 1,415 mln). In Germania: ordini all’industria giugno +27,9% m/m da +10,4% (atteso +10,1%). Nel Regno Unito: indice Markit PMI costruzioni luglio 58,1 punti da 55,3 punti (atteso 57,0 punti). In Italia: produzione industriale giugno +8,2% m/m da +41,6% R (atteso +5,1%).

Seduta difficile per Tenaris -4,95% che ha archiviato il secondo trimestre del 2020 con ricavi in calo del 35% a/a a 1,241 miliardi di dollari (consensus Bloomberg 1,132), EBITDA in calo dell’84% a/a a 59 milioni (96), risultato netto dei soci a -48 milioni da +240 del trim2 del 2019 (-48). Risultati in forte calo quindi, ma complessivamente in linea con le attese. Le notizie peggiori arrivano però dalle indicazioni del gruppo italoargentino sulla situazione del mercato e le prospettive. Nonostante che il punto di minimo dell’attività economica e di consumo di petrolio sia stato toccato ad aprile, le scorte di greggio e la capacità produttiva impiegheranno molto tempo per tornare su livelli pre-pandemici.

In questo contesto non ci si attende che gli investimenti nel settore oil&gas recuperino nel breve. Tenaris ritiene che la domanda scenda ulteriormente nel secondo semestre dopo il forte calo del secondo trimestre, con ricavi oltremodo penalizzati dalla riduzione dei prezzi di vendita. Per il terzo trimestre il management prevede un ulteriore calo di vendite e margini, con miglioramento atteso nel quarto: il margine EBITDA del trim3 potrebbe scendere vicino a livello “low single digit” (cifra singola bassa, da 4,7% nel trim2 e 15,9% nel trim1), escludendo oneri di ristrutturazione (quindi con il rischio di un valore ancora più basso).

UniCredit -3,87% in rosso: secondo indiscrezioni di stampa odierne il Tesoro, che controlla Banca MPS con il 68% circa, vorrebbe accelerare nella definizione del percorso di uscita dall’azionariato, coerentemente con gli impegni assunti con le autorità europee in occasione degli ultimi aumenti di capitale. Sembra che il partner preferito dal Tesoro per Rocca Salimbeni sia proprio UniCredit. Quest’ultima ha chiuso il primo semestre con una perdita di 2,286 miliardi di euro, ma il secondo trimestre ha evidenziato un utile di 420 milioni, superiore alle attese degli analisti (media 336 milioni, mediana 312 milioni, in base ai dati raccolti dal gruppo). Confermata la guidance 2020 con utile netto sottostante a 3,0-3,5 miliardi di euro e RoTE sottostante tra il 6 e 7 per cento. Durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati l’a.d. Jean Pierre Mustier, rispondendo a una domanda su una sua eventuale uscita, ha dichiarato di essere al lavoro sul piano Team 2023 e che sull’argomento non c’è altro da aggiungere.

Pirelli -4,76% a 3,5180 euro. Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione hold sul titolo ma riduce il target da 4,20 a 3,70 euro. Ieri dopo la chiusura del mercato il gruppo ha comunicato i risultati del primo semestre: ricavi -31,6% a/a e risultato netto in perdita per 101,7 milioni di euro da un utile di 307 milioni nel sem1 2019. Il gruppo ha rivisto al ribasso gli obiettivi 2020: ricavi attesi a circa 4,15-4,25 miliardi di euro (da 4,3-4,4 miliardi la precedente indicazione), margine EBIT adjusted atteso a circa 12% -13% (da circa 14% -15%), generazione di cassa attesa a circa 190-220 milioni di euro (da circa 230-260).

Atlantia -2,35% perde terreno. Il Sole 24 Ore scrive che oggi si terrà un incontro interlocutorio con CDP. Due giorni fa dal cda della holding dei Benetton è emerso che le trattative con il Governo sull’ingresso di un soggetto a partecipazione statale (CDP) nel capitale di Autostrade per l’Italia si sono arenate. Il cda ha quindi deliberato la possibilità di procedere alla vendita dell’88% di AspI tramite un canonico processo competitivo internazionale gestito da advisor indipendenti “al quale potrà partecipare CDP congiuntamente ad altri Investitori Istituzionali di suo gradimento” oppure alla scissione parziale e proporzionale di AspI e quotazione in borsa. Il cda tornerà a riunirsi il 3 settembre per esaminare e approvare il progetto di scissione. In mattinata Edizione S.r.l., che controlla Atlantia con il 30,3% circa, ha comunicato “di condividere le operazioni proposte e che la quota in ASPI attribuibile ad Edizione dopo l’eventuale scissione non sarà considerata strategica e quindi verrà posta in vendita a condizioni di mercato entro 18 mesi dall’eventuale data di efficacia della scissione e quotazione in borsa di ASPI”.

DiaSorin -2,03% a 154,40 euro, inverte la rotta dopo un avvio di seduta positivo stimolato dall’annuncio del lancio con marcatura CE del test LIAISON Testosterone xt per il dosaggio del testosterone, un marcatore diagnostico in grado di evidenziare disordini di fertilità. I dati di mercato ad oggi disponibili stimano, a livello mondiale, una percentuale tra il 10% e il 15% di coppie che incontrano problemi di fertilità e di concepimento. Il movimento odierno conferma le indicazioni negative delle ultime sedute con il completamento del testa e spalle ribassista formatosi a partire da fine aprile. Lo scenario è ora favorevole all’avvio di una correzione di medio termine verso 125-130: conferme definitive sotto area 150.

Buona performance per BPER Banca +2,17% che chiude il secondo trimestre del 2020 con utile netto a 98,6 milioni di euro, in netta crescita rispetto a 6,1 milioni del primo trimestre. Per il 2021 il gruppo prevede un utile netto a circa 235 milioni di euro, che salgono a circa 375 includendo l’acquisizione di 532 sportelli da Intesa Sanpaolo +0,9% a seguito del successo dell’OPAS su UBI Banca +0,4%.

Banca MPS +0,78% nel pomeriggio quasi azzera gli ampi guadagni (visti in precedenza) dopo la pubblicazione dei risultati al 30 giugno. Nel secondo trimestre il risultato netto di pertinenza della capogruppo è pari a -845,2 milioni di euro da +65,2 milioni nello stesso periodo del 2019. Il risultato è stato penalizzato da “componenti non operative negative per 384 milioni di euro per accantonamenti a fronte di rischi legali e impegni contrattuali (legati a cessioni di assets), contributi straordinari ai fondi di sistema e oneri riferibili all’operazione di derisking”. Il cda dell’istituto senese comunica inoltre che venerdì scorso “sono pervenute ulteriori richieste stragiudiziali per 3,8 mld di euro da parte della Fondazione MPS”: il petitum delle richieste stragiudiziali sale a 4,8 miliardi. MPS si riserva ogni azione a tutela del proprio patrimonio in risposta all’iniziativa della Fondazione.

Credito Valtellinese, +4,73% a 6,7150 euro, positiva ma ben al di sotto dei massimi da inizio marzo toccati in mattinata (7,1490) dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre 2020. Il risultato netto di periodo si attesta a 41,0 milioni di euro, in netto rialzo rispetto ai 23,5 milioni dello stesso periodo del 2019. Secondo Equita i dati sono nettamente migliori delle attese: confermata la raccomandazione buy. Secondo il management, nonostante le incertezze causate dall’emergenza Covid, le linee guida strategiche e le azioni previste dal Piano 2019-2023 risultano attuali.

Saras, -8,10% a 0,6010 euro, rompe in avvio di seduta il supporto dinamico che aveva sostenuto il recupero partito a fine luglio e accelera al ribasso. La flessione si è arrestata in prossimità del sostegno statico a 0,5930: l’eventuale violazione dello stesso anticiperebbe il ritorno sui 0,5575 (minimo del 29/7). Segnali di forza sopra 0,6310, prologo a un attacco al recente massimo a 0,6580.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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