Piazza Affari in lieve calo. Lettera su petroliferi e Amplifon. Bene Snam e Terna. FTSE MIB -0,1%

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Piazza Affari in lieve calo. Lettera su petroliferi e Amplifon. Bene Snam e Terna. FTSE MIB -0,1%.

Il FTSE MIB segna -0,1%, il FTSE Italia All-Share -0,0%, il FTSE Italia Mid Cap +0,1%, il FTSE Italia STAR -0,3%.

BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,62% (chiusura precedente a 0,59%), lo spread sul Bund 118 bp (da 115) (dati MTS).

Mercati azionari europei in rosso: EURO STOXX 50 -0,8%, FTSE 100 -0,8%, DAX -0,7%, CAC 40 -0,7%, IBEX 35 -0,6%.

Circa mezz’ora prima dell’apertura di Wall Street i future sui principali indici americani sono sotto la parità: S&P 500 -0,2%, NASDAQ 100 -0,3%, Dow Jones Industrial -0,2%.

In rosso Amplifon -3,7% a 34,21 euro: Stifel ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da buy a hold, con target a 38 euro.

Petroliferi in calo: il greggio arretra rispetto ai massimi di ieri. I future gennaio segnano per il Brent 44,35 $/barile (da 44,90 circa), per il WTI 41,95 $/barile (da 42,70 circa). Eni -1,9%, Tenaris -2,0%, Saipem -0,4%.

Vendite su Exor -2,3%. La controllata PartnerRe ha chiuso il terzo trimestre con utile netto del gruppo in calo a 206 milioni di dollari dai 216 dello stesso periodo del 2019. I premi netti nei rami vita sono in calo dell’1% a/a, mentre quelli nei rami danni segnano -14% a/a.

Debole UniCredit -1,1% che potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di acquisire Banca MPS (+0,2%). Lo scrive MF evidenziando il fatto che il CEO Jean Pierre Mustier sembra tentato di approfittare delle proposte del Tesoro, primo azionista di Rocca Salimbeni con il 68%. Ricordiamo che a inizio settimana Reuters ha riferito che secondo fonti vicine alla situazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze sta iniziando a pensare allo scorporo dei rischi legali in capo a MPS.

Si ipotizza il trasferimento dei rischi a un soggetto statale (quindi una sorta di nazionalizzazione) unitamente agli accantonamenti attualmente appostati in bilancio a copertura dei rischi stessi. Ricordiamo che le richieste danni verso la banca senese ammontano a circa 10 miliardi di euro con accantonamenti pari a circa 1,2 miliardi. Oltre a questo resta d’attualità l’ipotesi di un nuovo aumento di capitale da circa 1,5 miliardi di euro. Ricordiamo infine le indiscrezioni della scorsa settimana sulla possibilità di computare a capitale le DTA (imposte differite) fuori bilancio trasformandole in crediti fiscali (che per MPS sono pari a 3,7 miliardi).

Snam +3,0% sale sui massimi da luglio dopo la notizia dell’accordo con Blackstone per l’acquisto di una quota strategica di circa il 33% di De Nora, sulla base di un enterprise value del 100% di circa 1,2 miliardi di euro. L’acquisizione sarà finanziata con fondi propri e dovrebbe essere perfezionata entro il primo trimestre del 2021 a valle delle competenti autorizzazioni antitrust. De Nora, società italiana fondata nel 1923, offre ai propri clienti soluzioni sostenibili per vari processi industriali e ha rilevanti prospettive di crescita grazie all’esposizione a due mega-trend della transizione energetica, in particolare la produzione di idrogeno verde e il trattamento delle acque.

Terna +1,8% sale sui massimi da fine agosto: il mercato sta accogliendo favorevolmente il piano industriale 2021-2025 approvato stamattina dal cda. Il piano prevede un’accelerazione degli investimenti nelle attività regolate in Italia a 8,9 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto al piano precedente presentato lo scorso marzo. I ricavi di Gruppo nel 2025 sono previsti in crescita a 3,04 miliardi di euro e l’EBITDA a 2,21 miliardi di euro, con una crescita media annua (CAGR) nell’arco di Piano di entrambi gli indicatori di oltre il 4%. Nel 2021, in particolare, è previsto che i ricavi crescano a 2,57 miliardi di euro e l’EBITDA a 1,84 miliardi di euro. Previsto in miglioramento anche l’utile netto di Gruppo che porterà a un utile per azione (EPS) di 39 centesimi di euro nel 2021 e di 49 centesimi nel 2025, con una crescita media annua nell’arco di Piano di oltre il 5%.

Per quanto riguarda la politica dei dividendi, dal 2021 al 2023 si prevede un CAGR del dividendo per azione (DPS) pari all’8%, rispetto al dividendo di competenza dell’esercizio 2020. Per gli anni 2024 e 2025 si prevede un payout del 75%, con un dividendo minimo comunque garantito pari al dividendo di competenza dell’esercizio 2023. Dal punto di vista della solidità finanziaria l’obiettivo è mantenere l’attuale livello di rating, un costo del debito netto pari al 1,3% e un rapporto debito netto/RAB inferiore al 60% nell’arco di Piano.

Buzzi Unicem +1,1% accelera al rialzo in scia all’ok delle assemblee ordinaria e straordinaria alla distribuzione di un dividendo straordinario pari ad euro 0,75 per azione e alla conversione obbligatoria delle azioni risparmio in azioni ordinarie di nuova emissione (0,67 azioni ordinarie per ciascuna azione risparmio).

Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: negli USA alle 16:00 indice anticipatore (Conference Board) e vendite abitazioni esistenti.
Alle 16:15 intervento Lagarde (BCE).

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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