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Piazza Affari in arretramento. Vendite su petroliferi e bancari. FTSE MIB -0,93%

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Piazza Affari in arretramento. Vendite su petroliferi e bancari. FTSE MIB -0,93%.

Mercati azionari europei negativi. Wall Street contrastata: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,2%, NASDAQ Composite +1,1%, Dow Jones Industrial -0,9%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,93% (performance settimanale: -1,24%), il FTSE Italia All-Share a -0,92%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,13%, il FTSE Italia STAR a -1,06%.

BTP e spread in leggero peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,78% (chiusura precedente a 0,77%), lo spread sul Bund 105 bp (da 103) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: indice fiducia consumatori Univ. Michigan finale febbraio a 76,8 punti da 76,2 (atteso 76,5); indice PMI Chicago (manifatturiero) febbraio a 59,5 punti da 63,8 punti (atteso 61 punti); spese personali gennaio +2,4% m/m da -0,4% R (atteso +2,6%); inflazione PCE gennaio +0,3% m/m da +0,3% m/m, (atteso +0,1%); bilancia commerciale beni gennaio a -83,74 mld di dollari da -82,47 mld (atteso -83 mld). In Germania: indice dei prezzi alle importazioni gennaio +1,9% m/m da +0,6% (atteso +0,9%); In Francia: PIL 4° trim -1,4% t/t da -1,3% (atteso -1,3%); inflazione preliminare febbraio -0,1% m/m da +0,2% m/m (atteso -0,3% m/m) +0,4% a/a da +0,6% a/a.

Vendite sui petroliferi: il greggio arretra rispetto ai massimi da gennaio 2020 toccati ieri. Il future maggio sul Brent segna 65,30 $/barile (massimo a 66,58), il future aprile sul WTI segna 62,50 $/barile (massimo a 63,66). Eni -2,05%, Tenaris -1,12%.

Saipem -3,17% a 2,3180 euro, resta sotto pressione dopo il -9,28% accusato ieri in scia a dati preliminari del quarto trimestre 2020 deludenti e alla decisione di non fornire una guidance dettagliata per il 2021 a causa dell’incertezza sull’evoluzione della pandemia: il management si è limitato a prevedere un adjusted EBITDA in linea con quello del 2020 (614 milioni di euro, da 1,2260 miliardi nel 2019), e Capex a 450 milioni (322 nel 2020 e 336 nel 2019).

Mediobanca Securities conferma il giudizio neutral e riduce il target da 2,10 a 2,00 euro. Gli analisti hanno tagliato del 9 e 8 per cento le stime di EBITDA per il 2021 e 2022.

Bancari in calo: l’indice FTSE Italia Banche segna -1,27%, l’EURO STOXX Banks -2,3%. Unicredit -2,22%, Mediobanca -1,73%, Banco BPM -1,89%.

Banca MPS, -1,95% a 1,2080 euro, in rosso ma ben al di sopra del minimo a 1,15 toccato in avvio. Ieri il cda ha approvato il bilancio 2020 confermando i risultati preliminari già annunciati (1,69 miliardi di euro di perdita) e prospettando due opzioni: la vendita della quota di controllo in mano al Tesoro (la “soluzione strutturale”) o il “Capital Plan” con un “rafforzamento patrimoniale di 2,5 mld di euro che, se realizzato, è atteso avvenire a condizioni di mercato e con la partecipazione proquota dello Stato italiano”. Quest’ultima soluzione dovrà però essere valutata ed autorizzata da DG Comp, l’antitrust UE, e questo “pone, in linea di principio, incertezze rilevanti sul percorso di rafforzamento patrimoniale della Banca e sull’aumento di capitale a condizioni di mercato”.

Atlantia -0,84% recupera dai minimi visti in avvio di seduta in scia alle indiscrezioni del Messaggero: l’offerta presentata da Cdp in consorzio con Blackstone e Macquarie per Autostrade contiene diverse clausole, tra cui la più importante (sempre in base a quanto riferito dal Messaggero) è la richiesta ad Atlantia di una manleva da 700 milioni di euro. Il titolo ha recuperato terreno grazie alle notizie relative alla quota del 4,992% detenuta da Lazard e dalle dichiarazioni di Florentino Perez, presidente di ACS, secondo cui il gruppo spagnolo studierà ogni opportunità di investimento, compresa Autostrade.

Fincantieri -1,01% scivola in rosso nel finale all’indomani dell’approvazione dei risultati 2020. I ricavi si sono attestati a 5,878 miliardi di euro (consensus 5,399), l’EBITDA a 314 milioni (consensus 294), il risultato netto adjusted a -42 milioni (consensus -3), la indebitamento fina ziario netto a 1,062 miliardi (consensus 1,464).

Molto bene la guidance 2021: attesa una crescita dei ricavi di oltre il 25% (consensus +13%), un ritorno all’utile e un miglioramento della marginalità. Oggi Fincantieri ha comunicato che in giornata verrà firmato “il contratto per la costruzione di 2 sottomarini di nuova generazione con l’opzione per ulteriori 2 unità, nell’ambito del programma di acquisizione U212NFS (Near Future Submarine) della Marina Militare italiana. Il valore complessivo del contratto per i primi due battelli, comprensivo del relativo supporto logistico, è di 1,35 miliardi di euro”.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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