Piazza Affari in affanno. FTSE MIB -1,81%

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Accelerano al ribasso nel pomeriggio gli indici di Piazza Affari. Il FTSE MIB segna -1,81%, il FTSE Italia All-Share -1,75%, il FTSE Italia Mid Cap -0,79%, il FTSE Italia STAR -1,41%.
BTP in miglioramento e spread stabile. Il rendimento del decennale segna 0,86% (chiusura precedente a 0,89%), lo spread sul Bund 109 bp (da 109) (dati MTS).
Circa due ore dopo l’apertura di Wall Street i principali indici americani sono negativi. Nel pomeriggio il Dipartimento del Commercio U.S. ha annunciato che nel mese di marzo gli ordini industriali sono cresciuti dell’1,1% dopo il decremento dello 0,5% registrato a febbraio. Gli economisti avevano stimato una crescita dell’1,3% su base mensile.
A Milano crolla Ferrari, -8,02%, dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre. I dati sono in crescita rispetto allo stesso periodo del 2021 e superiori alle attese degli analisti (tranne che per i ricavi). A far scattare le vendite è stata la decisione di posticipare di un anno il raggiungimento della guidance 2022 a causa della modifica degli investimenti della casa di Maranello in risposta all’emergenza da Covid-19.
CNH Industrial -3,01% perde terreno alla vigilia del cda chiamato ad approvare i risultati del primo trimestre. I dati saranno comunicati domani mercoledì 5 maggio. Tra gli operatori c’è attesa, oltre che per i risultati, anche per eventuali delucidazioni che il management potrebbe offrire in merito alle indiscrezioni raccolte da Reuters la scorsa settimana sulla possibile inclusione delle attività della difesa e veicoli speciali (IVECO Defence) tra quelle oggetto dello spin-off annunciato, ovvero le attività On-Highway (IVECO e FPT Industrial).
STM -2,12% scivola sui minimi dal 19 marzo. Il presidente e CEO Jean-Marc Chery in un’intervista al Financial Times ha auspicato un riequilibrio delle condizioni strutturali della relazione tra produttori di chip e player dell’automotive, al momento sbilanciata (a suo avviso) a favore di questi ultimi.


Campari in contro tendenza +2,57% tocca a 10,3850 euro il nuovo massimo storico dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre. I dati sono in crescita rispetto allo stesso periodo del 2020 ma l’elemento che ha fatto scattare gli acquisti è che sono nettamente superiori alle attese. I ricavi si attestano a 397,9 milioni di euro (variazione organica +12,1% a/a, consensus Bloomberg 356,4), l’EBITDA adjusted a 87,6 milioni (+7,0% a/a, consensus 72,1), l’EBIT adjusted a 68,5 milioni (+6,7% a/a, consensus 55,7), il risultato netto pre-tasse a 64,8 milioni (30,6 un anno fa, consensus 49,8).
Buone performance per i petroliferi: il greggio estende il rimbalzo di ieri pomeriggio e tocca i massimi da giovedì scorso. Eni +0,0%, Tenaris +0,82%, Saipem +1,66%.
De’ Longhi +2,25% tocca un nuovo massimo storico. Intesa Sanpaolo conferma la raccomandazione buy e il target a 40,50 euro all’indomani della finalizzazione dell’accordo per rilevare il controllo totale del gruppo svizzero Eversys, mediante acquisizione per 110 milioni di franchi svizzeri (100 milioni di euro) del 60% non ancora detenuto da De’ Longhi.
Banca MPS +2,59% sotto i riflettori. Secondo indiscrezioni di stampa il decreto Sostegni bis, che potrebbe essere approvato questa settimana dal governo, contiene incentivi fiscali per le aggregazioni bancarie rafforzati rispetto alla legge di bilancio 2021. Si tratta di un intervento che era stato ipotizzato dal precedente esecutivo e consta della possibilità di trasformare le DTA (imposte differite attive) in crediti di imposta. La misura sembra confezionata su misura per aumentare i benefici a favore del possibile acquirente di Banca MPS: Unicredit -1,09% è da ormai molti mesi il principale indiziato.
Le azioni AS Roma +21,02% hanno toccato i massimi da inizio dicembre in scia alla notizia del contratto triennale con José Mourinho. L’allenatore portoghese esonerato dal Tottenham appena 15 giorni fa guiderà i giallorossi a partire dal 1° luglio.

(AC – www.ftaonline.com)

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